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Nostalgia della perdita

nostalgia della perditaIn questa fase storica contemporanea c'è uno strano gioco psicologico che rievoca vecchi e ormai dimenticati confini che apparivano sulle grandi mappe geografiche che addobbavano le squallide aule delle scuole elementari.

Erano gli anni cinquanta, da pochi anni era terminata la Seconda Guerra Mondiale; alcuni prigionieri, dimenticati nei vari campi di contenzione, erano rispediti a casa, altri trovavano rifugio in Sud America o nell'America del Nord. La cultura pedagogica di allora era retta su valori di ordine, patria e chiesa. I confini di quelle mappe sono scomparsi.

Oggi si sono formati Stati tendenzialmente più piccoli che rievocano storie passate millenarie. Con la caduta dell'Unione Sovietica, anche all'est dell'Europa, si sono ricostituite vecchie identità statuali, alcune di queste sono ritornate dentro la vecchia Europa.

Superata la fase dei controlli delle merci e dei dazi, il mercato apre, la finanza prende il sopravvento c'è l'illusione mercantile e finanziaria, grazie alle nuove tecnologie informatiche che mettono in contatto in tempo reale domanda-offerta, che tutto cambi.

Il mondo in apparenza diventa l'immagine del bengodi. E' la falsità nascosta della globalizzazione, dei mercati e dei media: il mondo non è uguale ma è disuguale. Scatta una reazione sottile e inconscia nelle collettività che si ribella a questa condizione: riemerge la ricerca del padre perduto, il simbolo rimosso, il rito. E' il richiamo forte e prepotente della nostalgia di un archetipo lontano.

La nostalgia - ( νόστος) ritorno e (άλγος) dolore - è una emozione che evoca un sentimento di tristezza, rimpianto, lontananza per luoghi, storie, persone; è una percepito ambivalente che coniuga una sensazione triste e felice: triste perché desidererebbe far rivivere quel tempo e l'essere nel luogo; felice perché offre la convinzione che quello sia stato un momento gratificante e significativo.

La nostalgia sostanzialmente è un gioco psicologico dell'inganno, del ciò che forse è stato e che forse potrebbe essere. E' un topos (convinzione) psicologico che altera la dimensione della realtà fattuale.

Il ritorno al localismo, ai piccoli o grandi confini statuali, in contrapposizione al globalismo (inganno egualitario ) è ingannevole, è un luogo immaginifico che non esiste; offre però una sensazione di sicurezza: è il ritorno alla terra promessa.

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E' il giovane studente alsaziano dell'Università di Basilea Johannes Hofer nel 1668 (Dissertazione medica sulla nostalgia) a evidenziare questo tratto psicologico studiando i mercenari svizzeri al servizio del re di Francia Luigi XIV e altri sparsi nei vari territori fuori dalla Svizzera. Hofer si accorse che i mercenari manifestavano depressione, inappetenza, allucinazioni, depersonalizzazione; tanti si suicidavano, oppure cadevano in uno stato di depressione catatonica e si lasciavano morire; 'guarivano' solo all'idea di poter ritornare al paese. Lo stesso disturbo è stato riscontrato negli anni sessanta e settanta negli immigrati italiani; molti manifestavano tristezza, apatia, depressione; gli ospedali psichiatrici ospitavano parecchi lavoratori migranti.

La nostalgia è una componente psicologica che non appartiene solo al migrante ma coinvolge tutti coloro che ricercano un passato immaginifico e perduto.

La nostalgia paradossalmente mette insieme due componenti sociali apparentemente opposte. Il migrante, che si sente perso e cerca nel gruppo di appartenenza di compensare delle mancanze affettive, tribali, rituali, così allo stesso modo l'autoctono trova nel localismo il luogo perduto, la terra perduta occupata dall'Altro: tutte e due aprono la parta della nostalgia.

Nei versi di Giacomo Leopardi è possibile cogliere la radice della nostalgia: “ Silvia, rimembri ancor quel tempo della vita mortale, / Quando beltà splendea / Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, / E tu, lieta e pensosa, il limitar/ Di gioventù salivi?”

Silvia è morta, ma è viva solo nella testa del poeta, ma lui la vive ancora come se fosse presente.

La nostalgia è il ritorno a un luogo, a una terra, a un affetto che sta soltanto nella psiche del soggetto o nella nella psiche collettiva.

 

 

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