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Assenza di motivazioni (118844)

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on . Postato in Adolescenza | Letto 172 volte

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Umberto 11

Siamo genitori quarantacinquenni di un figlio di 11 anni. Negli ultimi 2 anni in particolare manifesta sempre un minor stimolo alle motivazioni. Porto esempi: non esegue di sua spontanea volontà i compiti e li fa sempre con mediocre impegno nonostante sia controllato continuamente, riuscendo però ottimamente nei risultati; nello sport l'impegno è praticamente inesistente, in piscina quando può (se non visto) si tira ai galleggianti tra le corsie e, una volta richiamato, smette. Recentemente ha iniziato un corso collettivo di tennis ma quando ha giocato un'ora con papà che lo correggeva per errate impostazioni è rimasto praticamente fermo in mezzo al campo, compiendo ridicoli movimenti per colpire la pallina sempre senza assoluto impegno. Viceversa la cosa che nel tempo libero vorrebbe unicamente fare è il gioco al computer con giochi di simulazione (auto, combattimento a livello strategico). Noi genitori siamo confusi. Il papà si ritiene un perfezionista e cerca di stimolarlo molto correggendolo ogni volta possibile, lodandolo poche volte perchè nel tempo libero, quando lo osserva, pochi sono i momenti di impegno come desidererebbe. La mamma invece pensa che, poichè il giudizio del padre sia molto importante per il bambino, il continuo suo giudizio negativo influisce sulla scarsa stima che il bambino si crea. Questa confusione che si crea influisce negativamente sul bambino che vuole esclusivamente giocare con il computer ed in quasi tutte le attività manifesta poco impegno. Nei momenti liberi non intraprende alcuna attività ma quando è a casa cerca di coinvolgere noi genitori in attività da fare con lui, senza però indicare cosa vuol fare. Siamo disponibili ad ogni chiarimento risultasse necessario e ringraziamo in anticipo per qualsiasi indicazione fornirete. Saluti.

Salve genitori di Umberto. Quello che mi sembra di capire è che c'è una forte preoccupazione riguardo ai comportamenti di vostro figlio. Mi sembra che, a buon ragione, questo crei una forte ansia nei confronti di quest'ultimo. Un'aspetto che non avete specificato è inerente al rapporto con il gruppo dei pari di vostro figlio. Dato che non vorrei sottovalutare la situazione ritengo opportuno consigliarvi di svolgere un'approfondimento clinico presso una terapeuta familiare qualora lo riteniate opportuno. Questo permetterebbe sia di chiarire la situazione, sia di vedere se si sono innescate delle dinamiche relazionali particolari, sia di sedare, in una certa qual misura, le vostre ansie. Nel rispondervi in questi termini non voglio assolutamente svalutare il vostro problema ma solo passarvi l'idea che non è possibile tramite e-mail fare una diagnosi o prescrivere una cura miracolosa. Spero che queste poche parole vi possano essere di aiuto, cordiali saluti.

(risponde il Dott. Lorenzo Flori)

Pubblicato in data 12/06/08

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