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Disturbi del comportamento in età adolescenziale (128636)

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on . Postato in Adolescenza | Letto 237 volte

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Cinzia 41

Salve, sono la mamma di un ragazzo di 14 anni, che frequenta il primo anno di scuola superiore.Circa un mese fa Yuri e' stato vittima di episodi di bullismo,(un pugno, bruciature, e prese in giro), da parte di alcuni compagni di classe. Ha riferito sia a noi genitori che agli insegnanti tali episodi con coraggio e determinazione. Gli insegnanti hanno immeditamente preso provvedimenti educativi nei confronti degli alunni interessati e questi hanno smesso. Mio figlio attualmente e' emarginato dalla maggior parte dei suoi compagni. Gli insegnanti, successivamente in vari colloqui mi hanno riferito che il ragazzo mostra disagio e ansia. I compagni hanno riferito agli insegnanti che spesso Yuri li provoca con parolacce e insulti. Fin dalle elementari Yuri non si e' mai comportato in modo adeguato a scuola, le maestre prima e i professori in seguito mi hanno sempre detto che avevano la sensazione che volesse in tutti i modi attirare l 'attenzione su di se' perche' probabilmente soffriva per la separazione, avvenuta proprio durante le elementari. E' possibile che il dolore per la separazione abbia fatto scattare in lui sentimenti di abbandono, che gli creano problemi nel consolidare amicizie per cui si comporta in modo da abbandonare per paura di essere abbandonato? Ed e' possibile che viva tutto questo come un trionfo perche e' lui a essere il "regista"? E' possibile che gli episodi di bullismo di cui e' stato vittima siano stati, in parte, provocati dal suo comportamento? Yuri e' un ragazzo introverso, difficilmente riesco a capire le sue emozioni. Come posso intervenire per aiutarlo?

Cara Cinzia innanzitutto devo dirti che le ipotesi che proponi sono abbastanza valide. Ma per aiutare tuo figlio non ha nessuna utilità fare ipotesi e poi non verificarle per mettere in atto comportamenti che aiutino a risolvere il problema. Avvaliti della consulenza di uno psicologo, vacci tu per prima, illustra il problema e cerca di farti aiutare ad attuare strategie di comportamento che consentano a tuo figlio di vedere che comprendi quanto soffre. Poi suggeriscigli di consultare uno psicologo (lo stesso che hai consultato tu ovviamente) per capire il motivo per cui si comporta in un certo modo. Non nascondergli che tu sei già andata dallo psicologo per te stessa: sarebbe ingannarlo e scoprirlo te lo metterebbe contro più che mai. Ma è importante renderlo prima tuo alleato e fargli capire che non è lui il problema, ma che ci sono cose che da soli non capiamo neanche su noi stessi. In bocca al lupo.

(risponde la Dott.ssa Agnese Tiziana Magno)

Pubblicato in data 17/12/08
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