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Ansia e depressione (015604)

on . Postato in Adolescenza | Letto 106 volte

Silvia, 22 anni
Buonasera dottore, sono una ragazza di 22 anni e provengo da una famiglia pressocchè normale: una madre molto presente, un padre che non mi fa mancare mai niente e una sorella di tre anni più grande che mi fa da madre e da padre messi insieme. Diciamo che rispetto a mia sorella io sono un tipo più riflessivo e pensieroso e anche più scatenato. Quando stavo al liceo soprattutto dal terzo anno in poi uscivo sempre, non volevo mai stare a casa e fumavo gli spinelli (tanti), questo in concomitanza con l'introduzione di un nuovo membro nella nostra famiglia: mia nonna. Lei è venuta ad abitare con noi dopo la morte di mio nonno e si è ammalata di alzeimer e per di più sono 2 anni che è immobile nel letto perchè si è rotta il femore, e nonostante la fisioterapia, non è più riuscita a camminare. Vi dico questo perchè da quando c'è lei tutto è cambiato nella mia famiglia, potete immaginare; mia madre la pulisce e la cura tutti i giorni e si lamenta spesso perchè nn ce la fa. Noi le diamo una mano ma la situazione è un pò pesante...Anche per questo forse io voglio sempre uscire, per evadere forse da questa atmosfera...sta di fatto che 2 anni fa ho sofferto di depressione e ho seguito una cura farmacologica e psicoterapeutica. In seguito a questo evento ho cambiato un pò di cose nella mia vita (amicizie, facoltà, modo di rapportarmi agli altri...) e ho cercato di essere un pò più responsabile e più presente dentro casa. Le cose sono andate bene per un anno : ho fatto nuove e apparentemente buone amicizie, andavo bene all'università, un buon rapporto coi miei...insomma stavo bene con me stessa e con gli altri. Quest'anno è morta la mia gatta a cui io tenevo molto, per me è stata una grave perdita e ho iniziato a vedere il male che mi circonda, cioè vedevo la realtà con più malizia, poi a peggiorare la situazione ci si è messa l'università che ho lasciato e l'ennesima depressione...diciamo che il mio è un lieve disturbo bipolare. La mattina mi sveglio con una paura allucinante, con un grande senso di responsabilità che mi opprime (in quanto devo capire qual'è la mia strada e quindi quale facoltà decisiva devo intraprendere) e fumo tantissime sigarette (gli spinelli non li fumo più da 2 anni), i miei pensieri scorrono veloci e ci metto molto per controllarli...poi quando questa paura finisce subentra la tristezza e un senso di fastidio, è come se avessi la febbre...e inizio a pensare alle persone che mi circondano...infatti dato il mio umore nero degli ultimi 3 mesi, 2 mie care amiche si sono allontanate e non vogliono più saper niente di me. La cosa mi fa male,perchè io non avevo l'umore nero nei loro confronti, cioè non le trattavo male, dicevo loro solo le mie angosce e parlavo del mio malessere e avevo bisogno del loro aiuto e della loro compagnia, ma invece di starmi vicino sono scappate, sono 22 anni che mi succede così...appena credo di aver trovato un'amica....


Cara Silvia, certo non è facile stare vicino alle persone quando attraversano momenti depressivi, ma una amica vera deve saperlo fare. Evidentemente l'amicizia non era così solida..... Per quanto riguarda il tuo problema depressivo, direi che la psicoterapia che hai fatto ti ha aiutata ma evidentemente non ha risolto tutto quello che avrebbe dovuto risolvere. Non rinchiuderti dentro una diagnosi: un lieve disturbo bipolare non vuole dire quasi nulla, e non esiste passaggio nel nero dell'anima (depressione) che non comporti una risalita ed uno spostamento sul piano opposto, quello del benessere e dell'attività (se eccessivo definito maniacale). Insomma, la depressione è cosa che appartiene a tutto il genere umano, dove più e dove meno. E quando ci sono delle problematiche interiori irrisolte il passaggio per momenti depressivi è piuttosto comune. Ti consiglierei quindi di intraprendere un nuovo percorso di conoscenza interiore, questa volta magari senza l'utilizzo di farmaci, che soffocano le emozioni e rendono il lavoro meno facile e completo. Se te la senti, ti consiglierei di non tornare dal terapeuta con cui hai già fatto una parte di percorso; permettiti di cambiare, perchè con un altro riferimento facilmente escono fuori nuove tematiche e nuove problematiche. Un percorso di tipo psicanalitico potrebbe essere adatto, perchè lavora nel profondo, e sembri una persona che ha bisogno di andare a fondo nelle cose. Datti da fare e cerca un riferimento cui poterti affidare: sei giovane e non ti servirà molto tempo per sbloccare la tua situazione; ma non stare ferma, affronatala.

 

( risponde la dott.ssa Elisabetta Corberi )

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