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Ospite filotea

Anche i nemici sono utili

perchè possono giudicarci e criticarci senza pietà.

Gli amici non lo fanno

perchè hanno timore di offfenderci e così

noi continuiamo a illuderci di essere ciò che in realtà non siamo.

R. Battaglia

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.

la poesia più sintetica che abbia mai letto :He He:

davvero essenziale, cosmica direi.

ciao Ciao :;):

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Guardando indietro si comprende la Vita,

ma solo guardando avanti si può Viverla

.

E se invece guardi con attenzione quello che ti trovi davanti nel momento presente? :rolleyes:

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Anche i nemici sono utili

perchè possono giudicarci e criticarci senza pietà.

Gli amici non lo fanno

perchè hanno timore di offfenderci e così

noi continuiamo a illuderci di essere ciò che in realtà non siamo

.

R. Battaglia

Un vecchio saggio diceva che "Il tuo peggior nemico è il tuo migliore maestro". Anche se non lo sa... :Four Leaf Clover:

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la grande pianura nera è immobile e senza voci

nessun suono, non un rumore

nella notte la vita è spenta

ma si sente talvolta come un cupo lamento

qualche essere meraviglioso che ulula all'angolo di un bosco

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Ospite filotea
E se invece guardi con attenzione quello che ti trovi davanti nel momento presente? :rolleyes:

è quello che sto imparando alle lezioni di buddismo....

un nuovo centro aperto nella mia città

Un vecchio saggio diceva che "Il tuo peggior nemico è il tuo migliore maestro". Anche se non lo sa

Grazie,ne farò tesoro!

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Come la mela dolce rosseggia sull'alto del ramo,

alta sul ramo più alto: la scordarono i coglitori.

No, certo non la scordarono: non poterono raggiungerla.(Saffo)

................................................................................

.......................................

Tramontata è la luna e le Pleiadi:

a mezzo è la notte:

il tempo trascorre;

e io dormo sola.(Saffo)

................................................................................

.................................

Simile a un dio mi sembra quell'uomo

che siede davanti a te, e da vicino

ti ascolta mentre tu parli

con dolcezza

e con incanto sorridi. E questo

fa sobbalzare il mio cuore nel petto.

Se appena ti vedo, sùbito non posso

più parlare:

la lingua si spezza: un fuoco

leggero sotto la pelle mi corre:

nulla vedo con gli occhi e le orecchie

mi rombano:

un sudore freddo mi pervade: un tremore

tutta mi scuote: sono più verde

dell'erba; e poco lontana mi sento

dall'essere morta.

Ma tutto si può sopportare...(Saffo)

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Signore, lo giuro sulla dea beata:

non più voglio stare sulla terra,

desiderio di morte mi prende,

di vedere le sponde d'Acheronte

fiorite di loto... Saffo

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Ospite filotea

La voce del silenzio

Volevo stare un po' da solo

per pensare tu lo sai,

ed ho sentito nel silenzio

una voce dentro me

e tornan vive tante cose

che credevo morte ormai.....

e chi ho tanto amato

dal mare del silenzio

ritorna come un'onda

nei miei occhi, e quello che mi manca

nel mare del silenzio

mi manca sai molto di più

Ci sono cose in un silenzio

che non aspettavo mai

... vorrei una voce,

ed improvvisamente

ti accorgi che il silenzio

ha il volto delle cose che hai

perduto

ed io ti sento amore

ti sento nel mio cuore

stai riprendendo il posto che

tu non avevi perso mai

che non avevi perso mai

che non avevi perso mai.

volevo stare un po' da solo

per pensare tu lo sai

ma ci son cose in un silenzio

che non m'aspettavo mai

... vorrei una voce

ed improvvisamente

ti accorgi che il silenzio

ha il volto delle cose che hai

perduto

ed io ti sento amore

ti sento nel mio cuore

stai riprendendo il posto che

tu non avevi perso mai

tu non avevi perso mai

tu non avevi perso...tu non avevi perso... mai.

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Su che attraversa il fiume c'è un Pandit,un bramino ,dotto in scritture sacre.Il

pandit chiede la vecchio barcaiolo;sai il Sanscrito?

No ,risponde quello.

Senza il Sanscrito un quarto della tua vita è perso,dice il Pandit.Conosci

la letteratura classica?

No.

Un altro quarto della tua vita è perso,perchè ci sono libri bellissimi

e il leggerli da una grande gioia sai almeno leggere e scrivere?

No,dice il barcaiolo.

Un altro quarto della tua vita è andato perso.

In quel momento il Pandit si accorge che la barca fa acqua

e che le sue gambe sono già a mollo.Il barcaiolo cerca di tappare la falla,

ma non c'è niente da fare.L'acqua continua a crescere e la barca sta per andare

a fondo.Sai nuotare? Chiede il barcaiolo al Pandit?

No,risponde quello impaurito.

Tutta la tua vita allora è persa,conclude il barcaiolo.

Morale; è inutile saper leggere e scrivere,conoscere il Sanscrito e l'intera letteratura,se non si conosce

se stessi!!!!

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Oltre il nulla?

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VIVI LA VITA

La vita è un'opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne una realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è una ricchezza, conservala.

La vita è amore, godine.

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.

La vita è un inno, cantalo.

La vita è una lotta, accettala.

La vita è un'avventura, rischiala.

La vita è felicità, meritala.

La vita è la vita, difendila.

Madre Teresa

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Ospite filotea

La poesia

è un modo di esprimere un'opinione.

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E ti bacio la bocca bagnata di crepuscolo. No, non voglio baciarti in una giornata di sole. Non voglio che sia estate. Non voglio che sia in mezzo alla folla. Vorrei baciarti in una di queste sere d'inverno,quando il sole scolora nel grigio e nel freddo; quando sarà piu' facile trovare l' alba dentro l'imbrunire. Pablo Neruda.

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Non nascondere

il segreto del tuo cuore,

amico mio!

Dillo a me, solo a me,

in confidenza.

Tu che sorridi così gentilmente,

dimmelo piano,

il mio cuore lo ascolterà,

non le mie orecchie.

La notte è profonda,

la casa silenziosa,

i nidi degli uccelli

tacciono nel sonno.

Rivelami tra le lacrime esitanti,

tra sorrisi tremanti,

tra dolore e dolce vergogna,

il segreto del tuo cuore.

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2

Un esercito di cavalieri, dicono alcuni,

altri di fanti, altri di navi,

sia sulla terra nera la cosa più bella:

io dico, ciò che si ama.

È facile far comprendere questo ad ognuno.

Colei che in bellezza fu superiore

a tutti i mortali, Elena, abbandonò

il marito

pur valoroso, e andò per mare a Troia;

e non si ricordò della figlia né dei cari

genitori; ma Cipride la travolse

innamorata.

...

...

ora mi ha svegliato il ricordo di Anattoria

che non è qui;

ed io vorrei vedere il suo amabile portamento,

lo splendore raggiante del suo viso

più che i carri dei Lidi e i fanti

che combattono in armi. Saffo

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un paradiso illuminato dai bagliori dell'inferno...

...e se la rabbia diventa vocazione........................................Jack Kerouac

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I mari del Sud

(a Monti)

Camminiamo una sera sul fianco di un colle,

in silenzio. Nell'ombra del tardo crepuscolo

mio cugino è un gigante vestito di bianco,

che si muove pacato, abbronzato nel volto,

taciturno. Tacere è la nostra virtù.

Qualche nostro antenato dev'essere stato ben solo

&endash; un grand'uomo tra idioti o un povero folle &endash;

per insegnare ai suoi tanto silenzio.

Mio cugino ha parlato stasera.

Mi ha chiesto

se salivo con lui: dalla vetta si scorge

nelle notti serene il riflesso del faro

lontano, di Torino. "Tu che abiti a Torino…"

mi ha detto "…ma hai ragione.

La vita va vissuta

lontano dal paese: si profitta e si gode

e poi, quando si torna, come me a quarant'anni,

si trova tutto nuovo. Le Langhe non si perdono".

Tutto questo mi ha detto e non parla italiano,

ma adopera lento il dialetto, che, come le pietre

di questo stesso colle, è scabro tanto

che vent'anni di idiomi e di oceani diversi

non gliel'hanno scalfito. E cammina per l'erta

con lo sguardo raccolto che ho visto, bambino,

usare ai contadini un poco stanchi.

Vent'anni è stato in giro per il mondo.

Se n'andò ch'io ero ancora un bambino portato da donne

e lo dissero morto. Sentii poi parlarne

da donne, come in favola, talvolta;

ma gli uomini, giù gravi, lo scordarono.

Un inverno a mio padre già morto arrivò un cartoncino

con un gran francobollo verdastro di navi in un porto

e augurî di buona vendemmia. Fu un grande stupore,

ma il bambino cresciuto spiegò avidamente

che il biglietto veniva da un'isola detta Tasmania

circondata da un mare più azzurro, feroce di squali,

nel Pacifico, a sud dell'Australia. E aggiunse che certo

il cugino pescava le perle. E staccò il francobollo.

Tutti diedero un loro parere, ma tutti conclusero

che, se non era morto, morirebbe.

Poi scordarono tutti e passò molto tempo.

Oh da quando ho giocato ai pirati malesi,

quanto tempo è trascorso. E dall'ultima volta

che son sceso a bagnarmi in un punto mortale

e ho inseguito un compagno di giochi su un albero

spaccandone i bei rami e ho rotta la testa

a un rivale e son stato picchiato,

quanta vita è trascorsa. Altri giorni, altri giochi,

altri squassi del sangue dinanzi a rivali

più elusivi: i pensieri ed i sogni.

La città mi ha insegnato infinite paure:

una folla, una strada mi han fatto tremare,

un pensiero talvolta, spiato su un viso.

Sento ancora negli occhi la luce beffarda

dai lampioni a migliaia sul gran scalpiccío.

Mio cugino è tornato, finita la guerra,

gigantesco, tra i pochi. E aveva denaro.

I parenti dicevano piano: "Fra un anno, a dir molto,

se li è mangiati tutti e torna in giro.

I disperati muoiono così".

Mio cugino ha una faccia recisa.

Comprò un pianterreno

nel paese e ci fece riuscire un garage di cemento

con dinanzi fiammante la pila per dar la benzina

e sul ponte ben grossa alla curva una targa-réclame.

Poi ci mise un meccanico dentro a ricevere i soldi

e lui girò tutte le Langhe fumando.

S'era intanto sposato, in paese. Pigliò una ragazza

esile e bionda come le straniere

che aveva certo un giorno incontrato nel mondo.

Ma uscí ancora da solo. Vestito di bianco,

con le mani alla schiena e il volto abbronzato,

al mattino batteva le fiere e con aria sorniona

contattava i cavalli. Spiegò poi a me,

quando fallí il disegno, che il suo piano

era stato di togliere tutte le bestie alla valle

e obbligare la gente a comprargli i motori.

"Ma la bestia" diceva "più grossa di tutte,

sono stato io a pensarlo. Dovevo sapere

che qui buoi e persone son tutta una razza".

Camminiamo da più di mezz'ora. La vetta è vicina,

sempre aumenta d'intorno il frusciare e il fischiare del vento.

Mio cugino si ferma d'un tratto e si volge: "Quest'anno

scrivo sul manifesto: &endash; Santo Stefano

è sempre stato il primo nelle feste

della valle del Belbo &endash; e che la dicano

quei di Canelli". Poi riprende l'erta.

Un profumo di terra e vento ci avvolge nel buio,

qualche lume in distanza: cascine, automobili

che si sentono appena; e io penso alla forza

che mi ha reso quest'uomo, strappandolo al mare,

alle terre lontane, al silenzio che dura.

Mio cugino non parla dei viaggi compiuti.

Dice asciutto che è stato in quel lungo e in quell'altro

e pensa ai suoi motori.

Solo un sogno

gli è rimasto nel sangue: ha incrociato una volta,

da fuochista su un legno olandese da pesca, il cetaceo,

e ha veduto volare i ramponi pesanti nel sole,

ha veduto fuggire balene tra schiume di sangue

e inseguirle e innalzarsi le code e lottare alla lancia.

Me ne accenna talvolta.

Ma quando gli dico

ch'egli è tra i fortunati che han visto l'aurora

sulle isole più belle della terra,

al ricordo sorride e risponde che il sole

si levava che il giorno era vecchio per loro.

( Pavese)

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Lo steddazzu

L'uomo solo si leva che il mare è ancor buio

e le stelle vacillano. Un tepore di fiato

sale su dalla riva, dov'è il letto del mare,

e addolcisce il respiro. Quest'è l'ora in cui nulla

può accadere. Perfino la pipa tra i denti

pende spenta. Notturno è il sommesso sciacquío.

L'uomo solo ha già acceso un gran fuoco di rami

e lo guarda arrossare il terreno. Anche il mare

tra non molto sarà come il fuoco, avvampante.

Non c'è cosa piú amara che l'alba di un giorno

in cui nulla accadrà. Non c'è cosa piú amara

che l'inutilità. Pende stanca nel cielo

una stella verdognola, sorpresa dall'alba.

Vede il mare ancor buio e la macchia di fuoco

a cui l'uomo, per fare qualcosa, si scalda;

vede, e cade dal sonno tra le fosche montagne

dov'è un letto di neve. La lentezza dell'ora

è spietata, per chi non aspetta piú nulla.

Val la pena che il sole si levi dal mare

e la lunga giornata cominci? Domani

tornerà alba tiepida con la diafana luce

e sarà come ieri e mai nulla accadrà.

L'uomo solo vorrebbe soltanto dormire.

Quando l'ultima stella si spegne nel cielo,

l'uomo adagio prepara la pipa e l'accende.(Pavese)

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"Amore e Morte sono uno effetto dell’altro: l’amore è un sentimento talmente intenso, viscerale, profondo, impetuoso e lancinante che solo chi non ha paura della morte può vivere nella maniera più profonda"

G. D'Annunzio

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