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La personalità paranoidea del leader

La personalità paranoidea del leaderI messaggi, le comunicazioni ufficiali, le dichiarazioni verbali di alcuni esponenti politici nazionali e internazionali, che dominano la scena in questo periodo, si connotano per due tratti significativi.

Il primo riguarda la forma contratta e allusiva.

La forma contratta è caratterizzata dalla struttura limitata della composizione della frase; il messaggio è una forma semplice, limitata, volutamente evita di aggiungere attribuzioni con dei nessi e subordinate che permettono di costruire il ragionamento, il pensiero. Il ragionamento è la composizione articolata di più pensieri che formano una rete tridimensionale composta da nodi e congiunzioni.

La frase semplice, sintetizzata in uno slogan (contrazione) trasmette un’allusione, una suggestione, un’evocazione di un desiderato. E’ una frase povera di elementi. La sua forma richiama le frasi semplici del bambino che vengono decodificate dall’adulto come una richiesta o a una domanda.

Più è semplice la composizione della frase, più il messaggio è soggetto a essere interpretato e ripiegato su se stesso. La forma contratta e allusiva facilità il processo d’introiezione e identificazione in chi legge, ascolta; inoltre, la struttura linguistica semplice è ripetuta per rinforzare la suggestionabilità del messaggio. L’iterazione svilisce la funzione del processo del pensiero: a struttura semplice corrisponde un processo lineare di causa ed effetto che esclude l’apertura di nuovi reticolati argomentativi di tipo ipotetico-deduttivo; infatti, questi costrutti linguistici sono concretisti, molto realisti, strettamente legati a domanda e risposta.

Buona parte dei messaggi dei politici nazionali e internazionali che sono nella rete risentono di questo appiattimento formale del pensiero e quindi anche dell’analisi; l’esclusione di un pensiero formale linguistico ipotetico-deduttivo riduce il pensiero stesso e lo costringe a operare sempre in funzione della contingenza, del momento, della situazione.

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Il secondo tratto significativo del messaggio coinvolge la dimensione psicodinamica. Il messaggio è di tipo paranoideo; consiste nel comunicare l’esistenza che esiste sempre qualcuno o qualcosa che complotta, che è contro. E’ l’idealizzazione psichica che qualcuno o qualcosa è pronto a sferrare l’attacco.

Il messaggio paranoideo è rivolto a una componente interna e a un’esterna. La componente interna è quella degli amici, di chi si riconosce e s’identifica con il capo, con il leader. Gli appartenenti sono sollecitati a stringersi attorno al capo per difenderlo dai nemici che sono in ogni luogo. Il capo quando si sente in pericolo, in uno stato di difficoltà cerca un feedback dai sostenitori per rinforzarsi, per caricarsi, per confermarsi come bene, come giusto.

Il bisogno di riconferma degli appartenenti, della folla, dei sondaggi è un tratto regressivo profondo dell’angoscia espulsiva.

La seconda componente riguarda coloro che sono contro, gli aggressori, i malevoli, quelli che non capiscono, i nemici che si nascondono dentro il proprio staff.

La sfiducia, la sospettosità determinano un atteggiamento ipervigilante pronto ad agire in modo cauto e guardingo, ad apparire “freddo”, a essere permaloso, polemico, ostinato e sempre pronto a contrattaccare quando crede di essere criticato o maltrattato.

Il messaggio semplice è funzionale per questo tipo di leader perché risponde alla dinamica dell’appartenente e dell’opposto.

 

 


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