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Apatia e mancanza di autostima (1471533080374)

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le risposte dellespertoMario,26

 

D

 

 

Sono un ragazzo di 26 anni, e nella mia vita ho sempre dovuto affrontare situazioni difficili. Partendo dal fatto che da piccolo mi è stata diagnosticata da illustri dottori, un'eccessiva iperattività seguita da elementi di tipo bordeline, questo solo in età infantile.

Nella sfera familiare mio padre è quel che si può definire un soggetto estremamente ansioso, violento e irritabile, mia madre, invece, iperprotettiva in virtù del comportamento di mio madre, almeno queste sono le sue parole.

Nella seconda fase della mia vita, verso i 14-15 anni, non ricordo esattamente bene, mi diagnostcano la Distmia, che mi dicono sarà sempre presente nella mia via. Nella scuola l'ambiene è al quanto ingnorante, insegnanti assenti, bulli, sopprusi e violenze mi fanno chiudere in quel che credo sia la mia bassa autostima.

Ho sofferto per anni di bullismo, senza mai reagire, ma solamente chiudendomi in un amaro silenzio. Nonostante tutto, cerco di nasconde la mia vita mascherandola con un'animo allegro, buonista e disponibile, cosa che negli anni, visto le varie situazioni, ho plasmato rendendola più aspra.

Conosco la mia ragazza, con la quale convivo un felice rapporto da quasi 10 anni. Successivamente all'età di 19 anni parto per il militare dove ancora sono oggetto di vessazioni e di soprrusi, forse per la mia incapacità di reagire alla violenza, sia verbale che fisica.

Infatti sono un soggetto estremamente tranquillo, non riesco a difendermi, perchè considero la violenza un modo altamente stupido di forma espressiva. Da tre anni a questa parte soffro costantemente di un senso di vuoto, depressione, e sopratutto Apatia.

Non ho voglia mai di fare nulla, di concreto, e tutti i miei obiettivi anche se vengono pianificati, fino al midollo, non vengono mai portati a termine, e questo è, altamente frustrante.

Sono andato anche da uno psichiatra specializzato in qualsivoglia ambito, e mi ha detto, che i miei disturbi distimici vanno associata con una terapia farmacologica ( 2 mesi di wellburin + benzodiazepine a goccie) e di associare una psicoterapia comportamentale, perchè io sono quello che si può definire un perfezionista, del tipo o tutto, o niente.

Ho seguito alla lettera i consigli del medico, mi aveva detto che sarei stato su di giri e pieni di energie e così non è stato, sempre con i miei vari pensieri, che alimentano la già misera autostima che ho nei miei contronti.

Non voglio dilungarmi troppo, e spero che venga quanto meno visionato da qualcuno, ma io sto soffrendo, non riesco più a vivere sapendo di non avere uno scopo..

Cordialmente.

 


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R

 

 

Caro Mario,
comprendo bene le sue parole, il suo disagio e l'insoddisfazione perenne che dice di provare. Ha avuto una vita dura, da quando era piccolo ed arriva il momento in cui una persona vorrebbe stare bene e vorrebbe che sia subito!


Quando le è stata diagnosticata la distimia, prima o dopo i 21 anni? Sono certi della diagnosi?
La distimia viene spesso sottovalutata ed a volte la diagnosi arriva tardivamente, dopo che la persona che ne è affetta, soffre e sta male già da diversi anni.


Solitamente chi è affetto da disturbo distimico viene curato nella maniera in cui lo psichiatra a cui si è rivolto, le ha detto. Antidepressivi di ultima generazione e psicoterapia cognitivo comportamentale.


Lei scrive di aver fatto la cura per 2 mesi e di non aver visto alcuni risultato. Comprendo la frustrazione che prova, ma 2 mesi è un tempo relativamente breve affinchè un trattamento diventi efficace.


Non tutte le persone rispondono ai farmaci ed alle molecole in essi contenute, alla stessa maniera ed alcune molecole hanno bisogno di 15/20 giorno solo per entrare in circolo ed iniziare ad essere efficaci.


Quello che si cerca di fare con i farmaci è andare a modificare la chimica del cercevello che poi a sua volta modifica il modo in cui noi percepiamo e sentiamo le emozioni e questo richiede tempo.


Non sempre la prima terapia è la più efficace o la migliore per il paziente, alcune volte bisogna fare diversi tentativi prima di trovare la combinazione farmacologica adatta alla singola persona. Non si arrenda al primo insuccesso e continui con la psicoterapia!


Chi ha un disturbo cronico, proprio come un cardiopatico od un diabetico, può star bene ed avere una vita soddisfacente, ma con tenacia e costanza.
Capisco la delusione quando non si ottiene ciò che si desidera, ma questo fa parte degli alti e bassi della vita.


Provi e cerci di trovare la migliore combinazione che la faccia sentire meno sofferente, di modo che la sua vita inizi nuovamente ad avere uno scopo.

Cordialmente

 

A cura della Dottoressa Alessandra Carini

 

Pubblicato in data 20/09/2016

 


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Tags: depressione autostima apatia vittime di bullismo psicoterapia cognitivo-comportamentale trattamento farmacologico ansia e violenza disturbo distimico

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