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Rapporto con il terapeuta (166280)

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Caterina, 27

La mia Storia: Salve,

sto affrontando una terapia da circa un anno. Vivo un periodo di stallo nella mia vita.Ho intrapreso questo percorso di terapia per farmi aiutare nella ripresa degli studi universitari. Amo molto studiare ma la paura del fallimento, la consapevolezza di esssere troppo avanti con gli anni non mi da serenità.
Premetto che a scuola sono stata sempre molto brillante e anche gli esami che ho sostenuto sono andati benissimo ma qualcosa è cambiato. Durante gli ultimi due anni del liceo ho vissuto un rapporto difficile con un'insegnante che ha messo seriamente in dubbio le mie capacità. sosteneva che imparassi tutto mnemonicamente e per questo, purtroppo ,era costretta a darmi la sufficienza. La terapia mi ha aiutata a comprendere quanto spesso scelga di accogliere le esigenze degli altri componenti della mia famiglia e non le mie.

Il problema è che il mio terapeuta mi ricorda spesso che quel tempo è finito, che prima ero brava ed ora non sono più quella persona. Dice che sono io che non voglio farlo e non è vero che non ci riesco. Se gli parlo dei miei progetti, dell'intenzione di provare a studiare per un esame mi insinua mille dubbi del tipo: sei sicura che lo riesci a preparare in questo tempo?
non hai fatto esami per anni ed ora ne vuoi preparare uno in un mese? mi dice di stare con i piedi per terra. Tutto questo non fa altro che buttarmi ancora più giù.
Mi conferma sempre che non ce la potrò mai fare. io cerco solo la serenità per poterlo fare e qualcuno che creda che io possa farcela, che possa ritrovare le mie capacità. Sono davvero destinata al fallimento? Oppure ho bisogno di un approccio diverso?grazie

 


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Salva Caterina, 

I suoi dubbi, legittimi, andrebbero condivisi all'interno della terapia per comprendere le sue motivazioni analizzare come si sente rispetto a queste perplessità ed affrontarle. Se si sente insicura e sempre più giù non è detto che dipenda dal terapeuta ma da come lo percepisce, oppure non è ciò di cui ha bisogno. 

L'atteggiamento spontaneo di un essere umano è: “non voglio saperlo”, una resistenza fondamentale all’accesso di conoscenza.(Jacques Lacan)

Inoltre può sempre informarsi su altri approcci se pensa che possano essere di maggior aiuto per lei, l importante e non scoraggiarsi o arrendersi! Le auguro di riuscire nel suoi desideri!


(Risponde la Dott.ssa Luisa Bonomi)

Pubblicato in data 26/08/2015

 


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