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Bugie (134387)

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on . Postato in Adolescenza | Letto 305 volte

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Monica 44

Sono Monica una donna felicemente sposata, lavoro come recptionist in un hotel, mio marito è un dipendente pupplico, abbiamo un figlio di 14 anni Andrea, frequenta la 3 media, da un po' di tempo racconta bugie, nega anche davanti all'evidenza, non fa più i compiti o meglio strappa le pagine del diario x farci vedere che non ha compiti da svolgere, il tutto è successo da quando gli abbiamo detto che dobbiamo trasferici nel paese in cui io e mio marito lavoriamo, Tutti e due facciamo 60 Km al giorno per recarci al lavoro, quindi due macchine che vanno nello stesso paese ma in orari diversi. Oggi ho scoperto anche che ruba piccoli oggetti, senza valore, nei negozi in cui andiamo a fare spesa. Io no so più come comportarmi con lui. Aspetto una vostra risposta in merito. Grazie cordiali saluti. Monica.

Cara Monica, capisco bene la sua preoccupazione di mamma. Suo figlio mostra comportamenti allarmanti, strappare le pagine del diario, non svolgere i compiti, fare piccoli furti, ecc. Magari è un ragazzo, che non ha mai mostrato comportamenti del genere, fino ad ora! Ha già fatto un’eccellente lavoro però, perché ha individuato un’associazione importante! Lei ha visto che, tutto questo comportamento è insorto nel momento in cui avete deciso di cambiare casa. Suo figlio si sta ribellando alla vostra decisione di trasferimento. E’ arrabbiato e sta cercando la vostra attenzione, attraverso gesti che non ha mai avuto e che vi allarmano. In conclusione, vuole essere visto e ascoltato da voi! Forse ha solo tanta paura per questo grande cambiamento e sente di non essere preso in considerazione, circa questa decisione. Forse si sente poco importante per voi, soffrendone molto. Cambiare abitazione e paese deve spaventarlo molto, soprattutto in connessione con un altro cambiamento importante: ovvero il passaggio alle scuole medie alle superiori. Si sono uniti due grandi passi, che lo portano a doversi ambientare in una nuova scuola, con compagni ed insegnanti totalmente nuovi, vicini sconosciuti, una casa per lui estranea, ecc. I cambiamenti fanno sempre molta paura, ma a quest’età più che mai! L’adolescenza infatti costituisce un momento di crescita, un passaggio alla vita adulta, con nuove possibilità, ma anche responsabilità, doveri, aspettative, ecc. E’ anche il momento in cui si scopre il senso della propria identità e con esso le mille incertezze, legate a ciò che si sta diventando, a ciò che gli altri vorrebbero, a ciò che non si riesce ad essere, alla capacità di stare in relazione con gli altri, al cambiamento del proprio corpo, ai primi stimoli sessuali, ecc. Ritrovarsi in un corpo diverso, modificato troppo velocemente equivale a perdere la bussola e la rotta della propria navigazione. Non a caso poi, la casa rappresenta simbolicamente il corpo, perché entrambe sono vissuti rifugi, protezione e confini fra dentro e fuori, fra noi e gli altri. Questo non vuole dire che lei e suo marito non abbiate il diritto di avvicinarvi al luogo di lavoro, tutt’altro, ma potete farlo, tenendo conto delle paure di vostro figlio. Dovete tener presente che, le vostre paure sono mitigate da ciò che desiderate e da quanto ci guadagnate. Vostro figlio, di primo acchito non ci guadagna niente! Dal suo punto di vista, ha ragione ad essere arrabbiato. Subisce una condizione, senza poter intervenire. Non vi dovete spaventare della forza di questi vissuti, ciò non vuol dire che non vi vuol bene, ma che semplicemente è un adolescente, in preda ad una serie di emozioni che non sa dominare. Quello che potete fare è parlarci, chiedergli cosa ne pensa del trasferimento, del cambiamento di scuola e di mille altri cambiamenti. Lasciare spazio ai suoi vissuti di rabbia e paura. Tenga conto Monica, che suo figlio non è consapevole di ciò che sta vivendo, lo sta agendo negli atti da lei descritti, proprio perché manca la chiarezza di ciò che gli capita, per cui è probabile che negherà qualsiasi difficoltà. Dovrete aiutarlo voi a riconoscere le proprie emozioni, a viverle come naturali e giuste, facendogli sentire il vostro appoggio emotivo incondizionato. In bocca al lupo.

(Risponde la Dott.ssa Sabrina Costantini)

Pubblicato in data 24/06/09
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