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Il corpo pallido di sandalo,

le labbra, tenere come boccioli, rosse di betel,

gli occhi come appannati dagli spruzzi d'acqua

della fontana, e privi del nero belletto,

l'umida treccia, odorosa dei fiori intessuti,

e la veste che disegna tutte le membra:

ecco che cosa dona splendore alle fanciulle

quando arriva il meriggio d'estate.

come sopra

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  • 2 weeks later...

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Non posso ricordare. Ma quei momenti

puri dureranno in me come

in fondo a un vaso troppo pieno.

Non penso a te, ma sono per amore tuo

e questo mi dà forza.

Non ti invento nei luoghi

che adesso senza te non hanno senso.

Il tuo non esserci

è già caldo di te, ed è più vero,

più del tuo mancarmi. La nostalgia

spesso non distingue. Perché

cercare allora se il tuo influsso

già sento su di me lieve

come un raggio di luna alla finestra.

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  • 1 month later...

Non sento, non vedo,

non provo più dolore,

né felicità.

Non ho più ansie.

Finalmente inerme.

Sofferenza, lacrime, disperazione.

Molti mi ricordano, molti mi piangono.

Terra gettata sulla mia tomba.

Rimpianti per parole non dette,

per abbracci non dati.

La morte è:

la fine delle sofferenze per uno;

l’inizio per molti

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  • 2 weeks later...

Lasciami respirare a lungo, ancora e ancora, l'odore dei tuoi capelli, lascia che io vi immerga il viso, come fa l'assetato nell'acqua della sorgente, e che li scuota con la mia mano come un fazzoletto odoroso, per farne uscire i ricordi nell'aria.

Se tu potessi sapere tutto quello che vedo, tutto quello che sento, tutto quello che scopro nei tuoi capelli! La mia anima viaggia seguendo un profumo, come l'anima di altri viaggia seguendo una musica.

Nei tuoi capelli c'è un intero sogno, pieno di vele e alberature; mari aperti i cui monsoni mi portano verso climi incantati, dove lo spazio è più azzurro e profondo, dove l'aria ha il profumo dei frutti, delle foglie e della pelle umana.

Nell'oceano dei tuoi capelli vedo un porto brulicante di canzoni tristi, di uomini vigorosi dei più diversi paesi, e navi d'ogni forma, le cui intricate, delicate architetture si stagliano nel cielo immenso, invaso da un'immobile calura.

Se carezzo i tuoi capelli, ritrovo il languore delle ore passate su un divano, nella cabina di una bella nave, cullato dal dolce rollio del porto, tra vasi di fiori e terrine rinfrescanti.

Nella brace dei tuoi capelli, respiro l'odore di tabacco mescolato all'oppio e allo zucchero; nel buio dei tuoi capelli vedo splendere l'infinito dell'azzurro tropicale; sulle rive muscose dei tuoi capelli mi inebrio degli odori mescolati del catrame, del muschio e dell'olio di cocco.

Lasciami mordere ancora le tue trecce pesanti e nere. Quando prendo a piccoli morsi i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare ricordi.

C. Baudelaire.

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Oggi la tristezza tocca il mio cuore.....

e va sempre piu' giu' fino a raggiungere l'anima.....

fino a diventare angoscia.....

l'angoscia che ti fa stare male ....

che non ti fa piu' vedere i colori....

tutto diventa nero....

cosi' nero che sembra impossibile che possa tornare l'arcobaleno con i suoi colori....

cosi' nero che sembra impossibile poter trovare anche solo uno spiraglio di luce per poter tornare a respirare....

cosi' nero che sembra impossibile poter affrontare qualsiasi situazione e continuare a vivere.

LARAA

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  • 1 month later...

BERTRAND HUME

Richiamare il ricordo e la visione di cieli azzurri;

immaginare le nuvole estive;

ricordare montagne e pendii boscosi,

e l'azzurro dell'acqua ad ottobre;

offrire il volto della schiuma grigio squalo del mare;

ascoltare in sogno voci che cantano,

voci passate, ma mai scordate;

sentire i baci di labbra svanite,

e vedere gli occhi dell'estasi,

e sentire i sussurri delle consacrate mezzanotti...

Rivivere la ricchezza della vita,

mai pienamente vissuta;

vedere tutto, come da una finestra aperta

su un giardino di fiori e su distanti colline,

da cui il proprio corpo malfermo è precluso...

Oh vita! Oh inesprimibile bellezza,

lasciarti, sapendoti mai abbastanza amata,

desiderando riviverti daccapo

con tutto il saggio desiderio dell'anima!

Edgar Lee Master

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  • 2 weeks later...

EDWARD REDINGTON

Cos'è meglio:la gioia di coltivare mele bellissime,

o la gioia di coltivare mele da barattare con mele migliori?

In vita feci buone azioni,

mosso dalle dottrine della chiesa.

Perdonai per poter essere perdonato;

fui pietoso,pensando che avrei ottenuto pieta';

diedi, sperando di veder in cambio ricolma misura.

Con che tesori s'arrichi' la mia anima?

Con il tesoro di una ricompensa dovuta!

Poi, siccome non fui perdonato,

e non ottenni pieta',

e inoltre non mi fu dato nulla,

il frutto della mia fatica ando' sciupato,

e s'inacidi'nella dispensa del mio cuore,

perchè non era stato pagato da quelli per cui era stato coltivato.

E io vi dico, agite per il vostro Io,

perchè l'Io , a dispetto degli altri,

possa arricchirsi del perdono per il suo stesso amore;

e della pietà per il suo stesso amore;

della generosità, del coraggio, della tenacia,

della mancanza d' invidia e d'orgoglio,

per amore di se stesse e per l'Io!

Da Il Nuovo Spoon River di Edgar Lee Masters

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LA PIOGGIA NEL PINETO

Taci. Su le soglie

del bosco non odo

parole che diciumane;

ma odo parole più nuove

che parlano gocciole e foglie lontane.

Ascolta.

Piove dalle nuvole sparse.

Piove su le tamerici salmastre ed arse,

piove su i pini scagliosi ed irti,

piove su i mirti divini,

su le ginestre fulgenti di fiori accolti,

su i ginepri folti di coccole aulenti,

piove su i nostri volti silvani,

piove su le nostre mani ignude,

su i nostri vestimenti leggieri,

su i freschi pensieri che l'anima schiude novella,

su la favola bella

che ieri t'illuse,

che oggi m'illude, o Ermione.

Odi?

La pioggia cade su la solitaria verdura

con un crepitío che dura e varia nell'aria

secondo le fronde più rade, men rade.

Ascolta.

Risponde al pianto il canto il canto delle cicale

che il pianto australe non impaura,nè il ciel cinerino.

E il pino ha un suono, e il mirto altro suono,

e il ginepro altro ancora,

stromenti diversi sotto innumerevoli dita.

E immersi noi siam nello spirto silvestre,

d'arborea vita viventi;

e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia,

e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre,

o creatura terrestre che hai nome Ermione.

Ascolta, ascolta.

L'accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo

si fa sotto il pianto che cresce;

ma un canto vi si mesce più roco

che di laggiù sale, dall'umida ombra remota.

Più sordo e più fioco s'allenta, si spegne.

Sola una nota ancor trema, si spegne,

risorge, trema, si spegne.

Non s'ode voce del mare.

Or s'ode su tutta la fronda crosciare

l'argentea pioggia che monda,

il croscio che varia secondo la fronda

più folta, men folta.

Ascolta.

La figlia dell'aria è muta;

ma la figlia del limo lontana,

la rana,canta nell'ombra più fonda,

chi sa dove, chi sa dove!

E piove su le tue ciglia,

Ermione.

Piove su le tue ciglia nere

sìche par tu pianga ma di piacere;

non bianca ma quasi fatta virente,

par da scorza tu esca.

E tutta la vita è in noi fresca aulente,

il cuor nel petto è come pesca intatta,

tra le pàlpebre gli occhi son come polle tra l'erbe,

i denti negli alvèoli con come mandorle acerbe.

E andiam di fratta in fratta,

or congiunti or disciolti

(e il verde vigor rude

ci allaccia i mallèoli

c'intrica i ginocchi)

chi sa dove, chi sa dove!

E piove su i nostri vólti silvani,

piove su le nostre mani ignude,

su i nostri vestimenti leggieri,

su i freschi pensieri che l'anima schiude novella,

su la favola bella che ieri m'illuse,

che oggi t'illude,

o Ermione.

Gabriele D'Annunzio

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  • 2 weeks later...

George Gray

Ho osservato tante volte

il marmo che mi hanno scolpito -

una nave alla fonda con la vela ammainata.

In realtà non rappresenta il mio approdo

ma la mia vita.

Perché l'amore mi fu offerto ma fuggii le sue lusinghe;

il dolore bussò alla mia porta ma ebbi paura;

l'ambizione mi chiamò, ma paventai i rischi.

Eppure bramavo sempre di dare un senso alla vita.

Ora so che bisogna alzare le vele

e farsi portare dai venti della sorte

dovunque spingano la nave.

Dare un senso alla vita può sfociare in follia

ma una vita senza senso è la tortura

dell'inquietudine e del vago desiderio:

è una nave che desidera il mare ardentemente ma ha paura.

Spoon River di Edgar Lee Masters

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Gare di fiabe

arrosti di vento

spiagge di sabbia

conigli di gomma

fionde di idioti

senza cancelli di recinzioni

tende senza case

Badili senza contadini

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Ci fu spazio nella mia carne per te,

per te solamente

che volevi l'amplesso dei miei giorni;

un lungo peregrinare segreto

d'amore in amore

di tempio in tempio.

Una rosa mi tremava

sul ciglio delle dita

come se fosse carta di un veliero

e finalmente mi rompesti

le acque squisite della vita.

Alda Merini

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