PAY Charlie GardDa oltre il Canale della Manica in questi giorni compare sulla scena il volto di un piccolo bimbo intubato, con flebo in una culla di ospedale di un centro sanitario specializzato dell'Inghilterra.

E' il piccolo Charlie Gard che, contro qualsiasi sua intenzione, incalza l'interesse dei media e l'opinione pubblica occidentale.

Il problema che il piccolo  Charlie Gard solleva è profondamente serio, mette in discussione dei postulati fondamentali del diritto civile, delle libertà; interroga anche la scienza psicologica che è stata silente di fronte a questo evento.

Il giudici inglesi sentenziano che le condizioni biologiche e genetiche condannano Charlie Gard ad una vita vegetativa quindi priva di possibilità di sviluppo del Sé, propongono di interrompere qualsiasi supporto terapeutico: 'staccare la spina'. E' una decisione irreversibile.

I genitori di  Charlie Gard si oppongono a questa sentenza, intendono farsi carico della cura del figlio rivolgendosi ad altri centri specialistici.

La scienza biomedica in sostanza tace, non si espone, c'è qualche disponibilità da parte di qualche struttura sanitaria cattolica a ospitare il piccolo ma è fuori dalla nebbiosa e lontana Inghilterra.

Sul piano giuridico si contrappone il diritto  genitoriale  contro quello dello Stato.

Nella liberale e capitalistica Inghilterra prevale, in questo caso, la legge dello Stato che evoca fantasmi ombrosi ed evocazioni delle quali la Legge sovrasta la dimensione del soggetto e lo condanna alla sua volontà.

Questa sentenza non riconosce la diversità biopsichica dell'Altro. E' doppiamente figlia di un dio che nega la possibilità dell'improbabile possibile, rischia di richiamare atroci eventi compiuti su bambini considerati anormali e quindi eliminabili.

La Legge svolge la funzione di sviluppare norme a favore di chi è Altro dalla normalità. Una Legge che si arroga il diritto di difendere il benessere biologico e mentale in nome del presunto benessere normativo è 'pericolosa'.

Zeus, possessore della Legge, condanna al dolore, alla sofferenza Prometeo perché intende offrire agli umani una conoscenza possibile che va a oltre il sapere eterno della legge di Zeus.

Non c'è Legge che possa impedire la sofferenza, come non c'è Legge che possa obbligare alla sofferenza.

E' il soggetto con la S maiuscola a definire ciò che è da ciò che non-è.

Il bambino in questa fase però non sa distinguere il non-Sé dal Sé perché è un tutt'uno. La biologia e la genetica sono indistinguibili dal Sé e dal non-Sé. L'uno non può prevalere sull'altro.

C'è sempre un possibile divenire, bisogna assecondare, aiutare la non separazione del Sé dal biologico.

Questa è una sentenza positivista che esclude la dimensione fenomenica dell'essere, dell'Altro e i genitori sono considerati soltanto oggetti biologici e non psicologici.

All'opposto, per motivi articolati e complessi, nella penisola del Mediterraneo, c'è una componente genitoriale diffusa e non solo che, in nome della Legge di essere genitore, considera il figlio come una proprietà specifica, indivisibile dal Sé genitoriale, si oppone all'obbligo di vaccinare il figlio.

La storia del piccolo  Charlie Gard, per ragioni e motivazioni diverse, è simmetrica a quella  della vaccinazione obbligatoria.

In mezzo c'è il bambino che è un soggetto psicologico e sociale: non è di proprietà della Legge. 

La Legge dello Stato, la Legge genitoriale sono funzionali e al servizio del benessere del bambino, dell'infanzia.