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Ansia

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 367 volte

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L’ansia è una sensazione soggettiva caratterizzata da un senso spiacevole di apprensione e preoccupazione spesso accompagnata da sintomi fisici di tipo autonomico e da irrequietezza e/o tensione.

ansia

Si accompagna ad un aumento di vigilanza e da un complesso meccanismo fisiologico di allarme che prepara l'organismo alla difesa, all'azione e alla fuga.

A differenza della paura, che si presenta come segnale acuto di pericolo rispetto a un oggetto esterno all’individuo e ritenuto minaccioso, nell’ansia la minaccia è solo avvertita ma la causa rimane sconosciuta, interna, vaga e spesso si prolunga nel tempo. In particolare, l’ansia patologica non legata a nessun oggetto specifico viene definita anche ansia libera.

Sia l’ansia che la paura non sono di per se patologiche ma svolgono un ruolo adattativo per l’individuo poiché lo aiutano a prevenire o affrontare situazioni di difficoltà e a preservarsi da danni fisici o psichici preparando il corpo e la mente all’attacco o alla fuga.

Tuttavia possono diventare patologiche dal momento in cui l’intensità con cui si manifestano diventa eccessiva rispetto alle cause che le ha scatenate; a quel punto le paure paralizzano l’azione (anziché prepararvi) diventando disfunzionali, limitando la qualità della vita e le attività dell’individuo.

L’ansia patologica si distingue da quella psicologica per:

  • intensità estrema e sproporzionata rispetto alla situazione
  • motivo talora indefinibile
  • andamento cronico

L’ansia può essere libera e si esprime con sintomi emotivi e cognitivi, o somatizzata, la quale si manifesta con sintomi somatici.

I sintomi somatici più comuni sono tachicardia, palpitazioni, irrequietezza motoria, tensione muscolare, dispnea, nausea e vomito, tremori, prurito, senso di stordimento, fino alla lipotimia.

L’ansia e la paura patologiche sono alla base di uno o più disturbi: la fobia, le ossessioni, il panico.

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Freud indicò l’ansia come un segnale nell’inconscio della presenza di una minaccia, un “sintomo-segnale”. Questa minaccia è il risultato di un conflitto tra desideri inconsci di tipo libidico e un pericolo rappresentato dal Super-Io o dalla realtà esterna. In risposta a questo pericolo vengono attivati meccanismi di difesa per impedire che pensieri o emozioni inaccettabili emergano a livello di coscienza.

Ogni forma d’ansia è ovviamente correlata a molteplici conflitti in base alle diverse fasi dello sviluppo e della crescita.

La Teoria dell’Attaccamento di Bowlby ha sottolineato la centralità del ruolo materno. Il fallimento della relazione madre-figlio è rivissuta in quelle situazioni che simbolicamente ripropongono il trauma.

Fonagy e Target ipotizzano che una buona relazione madre-bambino favorisca lo sviluppo di una buona Funzione Riflessiva, che si costituisce attraverso un gioco di rispecchiamento, rielaborazione e restituzione di stati emotivi.

Nella genesi dell’ansia si assiste al fallimento della funzione di rispecchiamento, in cui le emozioni negative del bambino vengono restituite senza l’influenza emotiva rassicurante della madre.

Secondo gli studi delle scienze cognitive e comportamentali uno stimolo può diventare condizionato attraverso un apprendimento associativo, come riportato da Pavlov.
Secondo il modello del condizionamento si ha una sensibilizzazione all’ansia in seguito a un primo stimolo che la può aver scatenata. Successivamente anche stimoli meno intensi ma associati al primo stimolo negativo innescheranno una risposta d’ansia inappropriata.

La risposta d’ansia può manifestarsi anche in seguito a un apprendimento come, ad esempio, imitando le risposte d’ansia abnormi dei genitori.

Il contributo della teoria cognitiva consiste nel sottolineare come modelli e processualità di pensiero errate o distorte sono alla base dei comportamenti disadattivi e dei Disturbi d’Ansia; infatti il soggetto ansioso tenderebbe a sovrastimare il pericolo rappresentato da una certa situazione e sottostimare le proprie risorse per farvi fronte.

Attualmente la classificazione dei Disturbi d’Ansia riconosciuti dal DSM-V è presentata in “ordine di esordio” e comprende:

  • disturbo d’ansia da separazione
  • mutismo selettivo
  • fobia specifica
  • disturbo d’ansia sociale
  • disturbo di panico
  • agorafobia
  • disturbo d’ansia generalizzato
  • disturbo d’ansia indotto da sostanze e farmaci
  • disturbo d’ansia dovuto ad altra condizione medica
  • disturbo d’ansia con altra specificazione
  • disturbo d’ansia senza specificazione

 

Bibliografia

  • Martinotti, Di Giannantonio, Janiri, Compendio di Psicopatologia, fila37, 2015
  • Martinotti, Janiri, Caroppo, Prontuario di Psichiatria, Soc. Ed. Universo, 2008

 

(a cura di Lucia Cialone)

 

 


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Tags: ansia disturbi d'ansia paura

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