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Emozione

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 801 volte

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Reazione affettiva a uno stimolo ambientale che insorge repentinamente e ha breve durata, come ad esempio paura, rabbia tristezza, gioia, disgusto, attesa. sorpresa.

EmozioneSecondo alcuni studiosi, si tratta di sentimenti psichici reattivi, di carattere acuto, di grado marcato, accompagnati da fenomeni somatici (ad esempio: paurak, gioia).

La risposta ad uno stimolo esterno si verifica a livello fisiologico, viscerale, espressivo e psicologico. Sul piano storico, se Aristotele considerava le emozioni, passioni che intrattengono relazioni con l'apparato cognitivo, modificabili con la persuasione, gli Stoici credono che si tratti di giudizi irrazionali (desiderio, paura, gioia, dispiacere). Secondo Darwin, invece, rappresentano dei residui di risposte funzionali al processo evolutivo.

Nella filosofia moderna vengono contrapposti alla ragione, ad esclusione delle emozioni della morale (Kant). Per i positivisti non sono altro che la coscienza di eventi fisiologici. Nella prospettiva fenomenologica queste sono indicate come un sentimento ontologico che pone l'uomo di fronte alla totalità (Heidegger) o un tentativo di relazionarsi con il mondo dopo una destrutturazione (Sartre).

In senso sociologico, vi sono emozioni egoistiche (di affermazione di sè), altruistiche, superiori che oltrepassano l'Io - Tu per allargarsi al sociale o all'umano. Sul piano neurofisiologico, la genesi delle emozioni è correlata al sistema limbico - ipotalamico (Kandel - Schwartz). L'ipotalamo viene, cioè, coinvolto nell'integrazione e nella coordinazione dell'espressione comportamentale degli stati emozionali.

La stimolazione dell'ipotalamo laterale provoca le manifestazioni dell'ira, mentre la lesione di questa regione evoca docilità. Il lobo limbico filtra la risposta emozionale agli stimoli inviando segnali al lobo frontale. A questo livello avvengono il coordinamento di sentimenti, percezioni e pensieri e l'esperienza soggettiva dello stato affettivo. Secondo Dewey si tratta di funzioni psichiche che permettono di valutare l'ambiente per adeguarsi. Per teoria gestaltica si tratta dell'effetto di buona o cattiva forma che l'ambiente assume agli occhi dell'individuo, non trattandosi di proiezioni dell'individuo, ma derivando da forme (Gestalten) secondo i dati esperenziali che si organizzano nella nostra percezione.

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Diversamente, per i comportamentisti le emozioni sono di risposte periferiche a stimoli periferici, con tre manifestazioni fondamentali: paura, collera, amore. In senso psicoanalitico si tratta di affetti, ossia "quanti" di energia legati alle idee: l'azione affettiva in contrasto con l'azione razionale appare il reasiduo di condizioni mentali primitive. Nella teoria insiemistica di Matte Blanco, l'emozione rappresenta invece l'emozione rappresenta il prodotto di uno stimolo percepito come esterno, anche se in realtà proviene dall'interno. Se Freud la differenza tra normalità e follia è da intendersi da un punto di vista quantitativo, Matte Blanco, facendo ricorso a una "logica bivalente", riesce a superare una serie di antinomie trovando una sintesi dinamica tra conscio e inconscio, pensiero ed emozione, ragione e sentimento.

Secondo Blanco nell'inconscio dominano le emozioni simmetriche più pervasive; a mano a mano che le emozioni si strutturano in modo dissimetrico divengono più controllabili e pensabili. Non esistono emozioni senza pensiero, ma le prime sono irriducibili al secondo costituendo così un costante stimolo per l'attività intellettuale. L'analisi, traduzione logica del disordine nella logica dell'ordine, diventa al tal punto un lavoro infinito perché l'inconscio è una funzione inesauribile. Secondo Wundt e Kraepelin le emozioni sono attributi descrittivi di sensazioni articolate secondo 3 dimensioni bipolari: piacere-dispiacere, tensione-rilasciamento, eccitamento-distensione.

William James è stato il primo che, facendo riferimento ai processi neurofisiologici, ha definito l'emozione in termini operativi come il sentire i cambiamenti neurodegenerativi che hanno luogo a livello viscerale a seguito dello stimolo elicitante. "Non tremiamo perchè abbiamo paura, abbiamo paura perchè tremiamo, non piangiamo perchè siamo tristi, ma siamo tristi perché piangiamo". In tal modo James capovolge l'impostazione della psicologia, sottolineando la base biologica dell'emozione, che stabilisce l'mportanza dell'attivazione fisiologica (arousal) dell'organismo.

In sintonia con Lange riteneva che le emozioni risultassero dall'azione di schemi di attività del sistema nervoso periferico nel cervello e che non fossero altro la consapevolezza di tale cambiamento fisiologico in risposta ad uno stimolo attivante. Muovendo da questa "teoria viscerale", James sostenne che i cambiamenti corporei, tra cui l'espressione emotiva, determinassero l'esperienza emotiva e che la percezione di un evento che si sta verificando nella corteccia  sensoriale determina cambiamenti corporei, tra cui cambiamenti nel''espressione del volto e nell'attività muscolare e viscerale. Questa attivazione viene intesa primariamente come riflessa ed istintiva.  James, inoltre caratterizzò le risposte fisiologiche sottostanti gli stai emotivi come infinitamente numerose e impercettibili.

Successivamente rielaborò e semplificò la sua teoria che prese il nome di teoria di James-Lange. Questa subì numerose critiche, in particolare per l'affermazione secondo la quale le diverse emozioni sono distinguibili in base a qualità e sequenze specifiche dell'attivazione del sistema nervoso autonomo. La teoria cognitivista ritiene che la risposta emozionale sia correlata alla valutazione cognitiva dell'informazione in ingresso, a sua volta legata al significato attribuito soggettivamente all'evento.

 

 riferimenti bibliografici

  •  A cura di Mauro Maldonato. Dizionario di scienze psicologiche (2008). Edizioni Simone.

 

 

 (A cura della Dottoressa Giulia Inglese)

 

 


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