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E se ci si innamora dello psicologo?


ARLEY

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Dici?

Non so perché ma quello che mi viene spontaneo dire a voi, mi sembra tremendamente stupido, banale e irrilevante se l'interlocutore è Ugo.

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Sai che a un certo punto ero arrivata a questa conclusione anch'io. Il problema è che la difficoltà di comunicazione tra uomini e donne è - secondo il mio modesto nonché nevrotico parere - una delle cause più diffuse di nevrosi tra le donne. E prendere il toro per le corna è l'unica possibilità, ammesso che funzioni. Però, ragazzi, che cornate...

Anche perché tra dire e dare, la seconda è tanto più facile, e il problema è tutto lì.

Mmmm ho i miei dubbi che lo psi del sesso opposto possa essere di ausilio un gran che in queste cattive comunicazioni, temo che complichi ulteriormente il giro.

Personalmente, io ho preso questa decisione perchè ,al contrario, è mio interesse terapeutico sondare la mia identità maschile ed avere una maggiore consapevolezza maschile, mi aiuta molto ,in questo caso, confrontarmi con un altro uomo.

Essendo in una fase in cui la comunicazione personale, intima diciamo meglio ,certo difficilissima, con l'altro sesso mi interessa molto relativamente, metto al primo posto la conoscenza e consapevolezza di quel che sono adesso.

Voi siete in una fase più advanced.

Io sono single, non ho figli e sono gravato da molte meno dimensioni relazionali rispetto a voi.

Magari tra qualche eone, avrò anche io bisogno di una psico donna, chissà.

Magari tra un bel pò avvertirò anche io i vostri bisogni.

Ecco, nel finale mi confermi il proverbio cinese, mi pare.

epperò come di ogni verità vale anche il contrario, più facile darlo che spiegarlo :Just Kidding:

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Dici?

Non so perché ma quello che mi viene spontaneo dire a voi, mi sembra tremendamente stupido, banale e irrilevante se l'interlocutore è Ugo.

Ecco, anche questo è per Ugo, rilevantissimo!

Ma che banale, niente è stupido, banale e irrilevante di quel che dici a Ugo, ma vuoi scherzare?!?!

E questo vale anche fuori da Ugo, eh?

Non esistono sciocchezze, devi sentire come mi disse una dottoressa in chat!! Manca poco mi fulmina, perchè avevo chiesto se avevo detto una sciocchezza.

E anche il mio analista uguale.

Fa parte del problema, umpf, penso.

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Il problema è che con me e Ugo non funziona. E i lividi sono tutti miei.

eppure sei ancora qui, a scrivergli e a pensare di incontrarlo...

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eppure sei ancora qui, a scrivergli e a pensare di incontrarlo...

Sullo scrivere hai ragione. Io credo che questa psicoterapia si sia un po' incasinata nell'ultima fase, e credo anche di aver diritto a qualche chiarimento fuori onda. Per altro questa forma di dialogo epistolare era stata incoraggiata e anche interrotta da lui che adesso mi invita a parlarne di persona.

Quanto a incontrarlo non ci penso nemmeno. Lo incontrerò se e quando avrà chiarito i miei dubbi. Per ora li sta solo alimentando.

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Mmmm ho i miei dubbi che lo psi del sesso opposto possa essere di ausilio un gran che in queste cattive comunicazioni, temo che complichi ulteriormente il giro.

Personalmente, io ho preso questa decisione perchè ,al contrario, è mio interesse terapeutico sondare la mia identità maschile ed avere una maggiore consapevolezza maschile, mi aiuta molto ,in questo caso, confrontarmi con un altro uomo.

Essendo in una fase in cui la comunicazione personale, intima diciamo meglio ,certo difficilissima, con l'altro sesso mi interessa molto relativamente, metto al primo posto la conoscenza e consapevolezza di quel che sono adesso.

Voi siete in una fase più advanced.

Io sono single, non ho figli e sono gravato da molte meno dimensioni relazionali rispetto a voi.

Magari tra qualche eone, avrò anche io bisogno di una psico donna, chissà.

Magari tra un bel pò avvertirò anche io i vostri bisogni.

Ecco, nel finale mi confermi il proverbio cinese, mi pare.

epperò come di ogni verità vale anche il contrario, più facile darlo che spiegarlo :Just Kidding:

Ma Stauff, io non ho scelto un terapeuta uomo con cognizione di causa. Ci sono capitata per caso, anzi mi ci ha portata mio marito (pensa te) ed entrambi lo conoscevamo in veste di psichiatra, non di psicoterapeuta (che per me, all'epoca, era sinonimo di ciarlatano). Considerando che ormai mi sono sposata e riprodotta e mi avvio verso la mezza età, non avevo alcun interesse ad approfondire il discorso "uomini vs. donne" e pensavo che mi sarei concentrata piuttosto su altri aspetti della mia personalità.

Va detto però che il mondo è a misura d'uomo e che la donna spesso si percepisce, di conseguenza, in funzione dell'uomo. Per te quindi la comunicazione con l'altro sesso non costituisce un fattore di primaria importanza, per molte donne invece rappresenta un ostacolo che le separa dolorosamente da se stesse.

Confermo il tuo proverbio cinese, sì. Oltre certi livelli uomini e donne dovrebbero smettere di parlarsi addosso e limitarsi alla forma di comunicazione per eccellenza tra sessi diversi. Diversamente, il caos è assicurato (capito, Ugo?)

Ora però non ti impaurire, Stauff. Un caffè in compagnia di un uomo sono in grado di prenderlo senza creare problemi d'ordine pubblico :Bring It On:

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Ma Stauff, io non ho scelto un terapeuta uomo con cognizione di causa. Ci sono capitata per caso, anzi mi ci ha portata mio marito (pensa te) ed entrambi lo conoscevamo in veste di psichiatra, non di psicoterapeuta (che per me, all'epoca, era sinonimo di ciarlatano). Considerando che ormai mi sono sposata e riprodotta e mi avvio verso la mezza età, non avevo alcun interesse ad approfondire il discorso "uomini vs. donne" e pensavo che mi sarei concentrata piuttosto su altri aspetti della mia personalità.

Va detto però che il mondo è a misura d'uomo e che la donna spesso si percepisce, di conseguenza, in funzione dell'uomo. Per te quindi la comunicazione con l'altro sesso non costituisce un fattore di primaria importanza, per molte donne invece rappresenta un ostacolo che le separa dolorosamente da se stesse.

Confermo il tuo proverbio cinese, sì. Oltre certi livelli uomini e donne dovrebbero smettere di parlarsi addosso e limitarsi alla forma di comunicazione per eccellenza tra sessi diversi. Diversamente, il caos è assicurato (capito, Ugo?)

Ora però non ti impaurire, Stauff. Un caffè in compagnia di un uomo sono in grado di prenderlo senza creare problemi d'ordine pubblico :Bring It On:

Beh no aspetta , nel mio caso, in questo momento la comunicazione intima con le donne sono io che la metto volontariamente e forse scioccamente in secondo piano, preso da altro nella vita ora come ora, perchè non mi sento in vena, perchè è peccato etc etc, ma è importante e complicata quanto per voi per un uomo, con problemi diversi ma di peso eguale.

Non è che il mondo sia proprio a misura d'uomo, secondo me, anzi, per certi aspetti la società moderna è fondata su valori che sono più femminili che maschili,anche se è vero che siamo in un momentaccio di regresso postmoderno.

Comunque questo punto della donna che si percepisce in funzione dell'uomo andrebbe approfondito, è interessante.

Se credi posso mandargli una raccomandata a/r o tramite pec a Ugo, "come sapreiiii spiegarti io, nessuno maiiii " :Party:

Tranquilla, mi fido, si vede che sei giudiziosa e controllatissima.

Pensa che potrei piuttosto io essere un pericoloso omicida ritual sessuale ^_^

Sogni d'oro! :babe:

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Sullo scrivere hai ragione. Io credo che questa psicoterapia si sia un po' incasinata nell'ultima fase, e credo anche di aver diritto a qualche chiarimento fuori onda. Per altro questa forma di dialogo epistolare era stata incoraggiata e anche interrotta da lui che adesso mi invita a parlarne di persona.

Quanto a incontrarlo non ci penso nemmeno. Lo incontrerò se e quando avrà chiarito i miei dubbi. Per ora li sta solo alimentando.

però io trovo infantile (lo dico in termini psicologici, non voglio offendere...) questo tuo modo di gestire questo rapporto.

tu riconosci che attraverso il rapporto col terapeuta si possano superare modi nevrotici di rapportarsi al maschile... ma non è che questa cosa piova dal cielo! si ottiene sforzandosi di comunicare in maniera diversa dal proprio schema. tu hai chiuso la terapia (per motivi validi, ci mancherebbe...) senza parlarne con lui...ora lui ti invita, in maniera adulta secondo me, a un confronto di persona: sta a te fare il salto di qualità!

la terapia la fai di tua volontà per te stessa, lui non deve "pregarti"...

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però io trovo infantile (lo dico in termini psicologici, non voglio offendere...) questo tuo modo di gestire questo rapporto.

tu riconosci che attraverso il rapporto col terapeuta si possano superare modi nevrotici di rapportarsi al maschile... ma non è che questa cosa piova dal cielo! si ottiene sforzandosi di comunicare in maniera diversa dal proprio schema. tu hai chiuso la terapia (per motivi validi, ci mancherebbe...) senza parlarne con lui...ora lui ti invita, in maniera adulta secondo me, a un confronto di persona: sta a te fare il salto di qualità!

la terapia la fai di tua volontà per te stessa, lui non deve "pregarti"...

Non mi offendo, ci mancherebbe. Mi rendo anche conto della mia totale incapacità di gestirlo, questo rapporto.

Però invitare a parlarne a voce equivale a rispondere a una domanda con una domanda, e per di più nel proprio territorio. Si è districato dal rapporto umano per ricondurlo prontamente sul piano professionale: che, sì, è il motivo per cui a suo tempo mi sono rivolta a lui, ma nella mia concezione e per le mie problematiche questo tipo di rapporto professionale non può prescindere da un certo interesse umano.

Io non mi fido della gente. Di conseguenza non ti racconto i fatti miei se sospetto di essere per te solo un numero su una fattura. Peggio: se fingi di volermi bene per fidelizzarmi.

Io ho una gran voglia di ricominciare, so che lui è valido e mi duole non essere in grado di trarne beneficio, però desidero prima delle risposte in territorio neutro.

Mi ci sarei giocata la mano destra che quel vago accenno a ricominciare la terapia avrebbe fatto scattare la risposta automatica...

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ma cosa intendi per territorio neutro?

Intendo NON nel setting consueto. Una reazione per mail mi va bene (ribadisco che è una modalità di comunicazione che ha incoraggiato lui stesso). Non voglio una seduta con il medico per capire se posso fidarmi dell'uomo.

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ma vuoi UNA mail o una serie di scambi via mail?

se sei una sua paziente, hai il suo tempo che ti dedica in seduta e fuori seduta riflettendo su quello che vi siete detti... ma non puoi aspettarti da lui che ,tra lavoro come docente, lavoro come psichiatra e terapeuta, più una vita personale (spero bene che la sera si dedichi a moglie e figli!!!), abbia molto tempo da dedicare a una comunicazione epistolare.

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Intendo NON nel setting consueto. Una reazione per mail mi va bene (ribadisco che è una modalità di comunicazione che ha incoraggiato lui stesso). Non voglio una seduta con il medico per capire se posso fidarmi dell'uomo.

Tu vuoi un rapporto PRIVATO con lui, te ne rendi conto?

Ma in seduta è già un rapporto privato!

E' un rapporto in cui si traduce la scopata in termini simbolici, è un tipo di penetrazione, diversa dall'agire, dell'anima e non del corpo, ma funzionale ad accendere in te le vie dell'energia vitale, della vita, ecco.

Guarda, l'amore di transfert guarisce la depressione in modo del tutto inconsueto, facendo fluire ciò che di più erotico c'è in noi.

<La frustrazione del desiderio è la via maestra per portare l'eros, che è la vita, al di fuori.

lui è lì per questo, cara.

Carpe diem.

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l'argomento principe non direi... in fondo qui abbiamo persone che fanno analisi con terapeuti dello stesso sesso, senza desiderio sessuale, e fanno degli ottimi percorsi pure loro.

insomma, non è mica il cardine dell'analisi, ne può essere un componente, come pure no...

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ma vuoi UNA mail o una serie di scambi via mail?

se sei una sua paziente, hai il suo tempo che ti dedica in seduta e fuori seduta riflettendo su quello che vi siete detti... ma non puoi aspettarti da lui che ,tra lavoro come docente, lavoro come psichiatra e terapeuta, più una vita personale (spero bene che la sera si dedichi a moglie e figli!!!), abbia molto tempo da dedicare a una comunicazione epistolare.

Ma io non ho intenzione di avviare una corrispondenza né di coinvolgerlo in nessun tipo di rapporto personale, e comunque NON sono una sua paziente già da diversi mesi. Mi sarà concesso però avere dei dubbi di carattere umano?

Lo scambio di messaggi, comunque sporadico e stringato (sì, so essere anche sintetica, grazie :Batting Eyelashes: ) è iniziato nel momento in cui, con gli auguri di Natale, ho avvertito l'esigenza di scusarmi per la brutta interruzione e fornire due-righe-due di spiegazione, per pura civiltà. Nel giro di un mese ci siamo scambiati non più di due brevi risposte, quasi immediate le sue, molto ponderate le mie.

Se invece di interrompere bruscamente la comunicazione (dopo essersi rallegrato per la ripresa del dialogo e averne auspicato la continuazione) mi avesse proposto di continuare a voce nel suo studio, probabilmente avrei colto la palla al balzo. Al contrario, il suo silenzio mi ha comunicato l'impressione di una gentilezza di circostanza che non ha fatto bene al mio amor proprio.

E' strana la parabola seguita dalla mia terapia: progressi costanti e tangibili fino a un certo punto, poi all'improvviso il guaritore si è trasformato in malattia e la mia confusione cresce.

Ad ogni modo gli ho già risposto che, grazie, non mi sento ancora pronta a ricominciare.

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che palle muchacha però... (sempre senza offesa per te, oggi sono tesa di mio, il mio modo di scrivere ne risente, non ci fate caso...)

la mia sensazione fortissima è che tu lo hai messo alla prova, e fallita la prova... cioè che lui non si è comportato come secondo te avrebbe dovuto... allora non ricominci la terapia.

e se invece ci fossero dei validi motivi per il quali il suo comportamento potrebbe essere adeguato? non ti viene il dubbio che i modi di reagire alle situazioni sono i più diversi, e che non possiamo pretendere dagli altri di comportarsi sempre come ci aspettiamo noi?

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Tu vuoi un rapporto PRIVATO con lui, te ne rendi conto?

Ma in seduta è già un rapporto privato!

E' un rapporto in cui si traduce la scopata in termini simbolici, è un tipo di penetrazione, diversa dall'agire, dell'anima e non del corpo, ma funzionale ad accendere in te le vie dell'energia vitale, della vita, ecco.

Guarda, l'amore di transfert guarisce la depressione in modo del tutto inconsueto, facendo fluire ciò che di più erotico c'è in noi.

<La frustrazione del desiderio è la via maestra per portare l'eros, che è la vita, al di fuori.

lui è lì per questo, cara.

Carpe diem.

Light, capisco le tue perplessità, però le mie esigenze si sono plasmate in seguito alle sue CONCESSIONI, okay? Io non mi sarei mai sognata neanche di parlare del transfert per non mancare di discrezione, figuriamoci tutto il resto. Ma se tu mi offri un dito, io lo prendo, e se non ritiri la mano, mi prendo pure quella e via dicendo. Ma questa è ancora psicoterapia?

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l'argomento principe non direi... in fondo qui abbiamo persone che fanno analisi con terapeuti dello stesso sesso, senza desiderio sessuale, e fanno degli ottimi percorsi pure loro.

insomma, non è mica il cardine dell'analisi, ne può essere un componente, come pure no...

Già, è chiaro che ogni terapeuta di volta in volta, incarna più figure.

Per esempio, il mio incarna mio padre, mio fratello, mio marito, figure erotiche per me..

l'allenatore non direi...

Per Mucha peròò, così, da quel che scrive, per l'enfasi che mette sull'uomo, mi appare un ruolo di amante.

E questo è bello, mi pare un discorso legato al Padre,un legame erotico con la figura paterna.

Sessualmente significativo, poi sai, lei è sposata, c'è anche una sovrapposizione col marito, Padre dei suoi figli, potrebbe essere.

Perà vi è un'immensa idealizzazione di lui, L'ECCElso, figura di un Dio onniscente, giudicante, anche.

Il Dio che è in lei, che la giudica, che la potrebbe ritenere irrilevante, come dice lei, sciocca, insignificante!

E questo sarebbe alla radice del suo malessere, una figurainteriore che la tormenta, la rende dipendente, un daimon da amalizzare.

Vi dispiace se mi lancio in ipotesi?

NATURalmente prendete solo quel che che vi fa comodo.

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Light, capisco le tue perplessità, però le mie esigenze si sono plasmate in seguito alle sue CONCESSIONI, okay? Io non mi sarei mai sognata neanche di parlare del transfert per non mancare di discrezione, figuriamoci tutto il resto. Ma se tu mi offri un dito, io lo prendo, e se non ritiri la mano, mi prendo pure quella e via dicendo. Ma questa è ancora psicoterapia?

Lui ti concede, perchè ritiene sia necessario, non vuole perderti, apprezzalo.

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