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Davvero bellissima. Meravigliosa.

Molto toccante.

Grazie Mio.

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si è vero, quello che sostieni, io ci provo ogni giorno e a volte devo dire che ci riesco! E tu?

orami ci convivo da tempo.....ma ricorda una volta donatati completamente al presente non potrai più tornare indietro

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orami ci convivo da tempo.....ma ricorda una volta donatati completamente al presente non potrai più tornare indietro

Non è impossibile pensare al futuro e godere anche il presente. E' sempre questione di equilibrio e di buon senso.

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Non è impossibile pensare al futuro e godere anche il presente. E' sempre questione di equilibrio e di buon senso.

certo , ma è nella totalita della attenzione al presente che si nasconde la magia.....rain...

a quel punto anche il concetto stesso di tempo muore......

nel presente il pensiero non ha accesso come "io" , e quello è tempo. Poi ovvio devo organizzare una gita, ma non è di quello che parliamo , ma del divenire psicologico.....

mi piace rain!.....ti trovo semplice , schietta.... :icon_biggrin:

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LA MIA PREFERITA

Non amare il florido ramo,

non mettere nel tuo cuore

la sua immagine sola;

essa avvizzisce.

Ama l'albero intero,

così amerai il florido ramo,

la foglia tenera e la foglia morta,

il timido bocciolo ed il fiore aperto,

il petalo caduto e la cima ondeggiante,

lo splendido riflesso dell'Amore pieno.

Ama la vita nella sua pienezza,

essa non conosce decadimento.

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Prima di chiudere gli occhi mi hai detto pirla,

una parola gergale non traducibile.

Da allora me la porto addosso come un marchio

che resiste alla pomice.Ci sono anche altri

pirla nel mondo ma come riconoscerli?

I pirla non sanno di esserlo. Se pure

ne fossero informati tenterebbero

di scrollarsi con le unghie quello stimma.

E. Montale, da Diario del '71 e del '72

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Non so cosa teneva "dint'a capa",

intelligente, generoso, scaltro,

per lui non vale il detto che è del Papa,

morto un Troisi non se ne fa un altro.

Morto Troisi muore la segreta

arte di quella dolce tarantella,

ciò che Moravia disse del Poeta

io lo ridico per un Pulcinella.

La gioia di bagnarsi in quel diluvio

di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"

era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.

"Non si capisce", urlavano sicuri,

"questo Troisi se ne resti al Sud!"

Adesso lo capiscono i canguri,

gli Indiani e i miliardari di Holliwood!

Con lui ho capito tutta la bellezza

di Napoli, la gente, il suo destino,

e non m'ha mai parlato della pizza,

e non m'ha mai suonato il mandolino.

O Massimino io ti tengo in serbo

fra ciò che il mondo dona di più caro,

ha fatto più miracoli il tuo verbo

di quello dell'amato San Gennaro

(Roberto Benigni - A Massimo Troisi)

l'ho trovata per caso qualche tempo fa e mi si è stretto il cuore.

Troisi mi commuoveva anche quando faceva cabaret.

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" Sempre vieni dal mare

e ne hai la voce roca,

sempre hai occhi segreti

d'acqua viva tra i rovi,

e fronte bassa, come

cielo basso di nubi.

Ogni volta rivivi

come una cosa antica

e selvaggia, che il cuore

già sapeva e si serra.

Ogni volta è uno strappo,

ogni volta è la morte.

Noi sempre combattemmo.

Chi si risolve all'urto

ha gustato la morte

e la porta nel sangue.

Come buoni nemici

che non s'odiano più

noi abbiamo una stessa

voce, una stessa pena

e viviamo affrontati

sotto povero cielo.

Tra noi non insidie,

non inutili cose-

combatteremo sempre.

Combatteremo ancora,

combatteremo sempre,

perchè cerchiamo il sonno

della morte affiancati,

e abbiamo voce roca

fronte bassa e selvaggia

e un identico cielo.

Fummo fatti per questo.

Se tu od io cede all'urto,

segue una notte lunga

che non è pace o tregua

e non è morte vera.

Tu non sei più. Le braccia

si dibattono invano.

Fin che ci trema il cuore.

Hanno detto un tuo nome.

Ricomincia la morte.

Cosa ignota e selvaggia

sei rinata dal mare. "

Cesare Pavese

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buongiorno,mi appresto umilmente a pubblicare una poesia di

un mio amico.

ORI

SIAMO GLI AGUZZINI DEGLI AFRICANI

SIAMO GLI ASSASSINI DEGLI ALBANESI

SIAMO GLI STERMINATORI DEGLI EBREI

SIAMO I TIRANNI DEGLI JUGOSLAVI

E ABBIAMO ANCORA LE MANI CHE GRONDANO SANGUE.

FINO A CHE DIVERREMO PERSECUTORI DI NOI STESSI.

A.D.G.

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