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stimolare una collega che ha subito un lutto


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Ciao a tutti,

una mia collega a maggio di quest'anno ha perso la mamma che aveva 64 anni a causa di una serie di complicanze di salute.

Sonia ha 40 anni , è sposata, ha un filgio di 5 anni ( concepito con l'inseminazione), ha un fratello di 38 annni convivente (separato) e il padre che vive da solo ora.

Io sono la sua responsabile e mi dispiace da matti vederla apatica sul lavoro.

Commette spesso degli errori lavorativi e quando la " riprendo " ( in modo soft lo garantisco!!!) mi accorgo che la sua mente è altrove, rimane inattiva , la sua voce è "addormentata" e risponde con un "sì, va bene".

La mia prima reazione è quella di spronarla, se potessi la prenderei anche violentemente e dirle "Sonia, devi vivere!hai un figlio!reagisci!"ma al tempo stesso mi freno dicendomi che sono purtroppo eventi che toccheranno a tutti e non mi sento in grado di ( e non voglio) giudicarla.

Quando sua madre stava per morire le ho dato dutta la flessibilità possibile lavorativa, uscite, entrate , permessi ( anche non dichiarati al titolare per evitare discussioni..), disponibilità a sostituirla e a coprirla nelle sue mansioni.

Ora dopo quattro mesi sono un pò demotivata a continuare a parlare con lei, le ho suggerito un supporto psicologico, di tenersi attiva ed impegnata con il figlio che inizia la scuola, di reagire xk la vita è una sola , che la depressione deve comandarla e non essere comandata ecc ecc.

Lei riconosce di essere depressa e il risultato è stato che : si prende una settimana di ferie per seguire il bambino a scuola ma il pomeriggio è a casa da sola tra i suoi "pensieri".

Vorrei spronarla e provocarla con la scusa del gioco di squadra lavorativo al fine di renderle anche il posto di lavoro come una "medicina" che possa aiutarla, ma mi rendo conto che Sonia non dà segni di reazione!

Qualcuno ha vissuto un' esperienza similare? e come ne è venuto fuori?

Grazie x l'attenzione!

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  • 2 weeks later...

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Direi che è semplicemente depressa.............

deve rivivere le sue emozioni con uno psicoterapeuta.......il resto è incidentale.........

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Ciao a tutti,

una mia collega a maggio di quest'anno ha perso la mamma che aveva 64 anni a causa di una serie di complicanze di salute.

Sonia ha 40 anni , è sposata, ha un filgio di 5 anni ( concepito con l'inseminazione), ha un fratello di 38 annni convivente (separato) e il padre che vive da solo ora.

Io sono la sua responsabile e mi dispiace da matti vederla apatica sul lavoro.

Commette spesso degli errori lavorativi e quando la " riprendo " ( in modo soft lo garantisco!!!) mi accorgo che la sua mente è altrove, rimane inattiva , la sua voce è "addormentata" e risponde con un "sì, va bene".

La mia prima reazione è quella di spronarla, se potessi la prenderei anche violentemente e dirle "Sonia, devi vivere!hai un figlio!reagisci!"ma al tempo stesso mi freno dicendomi che sono purtroppo eventi che toccheranno a tutti e non mi sento in grado di ( e non voglio) giudicarla.

Quando sua madre stava per morire le ho dato dutta la flessibilità possibile lavorativa, uscite, entrate , permessi ( anche non dichiarati al titolare per evitare discussioni..), disponibilità a sostituirla e a coprirla nelle sue mansioni.

Ora dopo quattro mesi sono un pò demotivata a continuare a parlare con lei, le ho suggerito un supporto psicologico, di tenersi attiva ed impegnata con il figlio che inizia la scuola, di reagire xk la vita è una sola , che la depressione deve comandarla e non essere comandata ecc ecc.

Lei riconosce di essere depressa e il risultato è stato che : si prende una settimana di ferie per seguire il bambino a scuola ma il pomeriggio è a casa da sola tra i suoi "pensieri".

Vorrei spronarla e provocarla con la scusa del gioco di squadra lavorativo al fine di renderle anche il posto di lavoro come una "medicina" che possa aiutarla, ma mi rendo conto che Sonia non dà segni di reazione!

Qualcuno ha vissuto un' esperienza similare? e come ne è venuto fuori?

Grazie x l'attenzione!

Ciao,mi preme dire una cosa su di te,mi sa che sei proprio in gamba come responsabile....sei una grande motivatrice ,una brava coaching.....detto questo per la tua collega,FORSE la mamma era l'unico punto di riferimento che lei aveva,si tu dici che è sposata ha un figlio,ma forse non se la passerà bene in famiglia ed appunto perdendo la mamma lei crede di aver perso tutto.Ma questa non deve essere una scusante,mi rendo conto che il dolore e forte ma non puoi guardare indietro,devi andare avanti,ma come dicevi tu se non c'è la fa da sola magari l'aiuto di un professionista potrebbe aiutarla,anche se la risposta o meglio le risposte già le conosce!

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