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Dori

Paura di lasciare casa e trasferirsi in un altra città per sposarsi

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CIAO DORI, MI DEVO SCUSARE PER NN AVER CAPITO LA MORBOSITA' SULLE TUE PAURE.

Non scusarti....sai mi è servito anche il tuo messaggio...

E' servito a sdrammatizzare il momento.

Io vorrei andare e stare con lui, gli voglio un bene da morire......ho solo paura...

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Non scusarti....sai mi è servito anche il tuo messaggio...

E' servito a sdrammatizzare il momento.

Io vorrei andare e stare con lui, gli voglio un bene da morire......ho solo paura...

Dori in effetti le battute sono anche un mdo per sdrammatizzare, senza voler offendere o sminuire le paure altrui...ci mancherebbe, però ammetto anche io che da gli ultimi post ho compreso meglio le tue paure...sono molto più che una semplice paura del cambiamento....

Hai mai provato ad affrontare questo tema con uno psicologo? Lo so che può sembrare esagerato..però credo che vivere male questa situazione per 50 Km di distanza sia davvero un grosso impedimento per te....

Se posso chiederti, a cosa ti senti più legata???? Alla tua casa , le tue abitudini ecc. o alla tua famiglia, genitori, fratelli sorelle???

E poi, se tu potessi scegliere, senza alcun impedimento, cosa sceglieresti????? Ti sposeresti? Ti paicerebbe vivere con i tuoi e tuo marito? O Preferiresti una casa tua? vicino o lontano da quella d'origine?

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Ciao Primula, voglio ringraziarti per i preziosi consigli....mi stanno aiutando a riflettere ed è importante.

Lo è perchè è difficile da spiegare, ma queste mie paure mi mandano in tilt e non riesco più a pensare lucidamente. questa settimana si sta rivelando utile anche se non ho più sentito il mio fidanzato, nemmeno per sbaglio....mi ha detto che sarebbe sparito e così ha fatto....è testardo e cocciuto e io ho paura di perderlo, ma correrò il rischio perchè prima di richiamarlo voglio fare un po' di chiarezza con me stessa.

Ti faccio un grande "in bocca al lupo" per il tuo progetto, so che non dev'essere facile per te lasciare due bambini piccoli, ma se hai scelto di farlo in maniera così consapevole è perchè è importante l'obiettivo che vuoi raggiungere e quindi spero che tutti i tuoi sogni si possano realizzare e tu possa trarre i migliori benefici da questo progetto.

...ma io i bambini me li porto!!! non potrei mai lasciarli!!!!

un bacione e in bocca al lupo

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Dori in effetti le battute sono anche un mdo per sdrammatizzare, senza voler offendere o sminuire le paure altrui...ci mancherebbe, però ammetto anche io che da gli ultimi post ho compreso meglio le tue paure...sono molto più che una semplice paura del cambiamento....

Hai mai provato ad affrontare questo tema con uno psicologo? Lo so che può sembrare esagerato..però credo che vivere male questa situazione per 50 Km di distanza sia davvero un grosso impedimento per te....

Se posso chiederti, a cosa ti senti più legata???? Alla tua casa , le tue abitudini ecc. o alla tua famiglia, genitori, fratelli sorelle???

E poi, se tu potessi scegliere, senza alcun impedimento, cosa sceglieresti????? Ti sposeresti? Ti paicerebbe vivere con i tuoi e tuo marito? O Preferiresti una casa tua? vicino o lontano da quella d'origine?

digi......le tue sono proprio delle belle domande.

Non saprei rispondere con esatezza, credo siano un po' tutte queste cose insieme.

Io sono molto abitudinaria e soffro i cambiamenti....paradossalmente a volte penso di essere estremamente legata alla mia casa, perchè vedi...

ho provato a pensare: ma se la mia casa fosse libera e potessi sposarmi e portare mio marito a vivere lì.....beh...lo farei anche domani. Questa però è un'assurdità e non è pensabile, anche perchè quella casa non è mia è di mio padre e di mia madre che l'hanno costruita con tanti sacrifici.

Chissà se verrò mai a capo di questa matassa...?

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...ma io i bambini me li porto!!! non potrei mai lasciarli!!!!

un bacione e in bocca al lupo

AAAAh..........ora sono più sollevata......avevo capito che volessi lasciarli ai tuoi inizialmente.

Ok.......allora in bocca al lupo......più sereno

Baci.

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bhè ne verrai se avrai la volontà di affrontarla, facendoti queste domande e rispondendoti...l'altra domanda ancora più difficile sarebbe "e come mai questo attaccamento morboso a quella casa"????

Se vuoi risolvere questo problema e renderti indipendente, devi affrotnarlo questo problema!!!

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Beh....i miei non è che mi aiutino molto...non c'è mai stato molto dialogo tra noi su certe tematiche (l'amore, l'indipendenza).

Mi hanno detto di fare quello che mi sento. Domani mia sorella vuole che la porti dove vive il mio fidanzato...lei non c'è mai stata,

vuole che guardiamo assieme i luoghi per farsi un'idea e provare ad aiutarmi.

Non lo so perchè ho questo attaccamento "morboso".....io anche quando sono in vacanze...anche se mi diverto...dopo un po' voglio solo tornare a casa.

E' assurdo lo so....una casa non è una persona.....forse i miei per paura, mi hanno sempre tenuta troppo nella bambagia, lasciandomi pochi spazi, poca autonomia,

ancora adesso se resto fuori una sera per cena devo comunicarglielo in anticipo e giustificare ogni volta il perchè.....non ho la libertà di muovermi senza che, mio

padre soprattutto, non si lamenti. Fino a pochi anni fa (3 anni) non potevo nemmeno prendere la macchina da sola di sera perchè mio padre non voleva.

Forse questa casa (è bella, è una villetta con un giardino grande e ben curato, è tranquilla e spaziosa) è anche un po' la mia prigione e non potendo uscire

ogni volta che lo desideravo, ho cercato di stare bene all'interno, è un po' come se fosse il mio castello....forse la vedo più bella di quello che è......e la libertà mi fa paura.

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bhè ci sono tanti spunti....su cui riflettere....comunque concordo con chi ti ha detto di provare... se proprio non ce la fai a uscire da questa situazione fatti aiutare da uno specialista....potresti perdere una persona che ami, e magari perdere ancora altre....e trovarti poi a odiarla quella villetta e quel silenzio...

Buona fortuna

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sicuramente i tuoi non ti trattano come una donna di 33 anni. perchè non esiste che una donna di 33 anni debba dare spiegazioni ai genitori se mangia fuori. finchè vivrai li non ti emanciperai mai. ti ritroverai a 50 a dover dare spiegazioni ai tuoi se non rientri a mangiare...

io ho più di 30 e sinceramente tra i miei problemi c'era il "sentirmi ragazzina" nonostante l'età anagrafica.

il mio psicologo per un po' di mesi, per provocarmi spesso mi chiedeva "quanti anni hai?"(fingendo di non ricordarselo)

come mi irritava... è stata una terapia d'urto, però m'è servita per rendermi conto che dovevo adeguarmi alla mia età e iniziare a ragionare come una donna.

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questo capitava anche a me...e capita anche adesso anche se raramente....e credo dipenda molto dal modo in cui si è vissuta l'infanzia....o non si è vissuta, a seconda dei casi!

Riguardo a genitori controllanti Dori descrive una realtà del sud...che è ancora abbastanza radicata....il ragionamento tipico è "sei in casa mia e devi rendermi conto di tutto ciò che fai"!!!!! E sicuramente non fa bene alla crescita....io lo trovo un modo di fare sadico (involontariamente), in cui ti faccio credere di darti accoglienza e protezione ma ti costringo a sentirti sempre sottomessa....

Non per niente io ho deciso di sposarmi (perchè era l'unico modo di andar via tenendoli "buoni") presto....e scappare....avrò avuto altri problemi...ma almeno ho avuto la forza di allontanarmi e cominciare a ragionare con la mia testa!

(Dori il mio discorso è generico, non mi riferisco al tuo caso in particolare...ovviamente per ognuno prende sfumature diverse)

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Ciao,

magari vi sorprenderò....., ma io non sono affatto del sud....e i miei genitori sono entrambi del nord da generazioni e vivo vicino alla più grande città del nord (non so se mi spiego). La mentalità a volte non deriva dalla cultura radicata nel territorio.

Questo weekend sono andata con mia sorella a vedere i luoghi dove abita il mio ex, lei voleva aiutarmi e l'ha fatto, ha cercato di incoraggiarmi, ma quando siamo tornate e ho rivisto i miei luoghi mi sono messa a piangere. Forse devo rinunciare a lui, tra l'altro non si è più fatto sentire nemmeno per sbaglio. Probabilmente l'ho già perso. Credo che sia assurdo......io non ci capisco più niente.

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Ciao,

magari vi sorprenderò....., ma io non sono affatto del sud....e i miei genitori sono entrambi del nord da generazioni e vivo vicino alla più grande città del nord (non so se mi spiego). La mentalità a volte non deriva dalla cultura radicata nel territorio.

Questo weekend sono andata con mia sorella a vedere i luoghi dove abita il mio ex, lei voleva aiutarmi e l'ha fatto, ha cercato di incoraggiarmi, ma quando siamo tornate e ho rivisto i miei luoghi mi sono messa a piangere. Forse devo rinunciare a lui, tra l'altro non si è più fatto sentire nemmeno per sbaglio. Probabilmente l'ho già perso. Credo che sia assurdo......io non ci capisco più niente.

dire ad un uomo (o una donna) che piuttosto che trasferirsi a 50km si rinuncia a sposarlo è veramente una mazzata. farebbe venire dubbi a chiunque sulla stabilità e sull'importanza della storia d'amore. si mettono limiti e ipoteche prima ancora di cominciare...

ci credo che non si fa sentire, io al suo posto con tutta la comprensione possibile mi sentirei delusa e sfiduciata.

secondo me sei sì attaccata ai luoghi, ma probabilmente quest'uomo non lo ami.

e lui lo sente.

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dire ad un uomo (o una donna) che piuttosto che trasferirsi a 50km si rinuncia a sposarlo è veramente una mazzata. farebbe venire dubbi a chiunque sulla stabilità e sull'importanza della storia d'amore. si mettono limiti e ipoteche prima ancora di cominciare...

ci credo che non si fa sentire, io al suo posto con tutta la comprensione possibile mi sentirei delusa e sfiduciata.

secondo me sei sì attaccata ai luoghi, ma probabilmente quest'uomo non lo ami.

e lui lo sente.

E' vero probabilmente è una mazzata, ma questo non significa che non lo ami. Perchè io lo amo da morire, ma lui ha affrettato i tempi, ha pressato così tanto che mi ha tolto la serenità, infondo siamo insieme da meno di un anno ed io a casa sto anche vivendo una situazione delicata. in quest'anno parallelamente alla nascita e la crescita di questo amore ho vissuto e sto vivendo la malattia di mio padre che ad oggi è ancora sotto chemio terapia e che sta morendo di cancro e questo unito a tutte le mie paure mi ha mandato in tilt....io non voglio giustificarmi....avevo solo bisogno di più tempo....di più tempo.

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E' vero probabilmente è una mazzata, ma questo non significa che non lo ami. Perchè io lo amo da morire, ma lui ha affrettato i tempi, ha pressato così tanto che mi ha tolto la serenità, infondo siamo insieme da meno di un anno ed io a casa sto anche vivendo una situazione delicata. in quest'anno parallelamente alla nascita e la crescita di questo amore ho vissuto e sto vivendo la malattia di mio padre che ad oggi è ancora sotto chemio terapia e che sta morendo di cancro e questo unito a tutte le mie paure mi ha mandato in tilt....io non voglio giustificarmi....avevo solo bisogno di più tempo....di più tempo.

cara dori, pensavo che la tua storia durasse da più tempo per parlare di matrimonio... e effettivamente sommando questo fatto alla malattia di tuo padre capisco che può non essere per te il momento di prendere certe decisioni.

è giusto che tu faccia quello che ti senti, che sia stare vicina a tuo padre, riflettere, senza pressioni.

ti mando un grosso abbraccio

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non so. da quello che hai scritto prima le motivazioni reali che ti tengono inchiodata li sono altre...

ho le sensazione che quando tuo padre starà bene tu comunque avrai le stesse paure. e immagino anche il tuo compagno abbia la stessa sensazione...

se tu lo ami non dovresti aspettare "troppo". se tu desideri "mettere su famiglia", e avere figli tuoi non ti puoi permettere di aspettare troppi anni. dopo i 35 anni le possibilità di rimanere incinta già si riducono parecchio.

devi riflettere anche su queste cose!

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non so. da quello che hai scritto prima le motivazioni reali che ti tengono inchiodata li sono altre...

ho le sensazione che quando tuo padre starà bene tu comunque avrai le stesse paure. e immagino anche il tuo compagno abbia la stessa sensazione...

se tu lo ami non dovresti aspettare "troppo". se tu desideri "mettere su famiglia", e avere figli tuoi non ti puoi permettere di aspettare troppi anni. dopo i 35 anni le possibilità di rimanere incinta già si riducono parecchio.

devi riflettere anche su queste cose!

Mi rendo conto di questo, ma avrei voluto vivere una storia più serena col mio fidanzato in quest'anno, cercando di stare insieme senza tutte queste pressioni che mi hanno così spaventata e magari all'inizio del prossimo anno si poteva parlare più seriamente di matrimonio, i miei tempi sono più lunghi e col tempo forse avrei anche una visione diversa del trasferimento......ora però si è complicato tutto e non so se riusciremo mai a recuperare l'armonia di prima.

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Mi rendo conto di questo, ma avrei voluto vivere una storia più serena col mio fidanzato in quest'anno, cercando di stare insieme senza tutte queste pressioni che mi hanno così spaventata e magari all'inizio del prossimo anno si poteva parlare più seriamente di matrimonio, i miei tempi sono più lunghi e col tempo forse avrei anche una visione diversa del trasferimento......ora però si è complicato tutto e non so se riusciremo mai a recuperare l'armonia di prima.

ti ama e ti ha "pressato" perchè vorrebbe vivere al più presto con te...

ti assicuro che le cose che rovinano l'armonia sono ben altre che la foga di un innamorato!

sta a te capire se lo ami altrettanto...

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ti ama e ti ha "pressato" perchè vorrebbe vivere al più presto con te...

ti assicuro che le cose che rovinano l'armonia sono ben altre che la foga di un innamorato!

sta a te capire se lo ami altrettanto...

forse però la "foga di un innamorato" potrebbe (e dico potrebbe) nascondere poco rispetto per la situazione oggettiva che dori sta vivendo.

detto sinceramente: non auguro a nessuno di avere un familiare malato, e se con un mio genitore in chemio io non me la sento di trasferirmi subito non me ne devo vergognare!! (anche se potrebbe essere un alibi).

e poi non hanno 40 anni....

certo il fatto che dori abbia difficoltà a staccarsi dal suo passato e dalle sue cose rimane.

non so...

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Sono d'accordo sul fatto che il mio problema rimane.....infatti sto cercando di affrontarlo.

Il mio fidanzato circa 9 anni fa ha perso la mamma a causa del cancro, all'inizio mi è stato molto vicino, ma credo che ora non voglia rivivere il dolore che ha provato e vorrebbe scappare, ma io non posso farlo, perchè questo è mio padre ed è il mio dolore ed il mio tempo.

Forse abbiamo troppe fragilità, sembra che tutto sia un po' contro di noi....

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io ho la sensazione che a voi manchi "un progetto".

credo che lui si tranquillizzerebbe se tu fossi chiara e decisa con lui, dandogli delle date...chessò dandogli la sicurezza che tra un anno (per esempio) quando tuo padre starà meglio (mi auguro, io scrivo ipotizzando il meglio!!!) ti trasferirai da lui.

penso che il problema è che non ti sente determinata a prescindere dalla malattia di tuo padre.

che poi lui si ritragga di fronte a questa situazione perchè gli riecheggia un dolore già vissuto...è umano, non me la sento di biasimarlo troppo...

se lo ami potete benissimo superare questo empasse...però non vorrei che tu cercassi delle scuse "psicologiche" per non affrontare mai questa "uscita dal nido" che tanto ti spaventa...

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Ciao a tutti, è da un po' che non scrivo...

passano i giorni e continuo a combattere col mio problema....nel frattempo il mio fidanzato ed io stiamo giocando al tira e molla e facciamo lunghissime discussioni al telefono.

Cerco di comunicare di più con lui, faccio lunghi pianti, ma la mia paura non sembra allontanarsi.

Lui mi dice che il desiderio di trovare casa dalle mie parti non deve essere il mezzo per poi poter decidere di stare insieme, prima dobbiamo essere davvero sicuri di voler costruire qualcosa insieme e poi la questione della casa verrà dopo. Dice che prima dobbiamo essere convinti e sereni di prenderci la responsabilità di una vita insieme con tutte le gioie, ma anche i sacrifici che comporta e poi verrà tutto il resto.

Nel profondo della mia coscenza so che ha ragione....ma la mia paura continua ad essere più forte....io desidero una vita con lui, andare a dormire con lui e svegliarmi la mattina accanto a lui, fare la spesa insieme, cenare insieme, costruire insieme, ma voglio vivere nel mio paese, io credo che non riuscirei a vivere altrove.

E come faccio se poi impazzisco e scappo?.....Lo so faccio pensieri assurdi.....

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Ciao a tutti,

avevo cercato di recuperare il rapporto col mio fidanzato, aveva quasi deciso di venirmi incontro, cercando una piccola sistemazione dalle mie parti almeno per i primi tempi della nostra vita insieme e la cosa a me stava più che bene. Ora però sono emersi nuovi problemi. La sua fragilità, forse più grande della mia, anche lui non vuole lasciare la sua casa, questo pensiero lo devasta; ci sono concrete pobabilità che debba fare un esperienza di lavoro di circa due anni fuori dalla sede, da qualche parte in italia, e non vuole andare, vuole solo restare a casa e piange come un bambino. Ieri ha versato talmente tante lacrime. Ha una forte depressione e mi ha confessato di andare dallo psicologo e che ha ricominciato a prendere dei farmici antidepressivi così come ha fatto per un periodo di tempo non breve dopo la morte di sua mamma avvenuta nove anni fa. Mi ha detto che sono dosaggi leggeri, ma che dovrà prenderli e la cosa mi terrorizza perchè questi farmaci creano dipendenza e va a finire che per ogni problema pensi di non farcela se non ti impasticchi e ho paura che più si va avanti con l'età e peggio è.

Credo che il mio fidanzato, pur negandolo, non abbia mai superato veramente il trauma per la morte della madre, anche ora che è un uomo ne soffre e la malattia di mio padre e il dolore che sto vivendo io ora, gli sta facendo riaffiorare tutte quei momenti terribili e vuole scappare.

Ci siamo lasciati, non so se ci ritroveremo e la cosa mi fa molto male perchè gli voglio un mare di bene. Ma lui ora vuole stare a casa e ritrovare se stesso e io per prima voglio che riprenda in mano la sua vita.

Ma cosa posso fare?....perchè non riusciamo a stare insieme serenamente come vorremmo?

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Ha una forte depressione e mi ha confessato di andare dallo psicologo e che ha ricominciato a prendere dei farmici antidepressivi così come ha fatto per un periodo di tempo non breve dopo la morte di sua mamma avvenuta nove anni fa. Mi ha detto che sono dosaggi leggeri, ma che dovrà prenderli e la cosa mi terrorizza perchè questi farmaci creano dipendenza e va a finire che per ogni problema pensi di non farcela se non ti impasticchi e ho paura che più si va avanti con l'età e peggio è.

scusa dori, ma il tuo è un pensiero assolutamente arbitrario, trattandosi per di più di farmaci leggeri...

credo che sia da apprezzare una persona che chiede aiuto se da sola non ce la fa...rispetto a tante persone che "credono di non avere problemi", solo perchè non li vogliono affrontare...

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scusa dori, ma il tuo è un pensiero assolutamente arbitrario, trattandosi per di più di farmaci leggeri...

credo che sia da apprezzare una persona che chiede aiuto se da sola non ce la fa...rispetto a tante persone che "credono di non avere problemi", solo perchè non li vogliono affrontare...

Ma infatti gli ho detto che il fatto che chieda aiuto è assolutamente positivo e sono assolutamente con lui in questo. Resta il fatto che questi farmaci mi fanno paura. Comunque ci tengo a sottolineare che ci siamo lasciati sempre per la questione della casa e di dove vivere. Siamo entrambi sulle stesse posizioni e proviamo i medesimi disagi all'idea dia lasciare in nostri luoghi...ci vogliamo bene, ma per noi il dove vivere è importante. probabilmente avrà bisogno di trovare una persona vicino a lui o che non abbia problemi a trasferirsi anche se mi piange il cuore, ma come facciamo?????

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