Pubblicità

IPER&POST

0
condivisioni

Riti, Carnevale e Globalizzazione

riti carnevale globalizzazioneI riti sono ricorrenze strutturate che coinvolgono l’individuo, la famiglia, il gruppo, il clan, la società, mettono in risalto i costumi, le tradizioni, investono la quotidianità materiale e immateriale.

I riti sono delle forme fondative della vita, coinvolgono i passaggi di iniziazione dalla nascita alla morte, rilevano l’appartenenza, l’identità, il credere religioso.

Ogni cultura è dotata, per la socializzazione all’interno di una certa concezione mitica del futuro, di una serie di rituali che ne perpetuino il mito.

I rituali sono indispensabili per garantire la sopravvivenza dei miti fondativi, della cultura di appartenenza. Sono necessari a favorire l’ingresso di nuovi movimenti culturali che condividano e accettino i miti della società. Attraverso i rituali, la maggior parte delle civiltà sono riuscite a custodire, a rigenerare i paradigmi socio-culturali di base per migliaia di anni.

La globalizzazione al contrario li pianifica, li esporta da una parte all’altra del globo, svuotandoli della loro funzione catartica e sacrale, il rito e il rituale diventano un oggetto da consumare, da godere, usare durante la giornata.

I riti di esportazione maggiormente gettonati nella società globalizzata – Halloween - provengono dalle società dominanti ormai secolarizzate e svuotate dal sacro. I riti come aggregatori sociali sono spogliati dal loro significato magico, animistico, religioso, folclorico, sono diventati dei rappresentati consumistici da vendere, consumare e triturare.

Lo stesso rito del carnevale, che è presente in qualsiasi luogo, segue una sua liturgia ritualistica specifica (celtico, cattolico, protestante), coinvolge la trasformazione della natura col gioco del trasformismo della maschera, che recupera la dimensione inconscia dell’ambivalenza, dell’identità individuale e sociale, è diventato un grande business intergenerazionale.

Pubblicità

Il rito del carnevale è collegato con la creazione, con le divinità che portano caos e fa nascere qualcosa di diverso dall'ordine sterile.

Il carnevale ritualizza il momento precedente alla creazione è fatto di mancanza di giudizio, di libertà totale che mai un umano potrà sperimentare se non limitatamente. Non sempre il carnevale è collegato a tutte le festività e ritualità connesse alla presenza di maschere.

I romani festeggiavano il nuovo anno vestendo un uomo con la pelle di una capra, lo portavano in processione mentre gli astanti lo colpivano con bacchette, lo chiamavano Mamurio Veturio.

Nella cultura babilonese il processo originale della creazione, dopo l'equinozio di primavera, veniva ritualizzato con una guerra simbolica tra il dio Marduk e il drago Tiamat.

Nella società globalizzata viceversa il carnevale è un momento puramente economico, la sua dimensione animistica è completamente censurata, collocata nell’angolo della memoria arcaica, pastorale, agricola, premoderna.

Stanno scomparendo le ritualità di passaggio come i battesimi, i matrimoni, prevalgono forme più commerciali, secolarizzate che razionalizzano l’evento. Lo stesso rito di passaggio dalla vita alla morte si sta spogliando del fantasma, prevale la dimensione della razionalità opportuna, dell’esclusione, della chiusura, della privatizzazione della stessa morte, anche per i costi della stessa. Sono solo delle subculture a ritualizzare l’esorcizzazione della morte.

La perdita della ritualità nella società globalizzata non cancella il bisogno psicologico di impedire la paura, il nuovo, il male, la morte, l’ignoto.

I nuovi sostitutivi degli amuleti, dei santini sono le slot machine, i video giochi, i maghi, gli indovini, i guaritori: sono gli stregoni di questa società globalizzata.

 

Pubblicità

 

 

L'incontro con l'altro...
Sotto il tavolo con il dito in bocca e la mano sul...
 

Commenti

Già registrato? Login qui
Nessun commento ancora fatto. Sii il primo a inserire un commento

By accepting you will be accessing a service provided by a third-party external to https://www.psiconline.it/

0
condivisioni

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto della tua vita?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

UNA chiacchierata per fare chi…

Ylenia Calabrese, 25 anni Salve,Nei miei 25anni ne ho passate di ogni.. ansia, depressione, attacchi di panico , disturbi alimentari ecc. ...

Sono cuckold [16058017191]

anto, 32 anni Salve, mi chiamo Antonio ho 32 anni e sono sposato da 4; io e mia moglie già da quando eravamo fidanzati praticavamo spiagge nudiste, dal pr...

Non riesco mai a partire [1605…

roberto, 61 anni Un sogno ricorrente. Lo visualizzo almeno una volta al mese da ormai cinque o sei anni. ...

Area Professionale

Il disturbo pedofilico

Secondo il DSM-5 i criteri per diagnosticare ciò che prende il nome di disturbo pedofilico sono definiti come esperienze ricorrenti di eccitazione sessuale inte...

La psicologia forense

La psicologia forense, come definita dall'American Psychological Association è l'applicazione delle specialità cliniche al campo legale. La professione dello p...

Depressione adolescenziale e t…

Secondo un'analisi della letteratura, tra gli approcci psicoterapeutici che mostrano una certa efficacia nella gestione e trattamento della depressione adolesce...

Le parole della Psicologia

Blesità

Per blesità si intende il difetto di pronuncia provocato da una situazione anomala degli organi della fonazione o dalla loro alterata motilità, con conseguente ...

Anosognosia

Il termine, che deriva dal greco, significa letteralmente “mancanza di conoscenza sulla malattia”. Per la precisione, “nosos” significa malattia, “gnosis” sta p...

Nausea

E' una sensazione di malessere e fastidio allo stomaco che può precedere il vomito.  Di solito la nausea si presenta nel momento in cui mangiamo qualcos...

News Letters

0
condivisioni