Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

Depressione cronica? (110354)

0
condivisioni

on . Postato in Ansia, Stress, Panico | Letto 295 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Giovanni 26

Salve, sono un ragazzo che sta attraversando una fase un po' turbolenta della sua vita. Per me tutto è cominciato qualche mese fa, all'inizio del 2007, quando mia madre (50 anni) si è ammalata di depressione. La classica goccia è stata la morte di mia nonna materna, mia madre, infatti, si è dovuta occupare da sola della sua malattia e dopo la sua morte ha ceduto di schianto cominciando a bere e a consumare quantità industriali di ansiolitici. Di questa situazione ci siamo fatti carico io e mio fratello, perchè mia madre è figlia unica con un marito totalmente incapace di aiutare chiunque. In questo periodo ho cominciato a soffrire di fortissimi attacchi d'ansia, mi svegliavo di mattina verso le sei, con tachicardia e una fortissima angoscia che non riuscivo a controllare... mi sembrava di impazzire. Nello stesso periodo, infatti, dovevo affrontare gli ultimi esami prima della laurea e avevo un profondo senso di angoscia, anche perchè per me la mia famiglia è stata sempre fonte di preoccupazioni e di continui litigi quindi la cosa che avrei voluto fare era scappare via. Le cose sono piano a piano migliorate fino a dopo la laurea, vissuta in maniera molto turbolenta per via delle pressioni esercitate su di me da parte della mia famiglia che ovviamente era sempre pronta a ripetermi quanto fosse importante la realizzazione professionale. Da pochi mesi ho avuto, infatti, un'importante offerta di lavoro in Spagna, per le prime settimane tutto bene, ma un mese prima di partire si è ripresentata l'angoscia e l'ansia mattutina ma in maniera molto più accentuata che non in passato, la cosa che mi sconvolgeva e che mentre di mattina ero depresso e scoraggiato, di sera mi sentivo miracolosamente meglio. Sono andato dallo psichiatra che mi ha prescritto Sereupin 20 mg al giorno associato a Lorazepam 10-15 gocce prima di dormire. E' un mese che sto seguendo la terapia, mentre l'angoscia mattutina è scomparsa continuo a sentirmi vuoto, ho mille dubbi su quello che voglio fare veramente e non sento la voglia e la forza di prendermi quello che voglio. Come carattere sono stato sempre molto introspettivo e per via del mio carattere sono sempre stato un po' irrequieto e insoddisfatto tant'è che negli ultimi 2 anni avevo perso anche interesse nell'uscire e stare con gli altri. Sarò destinato a questa infelicità cronica tutta la vita? Sento che comincio a non sopportarlo più, perchè è troppo faticoso vivere così con pochissimi momenti di serenità.

Caro Giovanni, gli psicofarmaci sono fedeli alleati, ma perché i loro effetti siano ben sperimentati bisogna aspettare qualche mese e, cosa importantissima, la terapia deve avere un corso ed un continuo aggiustamento per almeno 2 anni. I dubbi che hai in questo periodo, credo dipendano dal cambiamento radicale che ha preso la tua vita e da come i fatti si sono evoluti. Immagino che se hai sempre desiderato scappare… ma non l’hai mai fatto, avere finalmente un “alibi” per farlo (il lavoro) dovrebbe farti stare meglio. Ma questo non accade! Forse una parte di te si sente in colpa o pensa di venir giudicata male dalla famiglia o altro (ed i motivi potrebbero essere davvero centinaia!), fatto sta che, quella parte sta generando ansia ed angoscia come sintomi di un malessere. Adesso le medicine stanno assopendo questi sintomi e vedrai che col trascorrere del tempo ne troverai un completo giovamento, ma se non ti metti a guardare in faccia il motivo perché il sintomo è tornato… è destinato a ripresentarsi. Secondo me qui poco c’entra la depressione, anzi, trovo che essa sia secondaria a questo tuo stato mentale che da una parte vuole portarti lontano e con la malattia invece ti ancora a casa. Ti consiglio di riflettere su questo punto ed eventualmente di farti aiutare da uno psicologo/psicoterapeuta cognitivista o cognitivo-comportamentale, per acquisire definitivamente un controllo diretto sul tuo stato emotivo.

(risponde la Dott.ssa Sara Ginanneschi)

Pubblicato in data 18/02/08

 

 

 

Pubblicità
Vuoi conoscere i libri che parlano di ansia per saperne di più?
Cercali su Psiconline® Professional Store

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci allo stress?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

L'amore e la comunicazione (15…

Anna, 26     Salve Dottore, mi trovo in una relazione da sei anni con A., abbiamo due anni di differenza ed ancora non conviviamo. ...

Non so più che fare (153056873…

Alessia, 16     Non so più che fare, passo ogni giorno come se fossi in una bolla dove solo io sono in grado di capirmi, non si più davvero dove ...

Ansia, paura agitazione a caus…

Linda, 20     Salve, sono linda ho da un anno paura del vento, quando è forte pensavo mi fosse passata ma a quanto pare non è cosi anche perché o...

Area Professionale

GDPR e privacy dei dati: cosa …

Dal 25 maggio 2018, a causa del cambiamento delle normative sulla privacy e protezione dei dati personali, tutti i professionisti devono far riferimento al Rego...

Scienza, diritto e processo: p…

Scienza e diritto risiedono in quartieri diversi. È innegabile. La prima fonda il suo continuo sviluppo sul dubbio e quindi sul progresso che proprio dal dubbio...

Introduzione al Test del Villa…

Introduzione al Test del Villaggio secondo il Metodo Evolutivo-Elementale (infanzia, adolescenza, età adulta). L’idea che sta alla base del Test del Villaggio è...

Le parole della Psicologia

Aerofobia

Con il termine aerofobia (o aviofobia) viene definita la paura di volare in aereo per via di uno stato d'ansia a livelli significativi. È definita come una pau...

Bossing

Il bossing o job-bossing è definibile come una forma di mobbing "dall'alto" ossia attuato non da colleghi di lavoro (o compagni di scuola, di squadra s...

Disturbo Antisociale di Person…

La prevalenza del DAP è pari al 3% nei maschi e all'1% nelle femmine nella popolazione generale, e aumenta al 3-30% in ambiente clinico. Percentuali di preva...

News Letters

0
condivisioni