COVID19 comportamento partecipato o impostoLa parola chiave di questi tre mesi passata da una bocca all'altra è stata lock down di origine americana che significa isolamento, chiusura, detenzione, confinamento. E' un sostantivo usato prevalentemente per definire la misura detentiva all'interno di un carcere americano.

E’ per questo motivo che il termine lock down sollecita qualche perplessità sul piano psicolinguistico e sociale.  Il termine esterofilo neutralizza, attenua e depotenzia il significato di isolamento, confinamento; evitando di sollecitare dei pregiudizi (bias). L'uso di confinamento, chiusura, forse, avrebbe potuto sollecitare delle reazioni sociali disadattive.

Covid19 oltre a manifestare uno stato patologico biologico evidenzia quanto sia condizionante, per il comportamento, l’uso di un termine in un determinato contesto sociale.

Per questo motivo è opportuno disegnare uno “schema psicosociale” che metta in risalto le concause e gli effetti di questo accadimento. Le variabili considerate sono: situazionale, temporale, spaziale, economica, personale. E’ possibile rappresentarle con un’equazione C=S, Tp, Sp, E, P.

La variabile situazionale (S) riguarda la diffusione del virus (zona rossa, arancione); quella temporale (Op) la dimensione cronologica con la chiusura in casa dei singoli e dei territori (quarantena, mese); quella spaziale (Sp) coinvolge la dimensione geopolitica dei singoli Stati con il blocco delle merci, delle mobilità (confini, frontiere); quella economica (E) riguarda le varie attività commerciali, sociali e la decisione di anticipare o di rallentare la seconda, terza fase; quella personale (P) coinvolge la persona, l’individuo, il suo libero arbitrio, la resilienza, la cognitività, l’emozionalità, la paura, l’umore, la sessualità e gli altri tratti.

Il comportamento (C) psicologico, sociale ed economico è il risultato dell’interazione di queste variabili. Per esempio la decisione degli Stati (Sp) di chiudere le frontiere ha inciso sul piano economico e sulla circolazione delle persone; quella economica (E) ha indotto uno stress nell’economia e nell’occupazione; quella situazionale ha inciso sull’isolamento, sul confinamento delle libertà associative e non solo.

Secondo il modello dei Sistemi Persuasivi, sviluppato da Harri Oinas-Kukkonen e Marja Harjumaa, dell’Università di Oulu, sono quattro le categorie principali da considerare nella progettazione del comportamento: sostegno al compito principale, sostegno al dialogo, sostegno alla credibilità e sostegno sociale.

Invece, per Brian Jeffrey Fogg, psicologo alla Stanford University e direttore dello Stanford Behavior Design Lab, le indicazioni, le prescrizioni devono essere semplici e facili. Per esempio lavarsi le mani per prevenire il contagio è un comportamento che è messo in atto quando sono presenti tre requisiti: un livello di motivazione adeguato, la capacità di eseguire l’azione, e la comparsa di un segnale, un “attivatore” che fa attuare quel comportamento. Se uno o più elementi mancano o sono presenti in misura insufficiente, allora il comportamento non sarà messo in atto.

I comportamenti sono influenzati da una serie di fattori motivazionali e non solo.

Costruire degli schemi comportamentali reali o ipotetici è utile e funzionale per impostare una strategia funzionale al raggiungimento di un consenso che sia partecipato e non imposto.

E’ importante stare attenti alle strategie di comunicazione da adottare per raggiungere gli obiettivi.