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le risposte dellespertoandrea, 30

 

domanda

 

 

Individuo probabilmente schizofrenico...

all'età di tre anni la madre, esasperata dal rapporto con il padre cerca di soffocarlo, all'ultimo secondo rinsavisce e si ferma...

dentro casa vige un clima autoritario, soffocante e contrastante. momenti di finto amore e accondiscendenza uniti a urla, percosse e continue vessazioni.

Madre che esprime il suo affetto soffocando il figlio con continui scherni, intromissioni intime e offese, padre che soffre di un handicap, attribuisce tutte le sue disgrazie al figlio, quando lo vede debole non manca mai di umiliarlo psicologicamente.

il figlio cresce, bonaccione e irrequieto, forse soffre di adhd... alla fine della quinta elementare nonostante un buon andamento a scuola iniziano i primi problemi di apatia, depressione e distacco dal mondo.

arrivano le medie e superiori, non avendo un luogo sicuro e non sapendo difendersi viene vessato dai compagni, prova ma non trova l'affetto di una ragazza, di un primo amore, socialmente emarginato; in un modo o nell'altro, fra ritiri schizoidi, droghe, ricadute e deliri di ogni riesce a diplomarsi.

inizia la vita universitaria, l'introduzione al mondo adulto, sociale... fallisce, non capisce cosa gli stia succedendo e dove sbagli... per compensare le sue mancanze si rifugia sempre piu in quel maledetto mondo fatto di droga e distacco dalla realtà, cosa che non fa altro che peggiorare la situazione.

L'unico modo che ha per sopravvivere è ritornare e rintanarsi in quella casa dove ha tanto sofferto.

i sintomi si aggravano ulteriormente, vede gli altri progredire e andare avanti... viene abbandonato da tutti.

dopo sette anni di inferno, sette anni di buio e di esclusione... la scossa, da solo riesce a riprendersi, dimagrire (era diventato obeso e soffriva di disturbi dermatologici) e cerca disperatamente un contatto, di ritornare nel mondo sociale.

prova di tutto per uscire dalla sua misera condizione: naturopatia, macrobiotica, sport; un fallimento dopo l'altro, le persone con cui si è confidato sono state le prime a tradirlo e deriderlo.

infine si iscrive alla facoltà di psicologia... e in tutto questo frastruno roboante intriso di ripetuti fallimenti, umiliazioni e altro, potete immaginare cosa voglia dire rendersi conto, sia per qualche istante, della sua misera condizione...

Ora sta un po' meglio, ha persone che volendo possono stargli vicino, ma non riesce a fidarsi, ha tanta rabbia, non riesce ad andare da uno specialista, ha paura.

Non so neanche cosa chiedervi...

 


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risposta

 

 

Gentile Andrea,

mentre leggevo le tue parole, ho provato un grande dispiacere nello scoprire che un bambino piccolo ha dovuto subire e adattarsi ad una vita così difficile (madre, esasperata dal rapporto con il padre cerca di soffocarlo, all'ultimo secondo rinsavisce e si ferma... dentro casa vige un clima autoritario, soffocante e contrastante. momenti di finto amore e accondiscendenza uniti a urla, percosse e continue vessazioni...).

I suoi punti di riferimento più importanti, centrati sulle loro difficoltà e limiti, non si sono accorti di quanto dolore, ferite e forse rabbia,tristezza abbiano causato con il loro stile educativo (...Madre che esprime il suo affetto soffocando il figlio con continui scherni, intromissioni intime e offese, padre che soffre di un handicap, attribuisce tutte le sue disgrazie al figlio, quando lo vede debole non manca mai di umiliarlo...).

Per sopravvivere questo bambino ha mostrato la capacità di attingere alle sue risorse interne: la sua capacità di apprendimento, la motivazione, la perseveranza.., la progettualità lo ha portato a laurearsi e scoprire nuovi strumenti da utilizzare oggi, nel qui ed ora, ogni giorno.

Ho sentito un grande sforzo, una grande capacità di adattamento accompagnata  a volte dalla voglia di non pensare ( ...si rifugia sempre più in quel maledetto mondo fatto di droga e distacco dalla realtà...), eppure dentro di lui anche durante la fase adolescenziale, ha riscoperto un nuovo corpo, un nuovo sé, il desiderio di farcela, andare avanti guardando proprio al suo benessere (...da solo riesce a riprendersi, dimagrire (era diventato obeso e soffriva di disturbi dermatologici) e cerca disperatamente un contatto, di ritornare nel mondo sociale).

Capisco la tua rabbia, forse anche la stanchezza. Capisco la tua paura a fidarti degli altri. Essa è legittimata dall'esperienza che si è ripetuta nelle fasi più importanti dell'età evolutiva. 

Non ha importanza quante volte sei caduto, ciò che questo nuovo adulto può portare con sé è la sua capacità di rialzarsi e andare avanti senza voltarsi raggiungendo tanti piccoli traguardi di cui andar fiero. Io sono felice per te. Tu?

Dici che non riesci ad  intraprendere un percorso con un terapeuta...in verità scrivendo hai già fatto un primo passo.

Non temere,,, prenditi il tuo tempo e se pensi che hai bisogno di uno spazio, per confrontarti con uno psicologo, su cosa sia più efficace e funzionale per te in questo momento della tua vita non esitare a chiederlo.

Uno psicologo non giudica, offre i suoi strumenti affinchè ogni persona possa ritrovare la propria autonomia, la capacità di scegliere chi essere e come affacciarsi alla finestra del mondo.

Sono convinta che tu "puoi fare della tua vita un capolavoro. Non permettere a nessuno con il tuo pensare, sentire e agire di dirti il contrario!"

Ti auguro una buona vita e se lo vorrai scrivi pure un feedback su quello che ti ho rimandato.

Sarò felice di leggere e condividere con te i tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi sogni che vorrai realizzare.

 

A cura della Dottoressa Silvia Errico 

 

Pubblicato in data 18/09/2017

 

 


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