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Schizofrenico? (101418)

on . Postato in Adolescenza | Letto 188 volte

Gianni 22

Sono un ragazzo di quasi 22 anni e da due mesi non capisco più niente di me stesso e a tal proposito vi volevo chiedere un consiglio. All'età di circa 14 anni mi sono reso conto di avere attrazioni sessuali verso persone del mio stesso sesso e sono corso da una psicologa con cui ho fatto solo un incontro e di cui non ho un ricordo positivo. All'inizio non accettavo di essere gay e per anni mi sono rifugiato nella fantasia immaginando di essere donna. Devo aggiungere che ho sempre avuto diverse
paure e forse soprattutto della morte. Mi sono balenati in mente pensieri alquanto strani all'età di circa 16 anni ho cominciato a pensare che anime di defunti potessero impadronirsi dei miei familiari e ho cominciato a temere che le persone che più amo potessero non esistere (credevo di avere ormai quasi superato questa fase fantascientifica, per lo meno fino a due mesi fa). In alcuni momenti ho avuto paura di poter far male ai miei cari, ad esempio ucciderli. Cercando su internet ho trovato scritto che tale paura è data o da una forma di aggressività latente o da un evento che in passato abbia messo a repentaglio la vita di persone care. In effetti sia mia madre che mio fratello (le persone a cui voglio più bene in assoluto), hanno entrambi rischiato di morire a causa di una gravidanza difficile, anche se io sono venuto a conoscenza di ciò più o meno a pericolo scampato. Comunque a parte dei momenti di crisi ho sempre vissuto più o meno bene. Due anni fa circa ho avuto una esperienza pseudo-sessuale con un ragazzo, poi sono andato a vivere all'estero per qualche mese e quando sono ritornato lui era fidanzato e lo è tutt'ora con una ragazza. Il periodo, seppur breve trascorso insieme a lui, è stato bellissimo in quanto lui mi dava la sicurezza di cui io sono sempre stato carente e non avrei avuto alcun problema a passare il resto della mia vita insieme a lui. Il nostro allontanamento mi ha fatto stare molto male anche se ormai credevo che tutto fosse superato fin quando alcuni giorni fa si è rifatto vivo in qualità d'amico e ciò mi fa entrare un po' in crisi. Un evento molto importante è successo 2 mesi fa quando ho cominciato a soffrire di attacchi di panico. Ciò in realtà mi ha messo di fronte a me stesso e ho capito che tali attacchi erano degli sfoghi psichici ed infatti adesso non me ne vengono praticamente più (anche se ad intervalli mi capita di avere dei tic, ad esempio agli occhi, che avevo avuto per alcuni periodi in anni precedenti). Da allora ho cominciato a non immaginare di essere quello che non ero, ossia una ragazza. Credo di aver avuto un vuoto di personalità poiché abbattendo quella che mi ero costruito con la fantasia non ne avevo una di riserva. Tutto ciò mi ha messo di fronte alla realtà, sono stato molto male ma ora comincio a stare meglio. Ho avuto ed in parte ho forti sbalzi d'umore e nei momenti positivi ho cominciato anche ad apprezzare parti del corpo femminile. Mi pongo interrogativi su qualsiasi cosa, su chi sono, sul perchè della vita e comincio ad aver paura che il mondo in cui vivo possa essere frutto della mia immaginazione, nel frattempo mi sono ritornate in mente vecchie e nuove paure. Io credo di stare migliorando e di cominciare ad avere di nuovo un rapporto più riavvicinato con la realtà e con me stesso anche se ciò un po' mi spaventa (ho notato infatti che da quando ho smesso di immaginare di essere una ragazza sono spariti automaticamente altre forme di tic, come ad es. l'abitudine di ripetere più o meno nella mente nomi di altre persone che potessero in un certo senso essere vittime al posto dei miei familiari di eventuali morti o robe del genere). Per lo meno anche se non mi piaccio non mi vergogno di quello che sono e sono stato e comincio ad accertarmi ed infatti trovo meno difficoltà a parlare di questi problemi. Non voglio rivolgermi da un'analista sia per la brutta esperienza sopracitata e sia perchè voglio confrontarmi con me stesso e farcela da solo, infatti non prenderò mai medicinali, a parte qualche camomilla, per risolvere questi problemi. Naturalmente se sono qui a scrivere non metto in dubbio il valore del vostro lavoro ma vorrei riservarmi l'opzione psicologo per un secondo momento, per cementare il tutto. Allo stesso tempo però, vi scrivo perchè ho paura di sbagliare qualcosa e quindi di non riuscire a superare questa crisi da cui io voglio uscire vincitore. Credo che sia un momento importante anche per la mia sessualità, io non avrei ormai alcun problema ad accettare di essere gay ma sono quasi sicuro che questi orientamenti derivino da paure e difficoltà psicologiche che voglio risolvere. Il mio problema fondamentale è la paura di essere o diventare pazzo, alienarmi dalla realtà. Metto in discussione qualsiasi cosa, persone, oggetti, affetti, non ci capisco più niente. Se può esservi d'aiuto, ho un rapporto confidenziale con mia madre, mentre con mio padre ho un rapporto più distaccato che sto cercando di recuperare ma per me è quasi impossibile ora parlare di queste situazione con lui. Ho anche una sorella di 4 anni più grande che si sposerà l'anno prossimo ed anche questo mi ha messo un po' in crisi (forse ho paura del futuro? Non voglio crescere?). Un altra cosa che volevo segnalare alla vostra attenzione è che già da piccolo mi capitava di sentire delle voci di streghe che mi davano indicazioni su ciò che dovevo fare. Ho inoltre paura della solitudine, se sono in compagnia sto meglio. Ho paura di non uscire da questa situazione o di ricascarci in futuro! So che probabilmente la mia email è un po' riduttiva, infatti ci sono molte cose scaturite da questa mia autoanalisi che ometto per questioni di spazio; ma comunque vorrei se possibile avere un vostro parere in merito a quanto da me scritto: sto comportandomi bene o sarò un omosessuale schizofrenico ? Mi auguro di avere buone notizie e mi scuso per il disturbo. Un' ultima cosa, sul sito ho letto che le risposte vengono pubblicate dopo una quindicina di giorni; so che avete molto lavoro, ma poiché nei momenti negativi è davvero difficile trovare delle risposte da soli, potrei ricevere subito solo un rigo al mio indirizzo in cui mi si dica che sto procedendo più o meno bene, che ho completamente sbagliato strada, o che la mia richiesta non può trovare accoglimento? Grazie

Caro Gianni, ti tranquillizzo subito. Non sei schizofrenico nè rischi di diventarlo. Hai una tale capacità critica e auto-critica che i tuoi problemi possono collocarsi solo sul versante nevrotico, non psicotico. Dunque tranquillo, sei solo in una fase di crescita importante e difficile nella quale stai anche prendendo atto della tua sessualità (omosessualità) e questo processo è molto difficile per molte persone, soprattutto per i condizionamenti culturali che circondano questo argomento. Mi sembra che però tu sia arrivato ad un'ottimo livello di consapevolezza di te stesso e delle tue emozioni contrastanti: devi sapere che le emozioni dentro di noi sono sempre contrapposte, solo che noi per rassicurarci pensiamo di averne una o due sole per volta. Non è così. Siamo un intrico molto complesso di pensieri, idee, sentimenti ed emozioni contrastanti, siamo esseri complessi e crescere significa fare i conti con questa complessità e riuscire a conviverci. Se sei così orgoglioso da voler fare questo percorso da solo, ti auguro buon viaggio e buona fortuna, ricordandoti però che l'aiuto di un esperto può rendere il percorso più limpido, più veloce, e inoltre accetteresti di confrontarti, il che è segno di acquisita sicurezza di sè, almeno in parte. Ricorda che confrontarsi significa crescere, decentrarsi dal proprio narcisismo infantile. E' tutt'altro che un bisogno infantile.

(risponde La dott.ssa Camilla Ponti)

Pubblicato in data 22/06/07

 

 

 

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