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consiglioFrancesco, 30

domanda

 

 

Salve. Non questa estate appena passata ma la scorsa sono stato ricoverato in psichiatria con la forza senza il mio consenso.

Vivevo una crisi spirituale la mia famiglia lo ha notato e ha deciso di cercare lo psichiatra(di cui mi ero liberato tempo fa)che mi seguiva.

Vedere quel dottore non mi è piaciuto per niente anche perche secondo il mio parere era ed è un icompetente,conoscendoli mi avrebbero dato di nuovo le medicine(sono venuti per quello)e dato che mi volevano costringere mi sono arrabbiato con tutti,dottori infermieri e soprattutto la mia famiglia.

Nonostante avessi una crisi spirituale(cosa che mi è servita molto)stavo bene.Da quando mi hanno ricoverato non sogno più niente non desidero più niente le cose che prima mi piacevano non mi piacciono più (non una ma quasi tutte) non ho mai entusiasmo sento debolezza a livello mentale mi sento vuoto e la mia intelligenza è diminuita non riesco piu ad archittettere le cose come prima diciamo che non riesco a far niente.

Ammetto di avere in parte e di aver avuto dei sensi di colpa per il fatto di essermi arrabbiato molto con i miei genitori a causa del loro comportamento sopratutto loro hanno agito a mia insaputo ho 30 anni non 12.Non mi riconosco più non so cosa fare ne cosa io abbia non so come comportarmi io non mi sento più io.

 

 


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risposta

 

 

Caro Francesco,

Nel suo racconto non fornisce molte informazioni che esplicitino meglio la questione i cui principali punti sono:

- la crisi spirituale da lei vissuta;

- la richiesta di un intervento dello psichiatra, che l’aveva in precedenza seguita, da parte della sua famiglia;

- l’opposizione e il rifiuto verso lo psichiatra e la terapia farmacologica prescrittale;

- la manifestazione di rabbia, in modo particolare, nei confronti della sua famiglia a cui rimprovera di aver agito a sua insaputa;

- il ricovero forzato in psichiatria;

- la presenza di una serie di sintomi successivamente al ricovero tra i quali l’assenza di sogni, desideri, debolezza mentale.

Comprendo pienamente che l’esperienza del ricovero forzato debba essere stata un’esperienza molto dolorosa per lei e che ha prodotto una molteplicità di reazioni emotive collegate.

Il fatto che lei abbia maturato dei sensi di colpa per il fatto di essersi arrabbiato molto con i suoi genitori per il fatto di aver agito a sua insaputa, evidenzia una sua autoconsapevolezza dei comportamenti che lei ha messo in atto nel momento di “rabbia”.

Pertanto, a mio avviso, potrebbe essere proprio questa forma di autoconsapevolezza il punto da cui partire per intraprendere un percorso psicoterapeutico che vada ad integrare la terapia farmacologica per aiutarla a fare maggiore chiarezza rispetto alla problematica evidenziata, migliorare la conoscenza di se stesso, sostenere e avviare un processo di cambiamento e di recupero.

E’ importante a mio avviso, in questo momento difficile, attraverso il sostegno di uno psicoterapeuta recuperare l’area delle cose che le piacciono, dei sogni e dei desideri al fine di uscire dalla condizione di vuoto in cui sente di trovarsi riattivando nel contempo le sue risorse interne.

Un percorso quindi che la supporti nell’uscire dalla condizione in cui:

“Non mi riconosco più non so cosa fare ne cosa io abbia non so come comportarmi io non mi sento più io.”

Nella ricerca dello psicoterapeuta più adeguato deve fare riferimento ai professionisti iscritti all’Albo della sua regione, molto offrono l’opportunità di un primo colloquio gratuito, può così scegliere lo psicoterapeuta con il quale si sente maggiormente in empatia ed essere orientato nel contempo alla professionalità più competente per la gestione delle sue attuali difficoltà.

Cari auguri per un positivo recupero

 

Pubblicato il 16/01/2018

 

A cura della Dottoressa Grazzini Arianna

 


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