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Adolescenza (006895)

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Miriam, 17 anni

Egregi dottori, vi prego di considerare la mia richiesta d'aiuto. Davvero, mi sembra di aver bisogno di aiuto. Una ragazza della mia età dovrebbe saper divertirsi, dovrebbe interessarsi ai ragazzi, alla moda, dovrebbe provare dei sentimenti. Allora perchè io mi sento così indifferente e scostante? Nulla mi ferisce, nulla mi scuote. Le giornate si susseguono uguali e le notti non portano riposo. Non sono un tipo ansioso, anzi, mi piacerebbe essere in grado di provare ansia per qualcosa, per un incontro o un interrogazione, per cose del tutto normali ma di cui, però, non mi importa. Vado avanti fingendo, ma mi sto facendo solo del male. L'unico sentimento che sento d provare è l'invidia verso chi, al contrario di me, sembra vivere davvero. Non so quando sia nata questa situazione, ma ogni volta che cerco di liberarmi della mia "maschera" c'è sempre qualcosa che mi impedisce di esser libera. Un commento di un amica, una forte critica, il disprezzo verso il mio comportamento.
Sento che c'è qualcosa dentro di me che vuole venire fuori, ma quella stupida maschera è come se mi imprigionasse in questa indifferenza. Neanche una dichiarazione d'amore mi scuote. E non posso liberarmi della maschera, altrimenti le persone intorno a me se ne andranno e non voglio rimanere sola. So che si tratta di un problema adolescenziale, non dovrei ingigantirlo così, ma ogni volta che qualcosa che dovrebbe emozionarmi mi lascia invece indifferente mi prende una specie di panico. Mi chiedo se sono schizofrenica. Grazie per avermi ascoltato, spero di ricevere presto una vostra risposta.

Gentile Miriam, ti tolgo subito il dubbio, non sei schizofrenica. Nella schizofrenia vi è almeno uno dei seguenti sintomi che tu non presenti: deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato, comportamento disorganizzato o catatonico per almeno
6 mesi. Se fossi in te non mi preoccuperei molto della diagnosi, quanto di un elemento che mi è subito balzato agli occhi ad una prima lettura della tua lettera: "E non posso liberarmi della maschera, altrimenti le persone intorno a me se ne andranno e non voglio rimanere sola." Cioè, tu dici di portare una maschera, e che questo ti fa soffrire molto.
Però la diagnosi esatta tu la fai quanto dici di non poterti liberare dalla maschera altrimenti le persone che hai intorno ti lascerebbero SOLA. Come se in qualche modo gli altri non ti accetterebbero per quello che sei, al limite anche depressa, però vera. Le domande che nascono spontanee sono: Come hai iniziato ad indossare questa maschera e per chi? Chi se ne andrà se tu ti liberi della maschera? Chi aiuti o proteggi tenendo questa maschera? Voglio darti una considerazione su tutte: tu all'inizio della lettera scrivi: "Egregi dottori, vi prego di considerare la mia richiesta d'aiuto. Davvero, mi sembra di aver bisogno di aiuto". Questo che tu dici è molto importante, perchè capire di avere bisogno di aiuto vuol dire già essersi aiutati a metà. L'altra metà è seguire questa richiesta: io voglio considerare la tua richiesta d'aiuto, che non mi sembra una richiesta d'aiuto sciocca o maldestra, ma una richiesta d'aiuto seria. A volte con poche consultazioni puoi mettere in grado qualcuno di aiutare te stessa, e quindi aiutarti. E' nell'adolescenza che si costruisce buona parte dell'identità: più che sminuire i tuoi problemi come "adolescenziali", puoi prenderli sul serio. Io considero la tua richiesta d'aiuto. Fallo anche tu, per te stessa. Puoi rivolgerti ad uno psicologo del territorio o ad uno privato. A volte il problema, è proprio quello di non prendere in considerazione il problema. Spero di averti aiutato con la mia risposta, e credo che la tua lettera sia importante e significativa, perchè forse è il primo passo attraverso il quale tu stai proprio facendo quello che vorresti: toglierti la maschera. Cordiali saluti.

( risponde il dott. Luca Saita )

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