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Disturbo ossessivo compulsivo e personalità borderline (114307)

on . Postato in Adolescenza | Letto 753 volte

Maria 47

Mia figlia ha 16 anni e mezzo e all'età di 13, in seguito ad un picco di sintomi (in realtà fa psicoterapia a fasi da quando aveva cinque anni circa, perchè cominciò improvvisamente a vedere macchie a ripetere frasi e gesti in maniera ossessiva) le è stata diagnosticato il DOC con organizzazione bordeline di personalità. A distanza di anni, in cui è sottoposta a dosi, sencondo me, alte di MODITEN DEPOT (una fiala ogni 15 gg), più al bisogno LARGATTIL ed EN, i pensieri ossessivi e tremendamente angoscianti si sono un pò placati anche se spesso l'ansia e il senso di inadeguatezza normale per un adolescente, ma per lei esasperato, la portano ancora ad essere aggressiva, (anche se rarissimamente adesso) autolesionista, molto angosciata e a vivere male o non riuscire ad affrontare attività tipo la vita scolastica. Da nove mesi (è partita da lei la richiesta essendo molto consapevole e con una grande voglia di stare bene) vive in una Comunità terapeutica, anche a causa di una situazione familiare poco armoniosa in quanto io e mio marito non siamo mai sulla stessa linea di comportamento e questo pare sia deleterio per lei. A me non sembra di vedere grossi miglioramenti e forse neache troppo impegno a fare delle cose, ma  non so capire se a causa del malfunzionamento della comunità, se per una preoccupazione esagerata da parte mia che vorrei vedere cambiare e guarire mia figlia, o se perchè il suo disturbo è tale da non dare grosse possibilità. Quello che vorrei sapere è se esistono cure diverse, più mirate che consentano magari di lasciare i farmaci, e se potete indirizzarmi a qualche specialista nel campo. Mi hanno detto che la terapia cognitiva comportamentale non è adatta in questo caso e che comunque è solo un palliativo ma non una cura, e' davvero così? Vi prego, datemi delle indicazioni perchè il tempo passa e mi hanno detto che si deve agire finchè il cervello o la personalità sono in fase evolutiva, poi sarebbe tardi e io vedo che il tempo passa e mi sembra che si faccia troppo poco. Distinti saluti e grazie.

Maria ti parlo da psicologa proprio ad orientamento cognitivo-comportamentale. Il trattamento è quello più educativo da un punto di vista comportamentale e quindi i miglioramenti non dovrebbero tardare. Certo, da quello che racconti la gravità dei sintomi è davvero impressionante anche se, poichè la richiesta è venuta proprio da lei, pare avere una certa consapevolezza di malattia. Un disturbo tanto complesso deve essere gestito in condivisione e con un trattamento multidimensionale. Questa è la vostra strada! Non è un palliativo, la terapia come non lo è la farmacologia... devo essere imprescindibili l'una dall'altra ed è necessario che vi siano persone che sappiano fare bene il loro lavoro in equipe. Il fatto dell'età è un po' ambiguo: certo, sarebbe meglio intervenire il prima possibile... ma per garantire una qualità di vita a tua figlia ed alla tua famiglia migliore. Non è vero che una volta formatasi la personalità non si fa più niente... anche perchè la personalità è sempre in via di sviluppo ed anzi, credo che l'intervento precoce sia stato affrontato. Il fatto che i miglioramenti siano un po' lenti può dipendere dalla gravità del disturbo. I farmaci... beh ogni anno si dovrebbe provare lo scalaggio sia nei ragazzi che negli adulti e monitorare in che modo la persona si assesta... se il tuo psichiatra non è disposto a fare questo... forse il problema è "personale" non metodologico. 

(risponde la Dott.ssa Sara Ginanneschi)

Pubblicato in data 24/05/08

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