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Soffro come un cane, per favore aiutatemi a capire il mio rapporto


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Soffro come un cane, per favore aiutatemi a capire: Il mio compagno, o meglio, quello che io credevo fosse il mio compagno, uomo sposato di 53 anni, che, avendo cominciato una relazione con me lo scorso novembre, a gennaio scorso è andato via di casa. Premetto che lui aveva programmato di andar via ma questa cosa è stata anticipata dall’incrementarsi delle discussioni con la moglie e infine dal fatto di essere stato scoperto con un SMS in cui si alludeva alla sua volontà di diventare il padre dei miei figli. Risultato: la moglie lo butta fuori di casa prima del previsto. Dopo un paio di mesi in cui è stato da me, si è sistemato in una nuova casa che l’ho aiutato a trovare io e che abbiamo arredato e sistemato insieme. Dopo sei mesi di relazione, a giugno ha avviato una mediazione familiare con la moglie, inizialmente per gestire, a suo dire, il passaggio verso una serena separazione legale, poi, sempre a suo dire, per comprendere il crescente senso di nostalgia verso la sua vita precedente, poi ancora per verificare il suo riemerso sentimento profondo verso sua moglie e infine, come mi scrive ieri, per cercare di riallacciare quel progetto familiare con lei, l’unico della sua vita.

Premetto che il nostro rapporto è stato letteralmente stupendo, un rapporto in cui si stava benissimo insieme, detto anche da lui, in conflitti o incomprensioni si sono sempre gestite attraverso il confronto, il dialogo aperto e in cui alla fine si è sempre trovato un accordo; un rapporto in cui, soprattutto nei sei mesi trascorsi insieme tra casa mie e la sua nuova casa, tutto sembrava come in un sogno. Improvvisamente a giugno inizia la famigerata mediazione familiare e lui entra in crisi, improvvisamente il nostro progetto comincia a sgretolarsi a poco a poco, perché lui sente che il suo legame con il passato è forte, che il suo progetto familiare era quello lì ed è fallito e non ne vuole altri. Premetto che sin dall’inizio del nostro incontro io gli avevo manifestato il mio grande desiderio di avere un figlio e lui ha sempre detto che questo non era di intralcio al suo sentimento per me, che questo non lo spaventava nonostante i suoi anni.

Questo punto della progettualità improvvisamente è entrato in crisi in concomitanza con l’inizio ella sua mediazione familiare. Abbiamo comunque deciso di fare una vacanza in Portogallo insieme, che, a suo stesso dire, è stata stupenda, ancora una volta una grandissima intesa tra di noi su tanti piani, ma questo non scalfisce la sua volontà di andare a fondo nei suoi sentimenti verso la sua vita familiare, che, a suo dire, si accrescono invece di diminuire.

Dal 5 agosto non ci vediamo perché dopo il Portogallo io sono venuta in Puglia dai miei genitori e lui è rimasto a casa a fare la mediazione, con l’intento di dedicare questo mese di agosto al famigerato passaggio verso “una rielaborazione dei suoi sentimenti, operazione indispensabile per farne un progetto”. Ieri, su mia sollecitazione, gli dico che lui non è chiaro, non mi parla di quello che sta provando, che mi ha lasciata qui con i mie pensieri in uno stato di sospensione, gli dico che in questi giorni non ha senso sentirci, la nostra comunicazione è vuota (si parla del tempo, del sole, del mare), ieri sera mi manda un’e-mail che mi ha letteralmente stroncata: mi dice che sta malissimo al pensiero di avermi costretta ad una condizione di sospensione, che soffre moltissimo all’idea di quello ce sta facendo a me e a noi, ma che la pulsione verso il suo passato, verso il desiderio di ricucire quel progetto precedente, l’unico della sua vita, è forte tanto quanto i suoi sentimenti verso di me.

Mi dice che ha provato a costruire una vita con me, ha creduto possibile dimenticare e rendere più dolce il passato per provare a ricostruire una vita insieme a me, ma non riesce a trovare la serenità necessaria a distaccarsi dal suo passato per fare dei suoi sentimenti un progetto, e che comunque il tempo che gli prenderà il dover recuperare un equilibrio emotivo è troppo lungo rispetto a quello che può chiedere a me che ho quasi 39 anni e desidero un figlio.

Mi sento morire, mi crolla il mondo addosso, mi sento presa in giro da un uomo che amo profondamente, perché mi chiedo come è possibile lui ha scombussolato la sua vita familiare allora (a suo dire) in profonda crisi per cominciare una vita con me, tutto procede alla grande e quando si devono porre le condizioni per consolidarla lui vuole ricucire il suo passato?

Mi ha mentito sin dall’inizio, mi mente ora, mente a se stesso?

Non so che dirgli, sono a pezzi, non dormo, piango in continuazione, amo quest’uomo da morire e non riesco a darmi spiegazioni. Aiutatemi.

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  • 2 weeks later...

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Vorrei tanto aiutarti mjuana....

ma purtroppo non è facile capire quello che passa nella testa dell'uomo (in generale).

Io ho 37 anni e lui 53, la storia è simile alla tua, sposato in fase di separazione ma in continuo conflitto con l'amore che nutre x me e le sue ansie e i suoi dubbi, ogni mese gli si scaricano le pile e mi lascia, perchè anche se mi ama (a detta di lui) continua a dirmi che non riesce a vedere un futuro con me e quindi ritratta il fatto di andare a vivere insieme, poi quando gli si riscaricano le pile (puntualmente) mi ricerca come un disperato e mi dice che mi vuole con tutte le sue forze e che questa volta lotterà fino alla fine per stare insieme.....questa storia ormai la conosco a memoria, so che mi ama veramente ma purtroppo è incapace di prendere una posizione ferma e decisa nei nostri riguardi, la sua separazione lo sta stressando parecchio e purtroppo non è in grado di gestire questa sua doppia vita che poi ha voluto lui stesso anche sapendo che non sarebbe riusciuto a sostenerla per lungo tempo ma lui la faceva molto facile e semplice da gestire e così ha trascinato nelle sue incapacità di gestione anche me che ne ho sofferto follemente in quanto innamorata da star male come tu ora stai soffrendo.

Io ho affrontato la mia separazione con figlio in modo maturo e consapevole, ho sopportato tutto lo stress che ne ha conseguito e ogni decisione presa è stata sicuramente presa con dolore ma portata fino in fondo comunque....il tuo come il mio "compagno" purtroppo nonostante hanno varcato la soglia dei 50 anni suonati non sono ancora maturi e responsabili e non possono accollarsi situazioni troppo serie come la voglio io e come soprattutto la vuoi te che avresti anche un desiderio grande di maternità......non voglio dirti altro, ci arriverai da sola alle dovute conclusioni, non devi per forza lasciarlo, magari potresti attirarlo a te in modo diverso, con astuzia e intelligenza come sto facendo io che ho messo da parte i sentimenti e lo sto studiando da lontano per capire cosa passa dentro la sua testa e posso dirti che quello che vedo mi sta dando grande soddisfazione.....non è detto che così facendo poi ti accorga che tutto sommato quello che desideravi tanto non era poi così importante!!!!!

Un bacio e un imbocca a lupo!

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Vorrei tanto aiutarti mjuana....

ma purtroppo non è facile capire quello che passa nella testa dell'uomo (in generale).

Io ho 37 anni e lui 53, la storia è simile alla tua, sposato in fase di separazione ma in continuo conflitto con l'amore che nutre x me e le sue ansie e i suoi dubbi, ogni mese gli si scaricano le pile e mi lascia, perchè anche se mi ama (a detta di lui) continua a dirmi che non riesce a vedere un futuro con me e quindi ritratta il fatto di andare a vivere insieme, poi quando gli si riscaricano le pile (puntualmente) mi ricerca come un disperato e mi dice che mi vuole con tutte le sue forze e che questa volta lotterà fino alla fine per stare insieme.....questa storia ormai la conosco a memoria, so che mi ama veramente ma purtroppo è incapace di prendere una posizione ferma e decisa nei nostri riguardi, la sua separazione lo sta stressando parecchio e purtroppo non è in grado di gestire questa sua doppia vita che poi ha voluto lui stesso anche sapendo che non sarebbe riusciuto a sostenerla per lungo tempo ma lui la faceva molto facile e semplice da gestire e così ha trascinato nelle sue incapacità di gestione anche me che ne ho sofferto follemente in quanto innamorata da star male come tu ora stai soffrendo.

Io ho affrontato la mia separazione con figlio in modo maturo e consapevole, ho sopportato tutto lo stress che ne ha conseguito e ogni decisione presa è stata sicuramente presa con dolore ma portata fino in fondo comunque....il tuo come il mio "compagno" purtroppo nonostante hanno varcato la soglia dei 50 anni suonati non sono ancora maturi e responsabili e non possono accollarsi situazioni troppo serie come la voglio io e come soprattutto la vuoi te che avresti anche un desiderio grande di maternità......non voglio dirti altro, ci arriverai da sola alle dovute conclusioni, non devi per forza lasciarlo, magari potresti attirarlo a te in modo diverso, con astuzia e intelligenza come sto facendo io che ho messo da parte i sentimenti e lo sto studiando da lontano per capire cosa passa dentro la sua testa e posso dirti che quello che vedo mi sta dando grande soddisfazione.....non è detto che così facendo poi ti accorga che tutto sommato quello che desideravi tanto non era poi così importante!!!!!

Un bacio e un imbocca a lupo!

Ciao,

grazie per avermi raccontato la tua esperienza così simile. in realtà sto cercando anch'io di mettere da paret i sentimenti, più che altro mi accorgo che sono in una condizone in cui non riesco più ad ancorarmi ad alcuna sua parola, questa forse è una difesa visto che siamo al punto in cui cambia continuamente visione, versione di quello che pensa, che dice.

In un momento dichiara lo sforzo di star facendo dei passi perchè non vuole buttare il nostro belissimo rapporto alle ortiche, dopo un'ora mi chiama per dirmi che nessuno deve aspettarsi niente da lui, che è incapace di assumersi delle responsabilità e soprattutto mentre due giorni fa ha negato di aver mai scritto di voler "riannodare il suo progetto passato, l'unico della sua vita" (frase che mi ha spezzato il cuore), dicendo addirittura che non erano parole sue, ieri sera mi ha detto che in realtà quel passato gli amnca perchè gli dava un ruolo, c'erano degli equilibri, che sebbene fondati sulla doppiezza (suo intessere continuamente storie con altre donne) in realtà erano stabili. Ora sente un vuoto pazzesco, non ha un progetto, non ha un obiettivo. Questo mi fa male, soprattutto se penso che qualche ora prima era andato via da casa mia dicendo che in quetso momento non riesce a guardare lontano, ma che sta facendo un tentativo di superare paure, incertezze, per trovare il modo di darmi quello che io desidero.

Sono a pezzi. Credo che lui sia depresso anche se dice di non esserlo, o forse è in uno stato di confusione totale, sta facendo questa mediazione familiare con la moglie da cui è emerso che sua moglie si è distaccata da lui, ora pensa solo a se stessa, quetso ccredo lo stia facendo soffrire molto. Allora gli ho detto: io che c'entro in tutto ciò?

Dove sono in questo momento? E allora dice: sei dentro di me, provo per te i sentimenti più belli, insieme stiamo bene, ma non riesco a guaradre in avanti, non riesco a trovare il coraggio di separarmi legalmente perchè "ho paura di perdere".

Gli ho detto: di perdere cosa? Parli di cose che hai già perduto perchè la tua vita è già da tempo un'altra cosa.

Premetto che a gennaio ha scelto lui di raccontare della nostra storia a sua moglie e di andar via di casa, perchè si era innamorato di me, è venuto a stare un paio di mesi a casa mia, poi l'ho aiutato a cercare una casa a Lugano, dove vive, che abbiamo arredato insieme. Ora mi dice che evidentemente ha sbagliato tutto, perchè non riesce a trovare un senso , una rotta e tutto quetso senza che fossero intervenute tra di noi incomprensioni. Le uniche incomprensioni sono sorte da quano a un certo punto, cominciando questa mediazione familiare, gli è presa la nostalgia del passato ed io sono diventata progressivamente una cosa fuori da qualunque prospettiva.

Aiutatemi per favore, sto impazzendo. Gli ho detto di andare in analisi, di farsi aiutare da un terapeuta a superare questo momento, che non può essere superato dalal sola mediazione familiare.

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Capisco che ti stia crollando il mondo addosso, d'altronde chiunque si sarebbe fatto un'aspettativa, solo che quest'uomo è sinceramente inaffidabile, è inaccettabile che venga con te in Portogallo e torni a mediare in famiglia, non esiste proprio.

Penso che, tu debba dedicarti in profondità alla tua vita, e lasciare da parte questa persona che, non sa cosa vuole e non ha scrupoli nell'usare le persone.

Parole, parole, parole ...qui ci vogliono i fatti, se lui ti ama e vuole vivere con te, ci dia un taglio e chiuda la questione precedente.

Sinceramente anche nei confronti della moglie o ex... Non è bello credimi comportarsi così.

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M'inserisco anch'io come mediatore familiare. Prima di tutto ti esprimo la mia vicinanza. La mediazione familiare è tecnicamente un percorso che può aiutare i genitori che intendono separarsi o lo hanno già fatto, al fine di gestire al meglio la loro vicenda e a trovare accordi soddisfacenti per sè e soprattutto per i figli. A questi infatti la legge riconosce il diritto di continuare a relazionarsi con papà e mamma anche se vivono in case separate.

L'obiettivo della mediazione quindi non è la risoluzione dei conflitti coniugali al fine di una riconciliazione.

Si tratta di vedere a questo punto quali siano le aspettative di quest'uomo ... Ritengo tuttavia che attendere che lui cambi può essere frustrante. E se invece tu vivessi questo momento di grande sofferenza per conoscere meglio te stessa, le tue potenzialità, il perché scegli di metterti con un uomo avente certe caratteristiche piuttosto che altre, eccetera? Significherebbe per te vivere questo brutto momento come occasione di crescita personale: sarebbe una conquista!

Con simpatia

Ernesto

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Vi ringrazio per i vostri interventi.

In realtà ho pensato di intraprendere anch'io un percorso di analisi proprio per capire fino in fondo cosa voglio dalla mia vita in questo momento. Insomma, incomincio una relazione dichiarando apertamente il mio desiderio di avere un figlio, come desiderio fortissimo e ponendolo come condizione per intraprendere un rapporto con lui, e in effetti i primi meravigliosi sei mesi di relazione si sono nutriti di questa bellissima apertura da parte di entrambi a non evitare che questo potesse accadere. Si guardava in avanti e si faceva tutto in quella prospettiva.

Un giorno il sogno si spegne, all'improvviso, in maniera tanto più crudele quanto più inattesa per me. e tutto in concomitanza con l'inzio della mediazione familiare.

Insomma, io mi sono veramente convinta che quest'uomo incontrandomi, nel giro di tre mesi si fosse innamorato di me al punto tale da decidere di liquidare, non dico in quattro e quattr'otto, ma con ferma determinazione, il suo matrimonio.

La cosa assurda è che lui me lo ha fatto credere con parole e atti (effettivamente di casa è andato via, è venuto a stare da me, abbiamo messo su una casa a Lugano, ci siamo divisi tra casa mia e casa sua) e io ho creduto che tutto ciò fosse l'inzio di un progetto di vita insieme, come ci eravamo detti.

Oggi mi chiedo: come ho potuto credere che si potesse smantellare seppure il più incancrenito dei rapporti in soli tre mesi (tempo intercoprso tra il nostro innamoramento e l'inizio della nostra relazione)? Come ho potuto pensare che un sentimento seppure intenso potesse spazzar via 25 anni di vita insieme ad un'altra persona, al punto da mettersi lì a giocare di fare un bambino, senza aver ancora mosso una sola carta per la separazione legale?

Come ho potuto azzerare tutte queste evidenze che dovrebbero essere quanto meno ragionevoli per una donna di 39 anni che vuole una famiglia?

La cosa ancora più assurda è che sono stata io stessa adesso a pregarlo di andare in analisi e dunque di mettermi in una situazione di attesa, servendogli così su un piatto d'argento l'alibi per prendersi altro tempo.

Io sto soffrendo come un cane perchè amo moltisimo quest'uomo, ma cosa amo? amo quello che ingannevolmente abbiamo creduto fosse la nostra storia. Amo quei momenti di quotidiano bellissimi che abbiamo condiviso per dei mesi di vita insieme.

Ma allora, cosa c'era di vero in quella storia?

è assurdo continuare a pensare che quel sentimento fosse autentico, o almeno che si fossero autenticamente incontrate due anime, e che oggi quel sentimento possa tradursi in un desiderio forse più maturo di approfondire e capire amorevolmente cosa ha significato per l'uno e per l'altro?

è plausibile pensare che questo momento di sofferenza reciproca, su questo non c'è dubbio, possa diventare un'occasione di crescita insieme e non sepratamente? Lui mi ha chiesto il tempo di capire.

Mi sto arrampicando sugli specchi?

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Non sono in grado di dirti qualcosa o meglio preferisco non parlare,ma un abbraccio te lo concedo con tutto il cuore......

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Salve a tutti, leggendo i post mi rendo tristemente conto che siamo una marea nella stessa barca che vaga in mezzo ad un oceano in eterna tempesta alternato a mezz'ora di calma che è solo apparente.

Sono sposata e sto con un altro uomo sposati da una vita e da una vita stiamo insieme, nella mia grande incoscienza leggerezza e superficialità passata pensavo( solo secondo me) di aver trovato un equilibrio prendendo fuori da casa quello che in casa non c'era non c'è mai stato e mai ci sarà, peccato che non so ancora come sono caduta e mi sono innamorata profondamente e ora a parte i fazzoletti per piangermi addosso e le pastiglie per la colite non prendo altro.

Non riesco più a godermi nulla, aspetto con ansia le telefonate i msg gli incontri e mi sento sempre peggio mi detesto, non mi sopporto e non sopporto più niente e nessuno.

Sto prendendo tempo ma devo tornare dal psicologo e odio doverlo fare ma da sola non ne esco.

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sono dell'opinione che di fronte a queste realtà, purtroppo troppo diffuse, bisogna fermarsi e domandarsi " perchè mi succede questo?".

Se sappiamo rispondere profondamente e ascoltiamo attentamente le parole che escono dal ns cuore, troviamo i veri motivi per i quali siamo situati in questa sofferenza.

Ti abbraccio forte.. e abbi fiducia in te stessa!!!

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Ciao a tutti, grazi eper le vostre risposte, io continuo a stare malissimo, però nel frattempo è successo qualcosa... lui ha sospeso la mediazione familiare, che non ha prodotto una riconciliazione, ma un rasserenamento del rapporto tra i due, un enorme brainstorming in lui che gli ha permesso di mettere a fuoco tutti gli errori del suo passato rapporto, ma anche un'enorme confusione.

In queste ultime settimane lui era in preda ad uno stato di confusione emotiva e mentale totale, diceva cose, poi dopo poche ore ne diceva altre, fino a quando una sera mi ha detto "non ho più la bussola, non riesco a darmi degli obiettivi"... insomma l'ho pregato di andare da uno psicoterapeuta affinché lo aiutasse passare questo momento di difficile transizione. Anche perchè è vero che alla fine non sono tornati insieme, ma è anche vero che non sono neanche arrivati alla separazione legale.

Ha deciso, su mio suggerimento, di andare in analisi, inizia fra due giorni, sostenendo che deve riuscire a capire cosa lo tiene così legato ad un passato a cui lui stesso ha voluto rinunciare, vuole capire perchè pur stando con me da Dio, pur avendo noi un rapporto praticamente perfetto, pur avendo per me dei sentimenti forti, non riesce a fare il passo che lo porti a costruirsi una nuova progettualità. Vuole capire cosa lo blocca, perchè ogni volta che è sul punto di cambiare rottta riemerge un sentimento verso sua moglie, un attaccamento forte, ma incompleto, che lo ha tenuto per anni e anni in una condizone di doppiezza, in cui continuava ad avere storie fugaci e impossibili con donne pur mantenendo una vicenda coniugale ormai priva di qualunque attrattiva, innanzi tutto sessuale. Questa volta, lui sostiene, è stato diverso, da quando ha incontrato me quello schema è saltato, ma così, da solo, non riesce a farne decollare uno nuovo.

Si farà aiutare dall apsicoterapia, lo farà per capire cosa è in grado di dare, quali obiettivi può darsi e quale futuro può prospettare.

Questo ha comportato che si decidesse di stoppare un po' il nostro rapporto, evitare di vederci e per ora anche di sentirci, visto che tre sere fa abbiamo pianto disperatamente entrambi al telefono, dunque per ora cerchiamo di comunicare per e-mail. Questo passaggio, almeno nelle sue fasi iniziali deve farlo da solo.

Credo sia un passo in avanti, mi sento fiduciosa, almeno sta provando a mettersi in discussione, anche se non sentirlo e non vederlo mi fa stare malissimo, e poi ho paura che tutto questo ci allontani, anch ese lui dice che sono dentro di lui.

Comunque credo che farò anch'io un po' di psicoterapia, per capire cosa voglio davvero.

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