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Il rossore della bugia

bugiaSulle sponde del Mediterraneo stanno accadendo fatti agghiaccianti per l'umanità. Le democrazie europee  e le altre potenze economiche stanno giocando la loro partita posizionando le varie pedine sulla scacchiera in funzione dei singoli interessi, mentre una moltitudine di persone è costretta a lasciare le proprie terre per scappare dalla morte e dalla distruzione.

I media di queste potenze 'democratiche' -TV, radio, giornali e network – descrivono questa  storia  in difesa dei propri scopi rimuovendo o manipolando attentamente la realtà. Le bugie, la bugia in questo caso è accettata anche dalla popolazione.

La bugia è funzionale a velare  l'altra parte della faccia. Già è successo per i Campi di Concentramento in Germania, infatti la popolazione, fino alla metà degli anni sessanta, non era a conoscenza di quello che era accaduto, le autorità evitavano di parlarne. La stessa cosa in tempi recenti è successa per   lo sterminio etnico in Jugoslavia: la storia è fatta di silenzi e di pesanti bugie pubbliche. Oggi, in Italia, con appropriate sigle, che richiamano la sicurezza e il controllo, sono presenti campi di 'contenimento'; i politici raccontano che sono luoghi che  svolgono una funzione di 'prevenzione e cura ' per quelli che provengono da terre che stanno fuori dall'Europa.

La bugia serve per proteggersi, per difendersi, ecco perché i potenti e i politici raccontano pubbliche bugie.

I politici sin dalla Grecia antica, come in qualsiasi parte del mondo, si sono cementati nell'arte di dire bugie. Alcibiade è stato un  "ribaltonista" anzitempo, più volte cambiò partito politico e patria, fino a prendere durante la guerra del Peloponneso di volta in volta le parti di Atene e Sparta.

L'etimo di bugia proviene dal provenzale bauzia, di origini germanica (böse) che significa cattivo e dal nome della città algerina di Bugìa (in arabo Bejaïa, in francese Bougie) ed è un sostantivo che non corrisponde al vero, detto con l'intenzione di ingannare.

La bugia sociale, pubblica, personale è  l'espressione di un meccanismo di difesa di Sé nei confronti degli altri. E' un'arma psicologica per sottrarsi, attaccare e scardinare le percezioni di chi sta di fronte.  La  bugia è uno spazio mentale sottratto allo sguardo dell’Altro.  

La bugia e il segreto costituiscono un fattore essenziale di costruzione e tutela dell’identità personale. In linea con ciò, la bugia che sconfina nella diplomazia e nella dissimulazione può essere vista come l’espressione di un “sano falso sé” posto a protezione del vero sé, inteso come sfera più intima e coincidente con il nucleo autentico della personalità.   

La bugia è per definizione bivalente, è disgiuntiva e congiuntiva dipende dalla funzione che svolge e dalla finalità. La bugia non va confusa con la menzogna. La menzogna è un'altra cosa. La bugia è stata sempre sottoposta ad una questione morale pubblica o privata.

La 'bugia morale' pubblica o privata confina e si sposa con la dimensione del tradimento proprio perché è bivalente e contiene in sé il vero e il falso. Il vero e/o il falso sono funzionali allo scopo da raggiungere: c'è tradimento tra le parti se non si verifica la congiunzione.

In psicologia la bugia, quando incide in maniera abnorme è una manifestazione di sofferenza perché rivela le lacune della persona. Non è un caso che il disturbo di Dipendenza è caratterizzato da una narrazione ricorrente di bugie che sono funzionali a coprire atti e tratti psicopatologici.

 

 

Il suono della campanella reloaded
E’ ancora il tempo delle streghe
 

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