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Autismo

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 1900 volte

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autismoLa sindrome fu identificata nel 1943 dallo Psichiatra inglese Leo Kanner, il quale notò che alcuni bambini presentavano un comportamento patologico che esulava da quelle che erano le caratteristiche comuni dei bambini affetti da ritardo mentale o da schizofrenia ma era presente un disturbo nel "contatto affettivo con la realtà", che si traduceva in condotte di evitamento, tendenza all'isolamento ed atipie comportamentali (bisogno di immutabilità).

Egli chiamò la sindrome “Autismo Infantile Precoce” poiché aveva osservato che, sin dall’inizio vi è una estrema solitudine autistica per cui il bambino trascura, ignora e vieta l’accesso a qualunque cosa provenga dall’esterno.

La diagnosi di Autismo viene attualmente formulata facendo riferimento ai criteri del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V) e viene considerato dalla comunità scientifica internazionale un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, che si manifesta entro il terzo anno di età causando deficit nelle seguenti aree di :

  • Comunicazione: la mancata acquisizione delle competenze linguistiche rappresenta uno dei disturbi caratteristici e quello che maggiormente determina nei genitori la consapevolezza di uno sviluppo atipico. Con il passare degli anni, mentre alcuni bambini non riescono ad acquisire alcuna espressione verbale, altri mostrano uno sviluppo del linguaggio, che può diventare addirittura fluente.
  • Interazione sociale: nel primo anno di vita, la compromissione dell’interazione sociale è espressa dal deficit del contatto occhi-occhi. Vi sono, inoltre, delle posture corporee anomali dovute sia ad un’insofferenza per il contatto fisico e sia ad un’incapacità da parte del piccolo di adattare la sua postura a quella di  chi lo tiene in braccio Nel corso dello sviluppo, tale compromissione si arricchisce di comportamenti sempre più espliciti e caratteristici.
  • Interessi ristretti, ripetitivi e stereotipati: tutti quei movimenti, quei gesti e/o quelle azioni che per la loro frequenza e la scarsa aderenza al contesto assumono la caratteristica di comportamenti atipici e bizzarri.
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Nel 75% dei casi coesiste un ritardo mentale, solitamente di entità moderata, con possibili anomalie dello sviluppo delle capacità cognitive.

 

Riferimenti bibliografici:

  • Maldonato M. (2008). “Dizionario di scienze psicologiche”. Edizioni Simone;
  • Tustin F., (1997) “Autismo e psicosi infantile”.  Armando Editore

 

(Dott.ssa Susanna Mariagrazia)

 

 

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