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Ansia (136491)

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Deborah 17

Salve, mi chiamo Deborah e ho 17 anni. In quest'anno mi sono accadute molte cose spiacevoli, come la morte di mio padre e la delusione che ho ricevuto da un ragazzo a cui tenevo molto. Io ho un carattere molto insicuro e pessimista, ma da un paio di mesi a questa parte quando esco con gli amici o, sono tra le persone, non sono me stessa o non riesco a divertirmi senza pensare che quel ragazzo non sia più con me. Spesso piango perchè mi sento sola e cerco in continuazione la persona giusta per me, per non sentirmi più sola, ma spesso sono delusioni su delusioni. In famiglia ho un buonissimo rapporto con mia mamma, anche se alcune volte abbiamo delle discussioni, e in alcuni giorni tendo a isolarmi anche da lei. A scuola vado abbastanza bene, ma spesso quando mi interrogano davanti a tutta la classe balbetto e non riesco ad esprimermi bene. Al sabato sera quando esco con amici o vado in discoteca non riesco a divertirmi perchè penso sempre a lui o al mio ragazzo futuro.

Cara Deborah, deve essere un momento veramente difficile! Nell’ultimo anno hai subito due perdite importanti, due lutti. E’ naturale che ti isoli, piangi, non ti diverti e rimugini in continuazione. Il tuo mondo è vacillato, in modo prepotente e subitaneo. Quello che colpisce è che tu ti focalizzi sulla perdita del ragazzo, non su quella di tuo padre. Questo fa pensare che la morte di tuo padre deve essere stata davvero devastante, qualcosa che non riesci a pensare, di inaffrontabile per te. L’assenza di un genitore, soprattutto quello maschile, in particolar modo in adolescenza, fa sentire con le spalle scoperte, con le gambe troncate e le parole inceppate. In considerazione di ciò, puntare esclusivamente o quasi sul partner, ha due significati. Da una parte, permette di non pensare e affrontare la morte del proprio genitore, la sua mancanza, tutta la rabbia, il dolore e la desolazione conseguente. Dall’altra, questa perdita deve aver accentuato la tua insicurezza con gli altri, soprattutto col sesso maschile e tutte le tue relazioni sembrano rivolte alla conferma di te stessa, ottenibile soprattutto grazie alla presenza di un partner. In questo modo, non avrai mai pace e non avrai ciò di cui hai bisogno. Tu non vuoi una relazione, ma solo un compagno in cui rispecchiarti, qualcuno a cui aggrapparti. Ma questo, farà di te una persona ancora più dipendente e fragile, incapace di camminare con le proprie gambe. Non possono che esserci delusioni su delusioni, perché con la testa cerchi una certa persona, ma il tuo bisogno di porta ad accettare altre cose, altri tipi di persone, quelle che ti fanno credere di sorreggerti. Ma non è così, non può essere così. Capisco bene che debba essere molto duro prendersi cura di sé, mettere mani in questo dolore immenso, più che mai a 17 anni. Ma se non fai questo percorso, non c’è possibilità di serenità né crescita. Probabilmente, sarebbe di aiuto rivolgerti a qualcuno che può accompagnarti e sostenerti in questo difficile cammino. Insieme a qualcuno ci si sente spalleggiati e meno spaventati. Ma in questo caso, non si tratta di qualcuno che ti promette la felicità, ma che ti aiuta a trovare le tue risorse per trovare in te la felicità. Il primo passo, può essere parlare con tua madre di questa difficoltà e di questa necessità, come inizio di apertura. La chiusura infatti, non fa che incrementare l’angoscia ed il senso di inconsistenza, lasciandoti molto sola. Devi vivere un vuoto e un’angoscia profonda! Nessuno però, può portartele via, puoi solo starci, per capire quanta forza c’è in te, per capire quanto sei capace di andare oltre. La persona più giusta per Deborah, sei solo tu Deborah! Spetta a te prenderti per mano nella tristezza, per poterti dare la gioia e spensieratezza che meriti.

(Risponde il Dott.ssa Sabrina Costantini)

Pubblicato in data 11/08/09
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