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Imago

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 8788 volte

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Termine, introdotto da Jung, che designa il prototipo inconscio elaborato a partire dalle prime relazioni intersoggettive, reali o fantasmatiche, con cui il soggetto percepisce gli altri.

imagoL'imago non è l'immagine, ma uno schema inconscio con cui il soggetto considera l'altro.

Non è neppure una rappresentazione del reale, sia pure più o meno deformato.

L'imago è connessa al “complesso” con la differenza che, mentre quest’ultimo si riferisce all'effetto che la situazione interpersonale ha determinato nel soggetto, la prima designa la sopravvivenza fantasmatica dei membri della situazione relazionale.

Caratterizzata come “rappresentazione o immagine inconscia”, l’imago è uno schema immaginario acquisito, un prototipo inconscio che orienta in maniera specifica il modo in cui il soggetto percepisce l’altro, orientandone le proiezioni. L’imago è un cliché statico attraverso cui il soggetto considera l'altro e può quindi obiettivarsi sia in sentimenti e condotte che in immagini.

Formatasi sulla base delle prime relazioni del bambino con l’ambiente familiare, l’imago non viene considerata come correlato di figure reali, ma presenta carattere fantasmatico; così ad un’imago genitoriale minacciosa e terribile possono corrispondere genitori reali estremamente miti. Nella teoria junghiana, il ricordo di una persona amata nell'infanzia, proiettato nell'età adulta, diventa modello inconscio per il soggetto.

Per Jung, l’imago parentale nasce sia dalle influenze reali dei genitori che dalle reazioni del bambino; è un prodotto co-costruito di esperienze reali e rappresentazioni individuali, ma difficilmente il soggetto coglierà appieno e in modo conscio quanto l’imago sia intrapsichica, quanto sia un prodotto mentale soggettivo.

I cosiddetti “spiriti dei genitori” costituiscono dunque, secondo Jung, le imago parentali e gli aspetti inconsci rigettati dalla coscienza, cioè elementi estranei e fuori dalla mente. Ciò che nell’infanzia costituiva un’influenza molto reale e importante (le figure genitoriali in tale fase sono preponderanti per lo sviluppo psichico dell’individuo) è, nella fase adulta, relegata nell’inconscio.

Anche altre figure tendono a costituire elementi di immediata influenza ambientale: per l’uomo ad esempio ci sono quelle femminili. Per un uomo adulto, la donna con la quale condivide la quotidianità è pressappoco sua coetanea, ha lo stesso stile di vita e lo accompagna attraverso le restanti fasi dell’esistenza. Anch’essa, alla stregua delle figure genitoriali, pian piano si costituisce come imago non da rigettare, come quella dei genitori, ma da tener viva per consultarla in qualità di fonte di informazioni preziose.

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Esiste, però, anche un’altra dimensione del femminile, presente in ogni individuo. È una componente intrinseca all’uomo, strettamente associata alla dimensione maschile. Per Jung “il genere femminile del complesso dell’Anima” può trovare una spiegazione, “oltre che nell’influenza della donna, anche nella femminilità propria del maschio”. È questa una qualità importante dell’Anima dell’uomo, contenere in sé elementi femminili e maschili; molto spesso l’uomo cerca di reprimere gli aspetti femminili della sua personalità, relegandoli nella sfera inconscia. La psiche umana si costituisce in modo innato e tale costituzione presuppone l’esistenza di elementi femminili e maschili associati; ciò spinge Jung ad affermare che qualsiasi individuo ha in sé sia il femminile che il maschile.

Allargando però la sua visione, Jung include molte immagini virtuali, contingenti ed emergenti in virtù di una certa e precisa struttura delle cose e dei fatti del mondo, di determinate potenziali relazioni. Si vengono così a creare immagini virtuali tante quante sono le figure con le quali ci relazioniamo e rappresentano categorie a priori di natura collettiva, inconsce e prive di contenuto. Queste immagini acquistano pregnanza e contenuti ogni volta che l’individuo le “colora” con avvenimenti reali, con relazioni.

 

per approfondimenti

  •  Enciclopedia Treccani
  • La Repubblica.it
  • Enciclopedia della Psicoanalisi, Ed. Laterza
  • Psicoanalisinews.it

 

(a cura della Dottoressa Benedetta Marrone)

 

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Tags: inconscio imago jung prototipo relazioni schema rappresentazione

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