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Brevemente, una situazione complicata,

ho un nipote di neanche 3 anni, vive con me mia madre e mia sorella mentre il padre è ancora a casa dei genitori. (I miei sono separati). Il padre fa uso di droghe e beve, e spesso è paranoico. Con mia sorella litiga sempre ogni volta che si vedono ed anche lei non è una persona sana ed è anoressica. Ora il problema che inizia a presentarsi è che questo bambino non vuole più uscire da casa. Pensiamo che sia dovuto al fatto che ha iniziato l'asilo negli ultimi due mesi, infatti prima di iniziare la scuola era molto più dinamico, per esempio mangiava a casa del nonno oppure dei miei zii senza problemi e non vedeva l'ora di uscire. Ora invece è pieno di paure. So che non è possibile dare consigli così a distanza ma secondo voi è il caso di preoccuparsi? e forzarlo ad uscire è positivo o negativo, è il caso di chiedere aiuto ad un esperto?

Il bambino ha anche una sorella più piccola che il padre lo ha vissuto molto meno del fratello e sembra più tranquilla,

Grazie

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Brevemente, una situazione complicata,

ho un nipote di neanche 3 anni, vive con me mia madre e mia sorella mentre il padre è ancora a casa dei genitori. (I miei sono separati). Il padre fa uso di droghe e beve, e spesso è paranoico. Con mia sorella litiga sempre ogni volta che si vedono ed anche lei non è una persona sana ed è anoressica. Ora il problema che inizia a presentarsi è che questo bambino non vuole più uscire da casa. Pensiamo che sia dovuto al fatto che ha iniziato l'asilo negli ultimi due mesi, infatti prima di iniziare la scuola era molto più dinamico, per esempio mangiava a casa del nonno oppure dei miei zii senza problemi e non vedeva l'ora di uscire. Ora invece è pieno di paure. So che non è possibile dare consigli così a distanza ma secondo voi è il caso di preoccuparsi? e forzarlo ad uscire è positivo o negativo, è il caso di chiedere aiuto ad un esperto?

Il bambino ha anche una sorella più piccola che il padre lo ha vissuto molto meno del fratello e sembra più tranquilla,

Grazie

Ciao Penny,un umile consiglio te lo posso dare,certo magari l'aiuto di un esperto PUO AIUTARE......e vero la situazione

familiare non e proprio tranquilla,ma una cosa importante i bimbi non devono assorbire tutto il circondario....ti racconto velocemente la storia di una mia cliente:la sorella separata,un bimbo piccolo vivono in una villatta tutti iniseme insomma lei non avendo figli questo nipote VIVE più con lei che con la mamma...la mamma lei stesso a problemi psi,bulimici.....insomma detto questo lo so che non è corretto ma almeno in

questo periodo sostituisciti a tua sorella,poi magari con il tempo lei farà la mamma...ma almeno adesso fai vivere a pieno tuo

nipote,fallo giocare,fallo divertire,non fargli mancare niente.AUGURI!

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Brevemente, una situazione complicata,

ho un nipote di neanche 3 anni, vive con me mia madre e mia sorella mentre il padre è ancora a casa dei genitori. (I miei sono separati). Il padre fa uso di droghe e beve, e spesso è paranoico. Con mia sorella litiga sempre ogni volta che si vedono ed anche lei non è una persona sana ed è anoressica. Ora il problema che inizia a presentarsi è che questo bambino non vuole più uscire da casa. Pensiamo che sia dovuto al fatto che ha iniziato l'asilo negli ultimi due mesi, infatti prima di iniziare la scuola era molto più dinamico, per esempio mangiava a casa del nonno oppure dei miei zii senza problemi e non vedeva l'ora di uscire. Ora invece è pieno di paure. So che non è possibile dare consigli così a distanza ma secondo voi è il caso di preoccuparsi? e forzarlo ad uscire è positivo o negativo, è il caso di chiedere aiuto ad un esperto?

Il bambino ha anche una sorella più piccola che il padre lo ha vissuto molto meno del fratello e sembra più tranquilla,

Grazie

Non so..è una situazione complessa.

In effetti può darsi che l'inizio della frequenza dell'asilo abbia destabilizzato il bambino. L'ingresso all'asilo è una tappa difficile da affrontare e senz'altro la sia affronta tanto meglio quanto minori sono le ansie e le paure del bambino rispetto alla separazione dalle "figure di accudimento" (sull'argomento: Bowlby, Attaccamento e perdita...per considerare come "la separazione" sia una roba da manuale)

Detto questo.. ci può stare di tutto...sia che la causa sia l'asilo, sia che sia una paura legata alla difficile situazione familiare, sia che si tratti della concatenazione dei due fatti...che farebbe apparire l'episodio dell'asilo più come una causa scatenante.

Però, Penny, è davvero difficile da dirsi.

Quanto al consultare un esperto credo sia sempre una cosa raccomandabile per mille ragioni: perchè potete avvalervi del parere di uno specialista,il che tranquillizza,e perchè è bene essere tempestivi con gli interventi in situazioni così particolari come quella che descrivi.

In genere, per quel che ne so io, fin quando è possibile,se il bambino non ha particolari patologie, e se ne intravede la disponibilità da parte degli interessati,l'intervento viene fatto anche (in alcuni casi soprattutto) sugli adulti coinvolti.

ciao pennina :;):

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la scuola fa bene ai bambini forti, non ai deboli.

chi è debole a scuola (che sia asilo a superiore) starà sempre peggio di come starebbe non andandoci...

se ha 3 anni non è in obbligo, almeno fino a 6 non farla soffrire inutilmente

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la scuola fa bene ai bambini forti, non ai deboli.

chi è debole a scuola (che sia asilo a superiore) starà sempre peggio di come starebbe non andandoci...

se ha 3 anni non è in obbligo, almeno fino a 6 non farla soffrire inutilmente

Quello che hai scritto mi ha colpito molto.

In effetti pare proprio che la vita stessa sia fatta per le persone forti e che i più deboli siano destinati a stare sempre peggio.

A scuola sono rimasta colpita da alcune bambine bellissime, capelli lucidi e brillanti, vesti pulite e profumate, facce serene e radiose..sono bambine amate, con delle mamme dietro che curano, dedicano a loro il tempo che occorre, che credono nei loro figli e ne vanno orgogliosi..quelle bimbe crescono fiduciose perchè sono amate, perchè la vita si è presentata a loro come promettente, perchè confidano nel fatto di essere amorevoli e chi si ama riceve amore.

Una pedagogia colta e progressista riteneva che la scuola materna avesse come compito prioritario quello di intervenire per "rimuovere gli ostacoli di partenza" e diminuire il divario tra quelle bimbe bellissime e tutti quei bambini brutti, sporchi e cattivi che non hanno avuto in sorte amore quanto basta per crescere fiduciosi.In una parola la scuola materna doveva essere una scuola di "prevenzione" fatta proprio per i più deboli, per i bambini maggiormente a rischio.

Credo che quella pedagogia sia seguita, ma il più delle volte è seguita con fatica e tra mille ostacoli e per lo più grazie all'iniziativa di singoli particolarmente motivati e preparati. Così se a volte qualcuno si salva purtroppo accade anche che spesso qualcuno si perda.

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Mi sembra un affermaziome generica e come tale di nessun conto.I problemi di adesso secondo me vanno affrontati e superati con i giusti supporti ADESSO. Rimandarli alle elementari potrebbe solo peggiorarli e poi l ' obbligatorietà della scuola nn lascerebbe spazio ad un inserimento soft...E vero che la vita stessa è fatta per le persone forti e chi è debole è destinato a stare peggio...Ma non si puo' esonerare qualcuno dal vivere...Si puo' solo aiutarlo a raggiungere quella forza e quella sicurezza.Una zia puo' essere una vice madre meravigliosa e puo' davvero fornire il bambino di quelle basi affettive che gli servono per esplorare serenamente il mondo.Soprattutto con l aiuto di esperti umani e competenti.

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Io sono un insegnante. Non insegno alla materna, ma ti assicuro che questa non è un parcheggio per bambini incustoditi. Il suo valore formativo è altissimo e le brave insegnanti comptenti ti assicuro che fanno il possibile per dare delle basi fondamentali al lavoro della scuola primaria.Inoltre ogni eventuale deficit o problema sia comportamentale che cognitivo viene segnalato ai genitori e ,con l aiuto di esperti dell equipe ASL si cerca di intervenire per risolverli.A tre anni il bambino è ancora in formazione e gli interventi realizzati a questa età sono molto , ma molto piu efficaci di quelli fatti tre anni dopo.

Ci sono sempre le eccezioni , a volte , di persone incompetenti o superficiali, ma questo purtroppo puo' avvenire anche ad altri livelli di scuola.

Asserire però che un bambino con problemi debba restare a casa dalla scuola . ...perchè questa serve solo da tappabuchi ...mi pare davvero un ' affermazione generica...per nn dir di peggio!!! :Hug:

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  • 3 weeks later...

salve, sono mamma di un bambino "sensibile" con dei problemi di socializzazione con i coetanei. questo problema lo ha manifestato intorno ai due anni, ora ha sette anni ed ha terminato la prima elementare. col senno di poi posso dire che se lo mandavo al nido mentre ancora socializzava tranquillamente, forse sarebbe arrivato alla scuola materna con meno paure e forse non avrebbe avuto bisogno di sostegno per socializzare e partecipare alle attività della scuola. comunque so che per lui la materna l'ha subita è vero, ma è riuscito a stare insieme ai suoi coetanei, cosa che sarebbe stata impossibile se non ci fosse andato. ed ora la scuola dell'obbligo....i suoi problemi se li è portati dietro, anche se crescendo è diventato piu forte per affrontarli. vorrei precisare che amo mio figlio piu di me stessa, io non ho problemi ne di droga ne di bulimia, e quindi le mie attenzioni sono tutte, o quasi, per lui. Ho portato da subito mio figlio in mezzo alla gente, pero ha paura dei bambini e di alcuni adulti, io amo gli animali e lui ha il terrore di questi, io amo la musica e lui fino all'anno scorso non voleva che si accendesse una qualsivoglia fonte di musica, l'ho sempre portato in mezzo alla vita, ma lui sembra che la rifiuti, non sopporta tutto cio che per noi è normale.

ecco tutto questo per dire che sicuramente è meglio far partecipare un bambino fin da subito alla vita di società ma non è detto che a tale stimolo segua sempre la tale reazione. sono convinta che ogni bambino nasca con una sua personalità che lo porterà a reagire in modo soggettiva agli stimoli della vita. noi adulti possiamo intervenire ben poco in quello che si è già formato alla nascita. putroppo. grazie per l'attenzione, a presto.

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