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Generazione caleidoscopica

generazione caleidoscopicaDue ragazzi uno di diciotto anni, l’altro di diciassette nell’arco di cinque mesi si defenestrano o vengono defenestrati in un hotel, tutte e due stavano andando in gita a visitare il più grande parco dei divertimenti: Expo.

Una ragazza è fermata in Turchia mentre sta andando in Siria per combattere contro l’impero dominante dell’occidente.

Sono ragazzi che appartengono allo stesso ceppo generazionale, eppure sembrano l’espressione di una scissione, di una duplicazione deformata.

E’ una generazione attaccata all’oggetto transizionale dello smartphone e appartiene ad un sistema sociale multiplo, caleidoscopico fatto di mille colori e arcobaleni che argomenta nel silenzio delle proprie stanze  un desiderio di  distacco, di separazione dalla condizione che impedisce il processo di separazione e individuazione di Sé.

L’oggetto illusionale, dato dallo strumento virtuale, permette la separazione, ma questa è altro dalla dimensione della realtà. L’oggetto escluso da questa condizione è quello della passione, dell’emozione. La realtà e l’illusionale separati dalla passione, dall’emozioni sono 'soggetti' monchi che camminano sul bordo di un vuoto. 

I ragazzi quando stanno dentro il sistema razionale della realtà sono soggetti al dominio della dimensione della simbiosi protratta da parte del soggetto dominante, che tende a trattenere a Sé il  giovane con la pregiudiziale di proteggerlo dalle contraddizioni sociali e dal malevole che si muove nelle strade. In questo modo inibisce la pulsione della separazione favorendo l’attaccamento infantilizzante del ragazzo che, per sua natura, tende a rompere questa dinamica involutiva.

Sul piano della realtà la separazione del giovane dal soggetto dominante è costellata da una serie di difficoltà, di intoppi, di ricatti, di vincoli oppure da disimpegno, abbandono, incuria, indifferenza, disinteresse, distacco, non curanza. 

Il soggetto dominante si muove, opera attorno a questa polarità causando uno stato di instabilità nel  giovane,  che  si ricompone affidandosi all’oggetto illusionale. L’oggetto illusionale sopperisce il registro della realtà, lo ribalta, lo frantuma, lo mette da parte, lo concella, lo rimuove e costruisce delle relazioni di vicinanza, di separazione, di distacco nei confronti di chi incontra. I due registri possono distintamente marciare separati e insieme oppure configgere o scindersi come una identità multipla.

Il registro della passione se viene messo da parte dal registro della realtà, dell’illusionale e non  viene coinvolto nel costruire un linguaggio che lo comprende, allora creerà un linguaggio, una identità che dovrà fare i conti con il richiamo delle sirene.

L’escluso, a  differenza degli Argonauti, che aiutati dal musico Orfeo riescono a evitare il richiamo seduttivo e seducente delle sirene, rischia di essere strappato dalla zattera e cadere nelle acque del suono della seduzione.

Il suono della seduzione, dell’andare oltre, attrae a sé il giovane che naviga solitario nel mare dell’llusionale e il giovane che fatica a separasi dalla realtà precostituita dal soggetto dominante.

L’andare oltre - trans gradi – tante volte inibisce la dialettica circolare tra realtà, illusione e passione e  rischia di portare il giovane sul baratro del vuoto.
Sul bordo il giovane si trova solo e dovrà gestire il moltiplicarsi delle sensazioni. Il soggetto dominante con la sua logica bifronte inclusiva/esclusiva si frappone al processo di separazione individuazione del giovane.  Il giovane nel suo agitarsi alla ricerca di una sua identità è costretto a confrontarsi con richiami, seduzioni, fughe. La mancanza di un musico dialogante e performante che lo supporti a valutare le richieste che provengono dalla realtà/illusionale/passionale lo fa precipitare dentro un frammento del reale  che oscura l'orizzonte dialettico della complessità.

 

Lo psicologo nella scuola dei bambini
Tutti mentono
 

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