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Aborto adolescenziale (139556)

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Lucia 17

Salve, sono qui per raccontarle di un problema che mi è accaduto circa due anni fa. Avevo 14 anni e stavo da quasi due anni con un ragazzo di 18, Luca. Avevamo rapporti sessuali, ma non usavamo anticoncezionali fidandoci del coito interrotto, ma purtroppo rimasi incinta. Inizialmente volevo occuparmene da sola senza mettere in mezzo i miei genitori, ma vedendo poi che Luca, forse preso dal panico, non accorgendosi di una situazione così grave, non mi stava vicino e prendeva il tutto molto alla leggera; così lo dissi ai miei genitori, e ovviamente, all'inizio la presero molto male, ma riflettendoci sopra, hanno capito che avevo un gran bisogno d'aiuto. Io non avevo nessuna intenzione di tenere il bambino e così dopo un lungo percorso di visite mediche, assenze scolastiche e lunghi pianti con l'aiuto dei miei genitori, ho effettuato l'aborto: ancora adesso se ci penso rivivo il malessere assoluto di quel periodo. Durante tutto questo periodo, Luca si limitava a tentare di chiamarmi, ma per me era totalmente finita, dopo uno shock del genere non sarei mai più riuscita ad essere come prima con lui, sebbene ci abbiamo provato. Dopo qualche mese ho conosciuto un altro ragazzo e Luca si dimsotrava molto geloso e possessivo, ma io cominciai a frequentare, comunque, questo ragazzo. Nel periodo che va dai miei 15 anni e mezzo fino ai 16 e mezz, ho tentato di ricostruire un'amicizia con Luca, che inizialmente sembrava funzionare, ma poi si rivelò un morboso tentativo di provare a "risedurmi": da quando ci eravamo lasciati a quel momento io frequentai altri ragazzi, e quando si accorse che il suo tentativo di riprovarci con me non andò a buon fine, ma bensì che io uscissi col mio attuale ragazzo, Giacomo, lo fece infuriare terribilmente e mi torturò moralmente in diversi modi: inizialmente si inserì in quello che era il mio gruppo di amici, cominciando a mettermi tutti contro. Poi tramite altri particolari, quali una scritta sotto casa e varie telefonate mi diffamò in giro per il quartiere facendomi passare per una sgualdrina. Giacomo mi è stato molto vicino e mi ha sempre ascoltato quando avevo bisogno in quel periodo difficile. Ma io non perdonerò mai Luca per quello che mi ha fatto, adesso io ho 17 anni, ma lui ne ha quasi 22, è assurdo per un ventiduenne fare cose del genere. Con la mia famiglia pensavamo alla denuncia, ma non voglio passare nel campo legale, da un periodo a questa parte lo ignoro e basta, e sò che è la decisione migliore avevo semplicimente bisogno di parlarne VERAMENTE con qualcuno per la prima volta. La ringrazio.

Grazie  a te Lucia, per aver voluto condividere con noi un esperienza e un dolore così grande e personale. Dalle tue parole possiamo solamente cercare di immaginare quello che tu possa aver passato e la sofferenza provata nel fare una scelta così difficile in un momento della vita dove forse si è ancora troppo giovani anche solo per pensare ad una cosa così importante. L’esserti confidata con i tuoi genitori, probabilmente difficile all’inizio, forse  anche per paura di deluderli, è stata la soluzione migliore,sia nel momento in cui hai dovuto affrontare tutto il percorso che ti ha portato poi all’aborto, sia ora che sai che cmq puoi parlare con loro, cercando la soluzione migliore per affrontare i comportamenti, non certo maturi di Luca, il quale al contrario di te, probabilmente non è ancora riuscito a superare e a capire la situazione. Ti faccio i mie complimenti per come hai gestito questo avvenimento non ostante la tua giovane età e per la maturità che hai nel raccontare quello che a volte, sarebbe più facile dimenticare. Un abbraccio forte e tanti auguri per la tua vita.

(Risponde la Dott.ssa Minozzi Sara)

Pubblicato in data 01/12/09
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