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Il linguaggio del corpo

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Comunicazione non verbale: le 3 regole base - Prima Lezione

PRIMA LEZIONE COMUNICAZIONE NON VERBALE LE 3 REGOLE BASE

Inizia con questo primo articolo una serie di lezioni sulla comunicazione non verbale complete di file audio e video per approfondire i concetti che andremo pian piano a divulgare.

Metto in chiaro subito per chi intende approfondire i concetti con dei corsi dal vivo, deve far attenzione a pochi, ma importantissimi dettagli, come la scelta del docente e le sue specializzazioni, ne parlo in un video che metto qui sotto:

Anticipato ciò, iniziamo a parlare del primo argomento e cioè: le 3 regole d’oro del linguaggio del corpo

La prima cosa da scrivere a caratteri cubitali è: Ogni singolo gesto non significa nulla

Non è possibile quindi dire: “si è grattato il mento, allora ha detto una bugia”, oppure “ha incrociato le braccia quindi mi sta dando un segnale chiusura” ecc.

Queste sono delle interpretazioni che non hanno nulla di scientifico o di vero alla base.

Andiamo quindi a delineare le prime 3 regole da seguire per interpretare bene il linguaggio del corpo:

  1. La prima cosa da guardare è il contesto in cui il gesto si verifica
  2. La seconda sono i vari riverberi gestuali, ovvero, tutti quei gesti che danno significato al primo gesto che abbiamo notato
  3. La terza cosa da notare è la scelta del tempo.
    Ossia, se il nostro interlocutore aveva già le braccia incrociate prima di parlare, allora il gesto non ha significato, ma se le incrocia subito dopo che noi abbiamo detto o fatto qualcosa, allora inizia ad avere un significato.

Andiamo ad approfondire meglio con un file audio quanto appena detto, dove cercheremo di spiegare quali sono gli errori da evitare quando “leggiamo” il linguaggio del corpo. Buon ascolto!!!

Ricapitolando, quando si cerca di interpretare la comunicazione non verbale in situazioni di vita reale, l’interpretazione corretta va sempre cercata all’interno del contesto in cui l’interazione avviene.

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Attenzione a come comunica di solito il nostro interlocutore.

Dobbiamo osservare come in genere la persona tiene le mani, qual è la posizione abituale dei piedi, ecc. Ovvero, bisogna osservare la sua baseline.

E’ molto importante infatti, vedere in che posizione la persona tiene la testa, abitualmente.

Una volta individuati quali sono gli elementi non verbali di base, bisogna capire che cosa cambia nel linguaggio del corpo quando la persona è sotto stress o a disagio.

In questo video parliamo appunto delle regole fondamentali da seguire, per poter bene interpretare i segnali non verbali. Buona visione !!!

 

Per approfondimenti e per altri segnali analogici più specifici consiglio il libro: Comunicare bene, la comunicazione come formamentis – edizioni psiconline e il libro: Perchè mi tradisci – ediz Psiconline

 

 

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