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Troppo dolore (14888251032)

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Mia, 45le risposte dellesperto

 

 

 

 

 

domanda

Tutta la mia vita è una continua lotta per me, e adesso sono davvero, davvero, stanca. Partendo dal lavoro, nel quale sono precaria da14 anni, e dove ormai mi trattano come uno straccio, perché tanto non mi posso permettere di rispondere, se no mi lasciano a casa.

Passando per gli affetti, che negli ultimi 5 anni ho avuto ben 4 lutti importanti e adesso ho solo la mamma al mondo (e fa paura anche alla mia età, trovarsi sole). Arrivando al fulcro della questione.
Io ho dei gravi problemi psicologici che mi fanno reagire in modo sbagliato agli "stimoli esterni", diciamo, e sto con una persona che mi sta rovinando.

Io cerco disperatamente di aggrapparmi alla realtà, a quel poco di calma o razionalità, che riesco ad avere ogni tanto, ma lui, ogni volta che mi vede lottare, mi affonda. Poi nega tutto, oppure si scusa, ma quello che dice, è quello che fa, ormai hanno fatto il loro danno. Se riesco a trattenere una "lite" (chiamiamola così), sono contenta perché mi sembra una piccola vittoria, ma lui non perde occasione per sminuirmi e farmi capire che il mio gesto non ha valore e che, comunque, non ho sbottato ma ho alzato gli occhi, e per quanto lo riguarda, è grave uguale.

Mi ha detto che i nostri problemi di coppia sono colpa mia, a causa dei miei problemi psicologici, che se non fossi malata, non litigheremmo. Poi mi racconta bugie su bugie su qualsiasi cosa: se si dimentica di comprare un granello di polvere è capace che si giustifichi dicendo che la colpa è di un alieno che ha incontrato per strada... e se io mi arrabbio perché mi sento presa in giro, sono una merda perché non si tratta di bugie gravi, mentre per colpa mia tutto si trasforma in lite.

Lui non lavora, lo mantengo da anni ormai, non fa lavori in casa e adesso che abbiamo cambiato casa ho pensato a quasi tutto io. Certo, perché lui ha i suoi tempi, altrimenti le avrebbe fatte lui, le cose, sono io che lo accuso sempre per nulla, dice.

Ad esempio: due anni fa gli avevo chiesto di chiamare per far cambiare il contatore Enel... ci abbiamo litigato più volte, perché io non mi fidavo e mi sembrava non stesse facendo ciò che gli avevo chiesto.

Alla fine il contatore non lo ha fatto cambiare (poteva farlo telefonicamente, premetto, non era nemmeno così oneroso come compito, per un disoccupato, ma quando lo dico sono cattiva), ha trovato mille scuse e dalla parte del torto ci sono finita io, che non ho capito il perché lui non ha cambiato il contatore (le sue motivazioni in questo caso sono state "avevo preso appuntamento ma non sono venuti". E questo secondo lui lo giustifica. Per ben due anni).

Io non lo so se è davvero colpa mia ma quello che sento è che le sue menzogne, il tirarsi sempre indietro su colpe e responsabilità, il sentirsi sempre giustificato, qualsiasi comportamento abbia, il sentirsi buono e con la coscienza pulita nonostante mi faccia stare male, il fatto che non esaudisca nemmeno una mia semplice, stupida richiesta, mai, tra le mille che gli faccio: potresti svuotare il posacenere che usi in camera quando è pieno, perché l'odore mi nausea? Potresti passare un pezzo di carta o uno straccio sul piano della cucina, quando lo sporchi, così io lo posso utilizzare anche io senza prendere il tetano o lavarlo tre volte al giorno, e non si incrosta? Potresti asciugare, quando ti cade il caffè? Mi fissi al muro la porta della doccia che si è smollata la guida e ora mi cade addosso (lui è svogliato e la doccia la fa così)? Potresti mettermi una bottiglia nuova in frigo, quando finisci l'acqua?

Queste sono alcune delle piccole cose che gli chiedo è che lui continua a dirmi che farà, ma invece non le fa mai e quando glielo faccio notare risponde: "ti ho detto che da oggi in poi lo faccio, scusa, hai ragione" e questa frase, non sto esagerando, lo giuro sulla mia vita, se tutti i giorni gli faccio notare che non ha asciugato il caffè, lui me la dice tutti i giorni e poi continua a non farlo! Questo va avanti da anni.

Non ce la faccio più. Mi sento sotto scacco e non riesco a farla finita con lui. Non so cosa mi prende, non facciamo sesso da più di un anno ormai e io con lui sono infelice, ma non riesco a togliermi da questa situazione.

Secondo me lui è passivo aggressivo, è cattivo con me, anche se poi maschera tutto con frasi carine e coccole, ma mi manca di rispetto ogni giorno con il suo atteggiamento e le sue bugie, e so benissimo che, per quanto giuri il contrario, di me non gliene frega un cazzo di me. Ho pensato di farla finita tante volte ma non posso fare una cosa così a mia mamma, ne morirebbe, e lei è l'unica cosa bella che mi è rimasta in questa vita.

Cosa devo fare? Io non ho soldi per una terapia psichiatrica e, sinceramente, non sarei in grado, a livello di costanza, di seguirla. Non adesso che, spesso, non riesco nemmeno ad alzarmi dal letto.

Voglio togliermi da qui, in un modo o nell'altro, devo riuscire ad allontanarmi da lui, perché mi sta uccidendo a poco a poco, e se continuo così, prima o poi mi spezzo davvero del tutto. Vi prego, aiutatemi, ho così tanta confusione in testa che a volte non capisco nemmeno cosa è vero e cosa non lo è.
Mia.

 

 


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risposta

 

 

Cara Mia,
immagino sia stato per te doloroso vivere quattro lutti i seguito. Leggendo la tua lettera ho notato che il dolore e la fatica, la stanchezza sono diventati tuoi compagni nel lavoro, nella relazione di coppia, nella tua vita quotidiana.

"Cosa devo fare?" Mi rendo conto che il tuo lavoro precario possa diventare un ostacolo per prenderti cura di te, dei tuoi bisogni, dei tuoi desideri più profondi che ora sono annebbiati da un pensiero suicidario. (Ho pensato di farla finita tante volte).

A volte quando tutto sembra sommergergi e abbiamo la percezione che nulla possa smuovere e cambiare la situazione in cui ci troviamo la soluzione più facile ci sembra quella di scomparire e non esistere più! Hai fatto tutto quello che era nelle tue possibilità utilizzando le risorse a disposizione?

Sono felice che tu abbia chiesto aiuto,  perchè hai scelto di trovare una nuova opportunità per te e per migliorare la tua qualità di vita. Come?  "Un passo alla volta" è il mio motto.
Dalle tue parole nulla è perduto e tu hai tante strate e strategie da adottare prima di gettare la spugna. Il primo passo lo hai fatto proprio mettendo per iscritto i tuoi pensieri, le tue emozioni e ciò di cui hai bisogno in questo momento della tua vita.

Io ti invito a rivolgerti presso un consultorio familiare nella tua città e intraprendere un percorso psicoterapico. Non accorre andare dallo psichiatra, solitamente è lo psicoterapeuta che lo consiglia qualora  ritenga necessario l'assunzione di un farmaco per aiutarti nel percorso più adatto per te e che sceglierete insieme.

Non ha importanza se adesso percepisci che non può essere costante, sarà proprio questo il tuo secondo passo: scegliere di darti una possibilità, di crearti l'opportunità per ritrovare la tua serenità, la tua energia e la voglia di vivere in questo mondo, con i tuoi tempi.

Un altro passo sarà riflettere su che cosa ricevi e dai in questa relazione (devo riuscire ad allontanarmi da lui, perché mi sta uccidendo a poco a poco, e se continuo così, prima o poi mi spezzo davvero del tutto.) Hai pensato a cosa ti serve restare in questa relazione come l'hai descritta tu?

Ho trovato interessante il rapporto che tu hai con il tuo lavoro ( precario, dove ormai mi trattano come uno straccio, perché tanto non mi posso permettere di rispondere, se no mi lasciano a casa.) e la relazione che porti avanti da diverso tempo in cui "..lui non perde occasione per sminuirmi e farmi capire che il mio gesto non ha valore" 

In entrambe le situazioni hai assunto il ruolo di vittima, lasciando che gli altri ti restituiscano una svalutazione di te e delle tue capacità e risorse, quelle che Berne chiama carezze negative. A questo tuo essere hai espresso la paura di restare da sola.  Queste due cose come le puoi mettere insieme?

Ricorda che non sei sola: hai accanto la persona che per te è importante: la tua mamma. Nutriti del suo affetto e donale quell'amore e calore e tempo che desideri darle.
Amati mia, donati questo grande permesso perchè tu vali tanto. Sei una persona che ha la capacità di organizzarti, risolvere i problemi oggettivi quotidiani della casa (abbiamo cambiato casa ho pensato a quasi tutto io.,...contatore, faccdende domestiche), di trovare il modo di avere un autonomia economica.

Hai avuto la capacità di vedere cosa non è più protettivo per te in ambito lavorativo e relazionale. Hai tante risorse. Sei stanca, affaticata ma dentro di te hai anche una grande forza e il coraggio di dire" basta, ora voglio vivere e per farlo ho bisogno di cambiare atteggiamento, comportamento.... mettere in ordine la mia vita" (quello che sento è che le sue menzogne, il tirarsi sempre indietro su colpe e responsabilità, il sentirsi sempre giustificato, qualsiasi comportamento abbia, il sentirsi buono e con la coscienza pulita nonostante mi faccia stare male, il fatto che non esaudisca nemmeno una mia semplice, stupida richiesta, mai, tra le mille che gli faccio.....Non ce la faccio più. Mi sento sotto scacco), come ho scritto in un mio articolo " Ricomincio da me!". Non possiamo cambiare gli altri, possiamo fare qualcosa di importante per noi stessi.

Cara Mia, ti auguro che tu possa compiere il tuo secondo passo:" Ricomincio da me" perchè sei importante, perchè vali e la persona che può aiutarti per vivere al meglio la tua vita sei solo tu.



 

A cura della Dottoressa Silvia Errico

 

 

Pubblicato in data 21/03/2017

 

 

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Tags: relazione di coppia

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