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Omicidio, Potere, Famiglia

omicidio potere famigliaCi sono fatti, accadimenti eclatanti che sfuggono alla cronaca virtuale e reale della quotidianità perché sono considerati inevitabili, scontati, c'è illusione mentale di essere al centro e di cogliere con semplicità la dimensione della complessità del mondo.

L'informazione che si possiede è molto ristretta e riguarda prevalentemente un contenitore geografico, politico, culturale, di costume ben delimitato.

La persona però è convinta di possedere dati conoscitivi indispensabili per costruire una sua grammatica valutativa e un codice di comprensione in grado di organizzare giudizi ed emettere sentenze di merito.

Tutto questo succede quando accadono eventi ritenuti scioccanti che provocano delle reazioni di tipo difensivo o di rifiuto. Sono di tipo difensivo gli eventi che sollecitano interventi maggiori concernenti la sicurezza, la condanna, la disapprovazione; sono di rifiuto gli eventi che valutano il fatto come frutto di un accidente, di un atto inspiegabile causato da una forza esoterica.

E' quello che avviene se c'è un omicidio genitoriale: il figlio o la figlia uccidono i loro generanti. La mostruosità dell'accadimento resuscita fantasmi, angosce arcaiche tenute congelate dentro la mente; eppure c'è sempre nei miti fondativi un mito riguardante l'omicidio genitoriale o il figlicidio, perchè l'atto omicidiario è un oggetto psichico sostantivato dal potere.

Il potere nella logica della mitologica rappresenta il sacro, la sacralità della continuità del fuoco e della conoscenza; per certi versi richiama una certa trascendentalità, va oltre. E' l'espressione di un sistema generativo autopietico che ridefinisce continuamente se stesso e si riproduce dal proprio interno.

Il sistema autopoietico è rappresentato da una rete di processi riguardanti la creazione, la trasformazione e la distruzione di componenti che, interagendo fra loro, sostengono e rigenerano in continuazione lo stesso sistema. Questa dimensione sacrale, biologica dell'omicidio, come processo generativo ed evolutivo è completamente assente, oggi l'unica cosa che resta è l'attuale dimensione del potere che sta dentro a questo sistema sociale e psichico.

Questo tipo di potere è costruito su una struttura fragile, costituita da una catena di micro significati che si basano sul riconoscimento di un Sé costretto a confrontarsi con poche regole normative familiari standardizzate che contengono elementi di limitazione e di privazione.

Queste prescrizioni, espresse dai genitori invece di essere introiettate come delle risorse di protezione, di aiuto per la crescita, contrapposte o parallele ad altre regole presenti e fluttuanti nel contenitore sociale della micro o della macro appartenenza, sono percepite e introiettate come delle forme di controllo, di limitazione e di impedimento.

Succede che, le varie componenti di questo sistema interattivo, entra in disequilibrio e i due poteri costituitasi all'interno del sistema familiare, vanno in collisione, si scontrano e si combattono. Il potere del figlio conflige con quello genitoriale e si instaura una dinamica simmetrica tra le parti.

Non sono in gioco valori forti contro quelli deboli, la partita riguarda come detenere il potere e come usarlo.

L'omicidio è uno dei tanti modi per ottenere il potere sui genitori.

Non c'entra il male, il mostruoso, il malefico, la sopravvivenza passa anche attraverso l'omicidio, se così non fosse non ci sarebbero nemmeno fili spinati lungo i verdi campi di questa Europa.

 

 

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