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Assenza del Padre

assenza del padreIn Europa l'età media dei cittadini è salita, sono calate le nascite, è aumenta l'età della popolazione anziana, è diminuita la popolazione adulta e quella giovanile. 

Negli ultimi cinque anni i flussi migratori in entrata e in uscita sono attivi ma stabili, anche se la percezione deformante induce a vedere un tasso maggiore d’immigrati: ma questa è un'altra storia.

Il risultato è che aumentano i nonni, i nipoti, diminuiscono i padri e nascono pochi figli. Tutto questo determina e produce conseguenze geopolitiche nelle rappresentanze politiche e nelle governance dei singoli paesi.

In Europa la componente storica del socialismo o della socialdemocrazia è quella che sta soffrendo pesantemente il passaggio generazionale: è la terza dopo la seconda guerra mondale e sta subendo un arresto o un fallimento come per le aziende economiche familiari di terza generazione.

Mettendo da parte le numerose variabili in gioco, forse non è un caso che il terzo passaggio generazionale determini dei crolli o fallimenti. La psicologia del lavoro attribuisce a questo crollo un deficit nella trasmissione del sapere, un ritardo nel cambio della gestione e un distacco agevolato dell'ultima generazione.

La terza generazione si appoggia sul patrimonio ereditato, cerca nuove strade, si stacca dai riferimenti storici senza aggiungere quel plus necessario per incrementare il patrimonio viceversa lo consuma, lo divora velocemente, a differenza di quelli della seconda generazione.

Quelli della seconda generazione sono cresciuti a gomito con il padre fondatore, però nel momento in cui prendono il timone del comando, lo mettono da parte, lo sostituiscono e lo collocano nell'angolo. Timorosi di fare la stessa fine fingono di essere padri-amici-fratelli e giocano una falsa partita con i figli; questa finzione, al posto di favorire un processo di trasformazione del pensiero e di emancipazione sollecita una regressione e un senso di smarrimento profondo sia nei padri che nei figli.

Il padre non è più padre, il figlio non riconoscendosi più come figlio si sostituisce consensualmente al padre che nel frattempo si è perso; il padre fondatore essendo stato tradito e messo nell'angolo dal figlio si affida al nipote. Il nipote - fotocopia sbiadita di figlio-padre - senza un’identità storico generazionale, chiede riconoscimento ai nonni. 

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I nonni, per vendicarsi del figlio espropriante e traditore, preferiscono dare in consegna il proprio patrimonio al nipote, anche se, non sanno chi è, che cosa desidera: l'importante è punire il figlio traditore.

Il nipote è il fantasma del proprio futuro generativo e di sicurezza; i nonni sono convinti che i nipoti sapranno trattarli bene perché sono anziani e sono stati accudenti.

Forse non è un caso che in Europa, ai vertici dei nuovi partiti, ci siano dei giovani trentenni. La generazione dei padri è messa in soffitta, archiviata per sempre, i nipoti trentenni sono più rassicuranti: coloro che uccisero simbolicamente il padre-padrone, sono stati allontanati dal potere da un'alleanza tra nonni e nipoti.

Il nipote cerca nel vecchio - non nel padre - la sicurezza, la tradizione, la memoria di un passato rassicurante e il nonno sogna di ritrovare un mondo più solido e stabile.

C'è una delega in bianco. Ci sono degli oggetti inconsci ambigui e angoscianti dei nonni proiettati sui nipoti che sollecitano perplessità: in tutto questo c'è il senso dello smarrimento del futuro. L'assenza dei padri, il fallimento del passaggio del testimone, risveglia l'angoscia del mito.

 

 

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