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Il mio ragazzo è morto per overdose di eroina a 20 anni (129741)

on . Postato in Adolescenza | Letto 283 volte

Jen 14

Ho conoscituo Lorenzo perchè era un amico di mio cugino. A dir la verità sin dall'inizio mi dava sui nervi, non lo sopportavo, era troppo sbruffone, se la tirava e per di più mi stuzzicava. Ogni volta che andavo da mia zia (circa 2/3 volte a settimana) lui c'era, insopportabile come sempre e poi cosa voleva? Io ero una bambina quasi adolescente col mio bellissimo amore in testa, e lui solo un quasi adulto che secondo me non doveva perdere tempo a provarci con me. Così è stato fino a maggio. Un paio di giorni prima del mio compleanno, non so come mi si sono aperti gli occhi e fu come se io non l'avessi mai visto prima, era bellissimo, era simpatico, furbo e intelligente, ma soprattutto voleva me. Forse a quel bacio ci stetti per gioco, per provare, forse per lui non era solo questo. Per me si di sicuro era partito per gioco, come una scommessa, ma poi è diventato un sentimento vero, che cresceva ogni giorno di più. Si potrebbe dire che un ragazzo di 18 anni in una di 12 avrebbe voluto solo sesso ma invece non era così. Lui ha rispettato le mie scelte, non mi ha mai forzata a fare qualcosa contro la mia volontà. Lorenzo aveva molti problemi in famiglia: erano 5 figli (altri 2 maschi, uno di 20 e l'altro di 16, e altre 2 femmine, una di 23 e una di 11), il padre è un comandante dell'esercito in pensione (quindi i soldi non mancavano, anzi!), quando era a casa ha sempre picchiato i figli maschi, mentre la madre con le figlie fa la vita da grande signora, fregandosene. Lorenzo, forse a causa di questa precaria situazione familiare ha cominciato la sua storia con la droga. Io inizialmente non sapevo nulla, sono venuta a conoscenza di questo quando lui ormai era arrivato all'eroina. Dopo qualche mese che eravamo insieme, mentre era con suo fratello (quello di 16 anni) nel bagno di un centro commerciale e stava male perchè non voleva farsi un'altra dose ma il suo corpo ne aveva bisogno, ecco.. suo fratello che non sapeva che fare mi ha chiamata dicendomi di correre lì, che aveva bisogno del mio aiuto, e che non sapeva che fare. Io preoccupata sono subito anadata lì, e ho Lorenzo seduto in un angolo dentro il bagno con una siringa in mano e Alex fuori che piangeva. E'una specie di shock, ormai era troppo tardi per lasciarlo, ero troppo legata a lui e al suo amore per lasciarlo, ero (e sono) troppo innamorata per riuscirci. Mi fece giurare in lacrime di aiutarlo con il mio amore, mi disse che non voleva morire, che se l'amavo lui non sarebbe morto. Bhe, per un'overdose da eroina, mi ha lasciata il 30 settembre. Da allora non sono più la stessa, mangio poco e quel poco che mangio lo vomito, non ho amici, non esco mai tranne che per andare a scuola o a casa dei miei parenti, sono autolesionista, mi taglio e mi faccio male con qualunque oggetto mi trovi tra le mani, e ne traggo un enorme piacere. Perchè io non l'ho amato abbastanza, ed è stata colpa mia. Mi sento una M____. Non so cosa fare, ho bisogno d'aiuto. Grazie.

Mia cara Jen, ha raccontato una storia straziante, soprattutto per una ragazza di soli 14 anni! Credo che abbia bisogno di aiuto, di un aiuto concreto ed intenso, intenso quanto il suo grande dolore. Quello che la sta demolendo non è il dolore, ma come affronta il dolore ed il senso di colpa. Si sta punendo ingiustamente e duramente, attraverso l’isolamento, il rifiuto del cibo, i continui tagli. Lei è caduta nell’illusione del tossicodipendente di essere indenne dalla morte, di poterla sconfiggere solo attraverso la volontà e la sfida. La realtà, è che lei non poteva fare nulla per Lorenzo. Con tutto l’amore del mondo, non avrebbe potuto fare nulla. L’unico che poteva fare qualcosa per sé era Lorenzo stesso, che avrebbe dovuto riconoscere la propria impotenza, la propria dipendenza e chiedere aiuto ai servizi deputati e competenti nell’aiutarlo. Chiedere aiuto a lei, è stato come passare un testimone su ciò che lui non riusciva a gestire. In questo è stato non solo preda di un’illusione, ma anche violento, esponendola a grandi rischi ed atroci sofferenze. Proprio quello che le sta capitando. Mi chiedo dov’è finita la sua rabbia. Invece di colpevolizzarsi, dovrebbe essere arrabbiata con lui, che si è mostrato invasivo, che l’ha introdotta forzatamente in un mondo e in una problematica più grande di lei, a soli 12 anni! Lei dice che non l’ha mai spinta a fare ciò che non si sentiva, bhe, in compenso l’ha gettata in pasto ad una disperazione e ad una dipendenza totale. Non aveva nessun diritto di portarla così velocemente, in un mondo così enorme e frustrante. Questo non è amore! E’ bisogno, pretesa ed egoismo. Dall’altra c’è da chiedersi perché lei abbia permesso tutto questo, perché non si sia protetta, perché si sia incastrata con questa persona. Da quanto dice, anche lei mi sembra una dipendente, non dalle sostanze, ma una dipendente emotiva. Nonostante questo ragazzo non le piacesse, alla fine, per il solo fatto che le prestava attenzione, le girava intorno, anche se deridendola e scherzando su di lei, ha fatto sì che lei si attaccasse a lui, anche a prezzo della propria serenità e della propria salute. Lei Jen, si sta annullando per Lorenzo, si sta caricando di un peso che non le spetta, si sente responsabile per qualcosa che non la riguarda. La morte di una persona cara, crea tanto dolore e solitudine, ma il suo vissuto va oltre, lei si sta spingendo oltre la vita, si punisce per qualcosa che non ha fatto e non doveva fare. In tutto questo, non riesce proprio ad essere dalla propria parte, proteggendosi ed amandosi. In questo senso ha una dipendenza emotiva, mette gli altri in primo piano e sé di seguito, come fosse la ruota di scorta! Adesso è proprio il momento di amare sé, più di ogni altro. Questo è l’unico modo per imparare ad amare veramente gli altri, senza per questo danneggiare sé stessa. E’ lei il centro della sua vita, deve esserlo, lei viene prima di tutto e di tutti. Lorenzo si è ucciso perché non è riuscito a riconoscere la propria sofferenza e a chiedere aiuto, se non vuol seguirlo nella stessa sorte, deve chiedere un aiuto psicologico per sé, per darsi l’opportunità di vivere. Ha tutto il diritto di vivere, essere felice, di crescere in serenità ed essere amata.

(Risponde la Dott.ssa Sabrina Costantini)

Pubblicato in data 24/06/09
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