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aqualisa

IL TEMPO

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Secondo voi il tempo" lenisce le ferite?"

Io credo che ci faccia dimenticare un evento doloroso. però a me capita che quando ho un nuovo trauma il dolore che provo si somma a quelli passati e diviene insopportabile. Poi piano piano scema.. ma so che le cose vissute nn si cancelleranno sono ferite che altri possono riaprire..

La mia terapeuta ammette che è cosi..ciò che si è vissuto ci rende piu preparati a superare i problemi, ma nello stesso tempo si accumula come peso.......

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il tempo lenisce le ferite o perlomeno le fa' diventare piu' accettabili solo quando

ci si apre e ci si parla dell'evento doloroso con le parti interessate.....certo che poi

si possono riaprire ma dipende dal soggetto.

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Secondo voi il tempo" lenisce le ferite?"

Io credo che ci faccia dimenticare un evento doloroso. però a me capita che quando ho un nuovo trauma il dolore che provo si somma a quelli passati e diviene insopportabile. Poi piano piano scema.. ma so che le cose vissute nn si cancelleranno sono ferite che altri possono riaprire..

La mia terapeuta ammette che è cosi..ciò che si è vissuto ci rende piu preparati a superare i problemi, ma nello stesso tempo si accumula come peso.......

Il tempo totale è la somma dei ricordi, delle memorie, della esperienza.

il tempo ci stanca.

Un amore grande non si dimentica mai. Ogni volta che vedo una bella donna, dolce, intelligente... mi viene sempre in mente la mia adorata moglie che purtroppo è defunta.

Per me il tempo non cancella anzi rivaluta le cose belle.

Ogni giorno vorrei catturare il tempo

come le lucciole da bimbo in riva al lago

---- la magia della natura :Four Leaf Clover:

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LE FERITE CHE CI PROCURIAMO LUNGO IL NOSTRO PERCORSO SI RIMARGINANO, MA LASCIANO LE CICATRICI! QESTO LO SAPPIAMO...

OGNUNO DI NOI NE PORTA ALMENO QUALCUNA NEL CUORE, E' INEVITABILE!

IL RESTO DIPENDE DA NOI, DA QUANTO AMIAMO LA NOSTRA VITA, DA QUANTA VOGLIA ABBIAMO DI RENDERLA STUPENDA.

E QUANDO CAPITA CHE CI SENTIAMO SOPRAFFATTI DAGLI EVENTI, DALLE PREPOTENZE ALTRUI O DALLE DELUSIONI IN GENERALE, E' SOLO UN MOMENTO DI SCONFORTO ... LO PROVIAMO TUTTI, MA SI DEVE REAGGIRE .

NELLA VITA A TUTTO C'E' RIMEDIO TRANNE CHE ALLA MORTE! QUELLA PIU' TARDI ARRIVA MEGLIO E'!!! E QUANDO ARRIVA PURTROPPO BISOGNA ACCETTARLA

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Il Tempo non lenisce le ferite. Forse il Corriere della sera...Dopo tanto tempo reco ancora le ferite dei traumi vissuti da bambino. Quel bambino in me ancora spalanca i suoi occhi atterriti di fronte al male del mondo, sconosciuto e irreversibile...Comunque alla morte non c'è rimedio, perché la morte non è mica un male. E' alla vita che in tanti casi è difficile trovare rimedi...

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Non so voi, ma...

Per me il tempo è ciò che sembra necessario per mettere insieme i pezzi, per collegare.

Per capire e imparare, insomma.

Comunque, su una cosa sono sicuro: il desiderio di dimenticare, seppure in alcuni casi sia comprensibile, è malsano. Nel senso che ci fa male, non ci fa bene. Qualunque cosa succeda, è la realtà. Volerla dimenticare è come volerla negare, come dire "questo aspetto della realtà non voglio impararlo"...

Certo, è facile per me dirlo in astratto... Senza provare (in questo momento, almeno) il dolore che spinge a desiderare di non soffrire più...

Chissà.

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Non so voi, ma...

Per me il tempo è ciò che sembra necessario per mettere insieme i pezzi, per collegare.

Per capire e imparare, insomma.

Comunque, su una cosa sono sicuro: il desiderio di dimenticare, seppure in alcuni casi sia comprensibile, è malsano. Nel senso che ci fa male, non ci fa bene. Qualunque cosa succeda, è la realtà. Volerla dimenticare è come volerla negare, come dire "questo aspetto della realtà non voglio impararlo"...

Certo, è facile per me dirlo in astratto... Senza provare (in questo momento, almeno) il dolore che spinge a desiderare di non soffrire più...

Chissà.

E' perfettamente umano un periodo di riflessione dopo una esperienza negativa;altra cosa e' "il ristagno"(vivere completamente nel passato senza avere piu' il coraggio di fare nuovi passi).Personalmente,per me,in realta' il tempo non esiste:semmai esiste un'accumulo di "coscienza",utle a capire cosa e' successo per poi intraprende nuovi passi senza fare gli stessi errori precedenti(nel caso ci fossero stati),un abbraccio!

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Personalmente,per me,in realta' il tempo non esiste:semmai esiste un'accumulo di "coscienza",utle a capire cosa e' successo per poi intraprende nuovi passi senza fare gli stessi errori precedenti

Sì, è esattamente quello che intendo anche io.

Il mio riferimento al desiderio di dimenticare, tuttavia, non era tanto nel senso di ristagno, quanto...

Vi faccio un esempio. Recentemente, sentendo musica alla radio, hanno trasmesso una dopo l'altra la canzone degli zero assoluto "Perdimenticare" e quella di tutti i cantanti riuniti per l'abbruzzo (credo si intitoli "Domani", o qualcosa del genere.

Mi sono alterato. In ambedue, se ci fate attenzione, il concetto imperante (in maniera subdola, aggiungerei), è quello di superare una sofferenza dimenticando... Fa male, per cui, con l'aiuto del tempo, dimentico... Adesso soffro, ma se resisto abbastanza col tempo dimenticherò...

Ma che bella idea, innamorarsi per poi dimenticare se qualcosa va male. Meglio, vivere con persone care per poi sperare di dimenticarle se scompaiono prematuramente!

La paura di soffrire non va alimentata, secondo me. E' venefico incoraggiare il desiderio di non soffrire per le perdite... Perchè alla lunga l'unica soluzione sarebbe quella di non sentire.

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Sì, è esattamente quello che intendo anche io.

Il mio riferimento al desiderio di dimenticare, tuttavia, non era tanto nel senso di ristagno, quanto...

Vi faccio un esempio. Recentemente, sentendo musica alla radio, hanno trasmesso una dopo l'altra la canzone degli zero assoluto "Perdimenticare" e quella di tutti i cantanti riuniti per l'abbruzzo (credo si intitoli "Domani", o qualcosa del genere.

Mi sono alterato. In ambedue, se ci fate attenzione, il concetto imperante (in maniera subdola, aggiungerei), è quello di superare una sofferenza dimenticando... Fa male, per cui, con l'aiuto del tempo, dimentico... Adesso soffro, ma se resisto abbastanza col tempo dimenticherò...

Ma che bella idea, innamorarsi per poi dimenticare se qualcosa va male. Meglio, vivere con persone care per poi sperare di dimenticarle se scompaiono prematuramente!

La paura di soffrire non va alimentata, secondo me. E' venefico incoraggiare il desiderio di non soffrire per le perdite... Perchè alla lunga l'unica soluzione sarebbe quella di non sentire.

Innamorarsi e' il placebo per ogni cosa....l'amore e' l'unica cosa che muove il mondo;riguardo il tempo,credo che lo alimentiamo con i nostri maledetti io,cosi' splendidamenti diversi,ma comunque da rimuovere per non entrare in un loop senza fine.

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Ma che bella idea, innamorarsi per poi dimenticare se qualcosa va male. Meglio, vivere con persone care per poi sperare di dimenticarle se scompaiono prematuramente!

La paura di soffrire non va alimentata, secondo me. E' venefico incoraggiare il desiderio di non soffrire per le perdite... Perchè alla lunga l'unica soluzione sarebbe quella di non sentire.

Secondo me la paura, anche quella di soffrire, è sofferenza essa stessa. E ci fa male, certo. L'unico sistema è diventare capace di essere osservatori di se stessi e di tutto ciò che ci accade. Che vuol dire osservatori? Difficile da spiegare. Per me significa partecipare con distacco, i due termini "partecipare" e "distacco" non sono antitetici. Lo scienziato che riesce veramente a calarsi nel suo esperimento senza influenzarlo con la sua mente e la sua emotività è partecipe ma insieme distaccato. E' come se lo osservasse da distanza infinita...Del tutto calato in esso ma senza "io", con ogni attenzione ma senza preoccupazione. Nella consapevolezza che ciò che importa non sono gli "esperimenti" in sé, non sono essi a decidere di quel che siamo, in quanto ogni passo che facciamo è di per sé un esperimento, che non ha bisogno di vittorie e sconfitte, e quello che importa veramente è vivere l'attimo fino in fondo al di là del pensiero...

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Secondo voi il tempo" lenisce le ferite?"

Io credo che ci faccia dimenticare un evento doloroso. però a me capita che quando ho un nuovo trauma il dolore che provo si somma a quelli passati e diviene insopportabile. Poi piano piano scema.. ma so che le cose vissute nn si cancelleranno sono ferite che altri possono riaprire..

La mia terapeuta ammette che è cosi..ciò che si è vissuto ci rende piu preparati a superare i problemi, ma nello stesso tempo si accumula come peso.......

Credo che dipenda più dalle nostre potenzialità che dal tempo che passa. Penso che, se riusciamo ad elaborare nel modo giusto un evento negativo, possiamo superare qualunque cosa, quindi quello che non superiamo penso sia dovuto ad un nostro limite personale. Quindi il tempo non è la cura, è una delle cose che abbiamo a disposizione per superare i traumi.

Per esempio, a me è successa una cosa piuttosto brutta da bambina e credevo di averla superata brillantemente, ho affrontato tutta la mia vita ammettendo ciò che era successo ma considerandolo una delle tante cose che possono capitare, poi, leggendo un topic su questo forum, sono stata ricatapultata all'improvviso indietro di 25 anni, mi è venuta una gran rabbia, ho iniziato ad avere gli incubi... in pratica, non ho superato un bel niente, mi sono resa conto di aver semplicemente rimosso le emozioni legate a quel fatto, ma di averlo ancora ben vivo dentro di me. E credo che questo sia un mio limite e non colpa di quello che è successo.

Per lo stesso fatto, infatti, altre persone crescono disturbate, mentre altre lo superano realmente, in modo maturo e costruttivo e riescono anche a trasformarlo in qualcosa di positivo. E tutti con tempi diversi. Chi riesce a superare i traumi, credo abbia molte risorse interiori.

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Secondo voi il tempo" lenisce le ferite?"

Io credo che ci faccia dimenticare un evento doloroso. però a me capita che quando ho un nuovo trauma il dolore che provo si somma a quelli passati e diviene insopportabile. Poi piano piano scema.. ma so che le cose vissute nn si cancelleranno sono ferite che altri possono riaprire..

La mia terapeuta ammette che è cosi..ciò che si è vissuto ci rende piu preparati a superare i problemi, ma nello stesso tempo si accumula come peso.......

L'unica soluzione è la comprensione dell'evento doloroso, come si collega al tuo percorso evolutivo e il senso di quell'accadimento. Questo può avvenire solo con la meditazione una brutta parola che non significa niente ma che identifica l'essere oltre il pensiero e ti fa vivere la Realtà Oggettiva di quella cosa. Questa è, per me, la vera maturità, fatta di comprensione, anche attraverso lo studio, poi con la vita, le esperienze, fino ad arrivare piano piano sempre più dentro dove è pronta la risposta per quel momento, ed è al di là del dolore.

Da ogni evento della vita è possibile trarne un insegnamento e più si è "profondi" o in armonia in quel momento con se stessi e con tutto il resto, e più le risposte si fanno presenti, semplici, intuitive.

:Idea:

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