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panico in gravidanza (47072)

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on . Postato in Ansia, Stress, Panico | Letto 141 volte

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Claudia , 30anni (7.1.2002)

Da anni soffro periodicamente di attacchi di panico che si manifestano principalmente nei periodi di maggiore stress. Mi sono sempre chiesta (ed in particolar modo ora che sono sposata) se una pesona che soffre di questi disturbi può affrontare una gravidanza. So che la mia domanda non verrà concepita come banale, specie da parte di quelle donne che conoscono bene le sensazioni che accompagnano questo disturbo, e mi meraviglia molto vedere come nei libri che parlano di panico non si faccia mai riferimento a questo momento della vita di una donna in cui gli attacchi di panico possa presentarsi. Lei ha perfettamente ragione. Benche' il disturbo di panico (insieme ad altri disturbi dello spettro ansioso e depressivo) sia maggiormente prevalente nelle donne, e' stata data scarsa attenzione al periodo della gravidanza. In questo caso, il problema maggiore non e' costituito dal disturbo di panico in se': non ci sono controindicazioni alla gravidanza per una donna che ne soffre; il disturbo in quanto tale infatti non reca alcun danno alla gestante o al feto. Il problema maggiore riguarda invece la somministrazione dei farmaci. In linea di principio, i farmaci andrebbero sospesi in gravidanza, soprattutto nel periodo critico di maturazione del feto, nei primi tre mesi di gravidanza. Tuttavia, vi sono delle situazioni in cui non e' possibile sospendere del tutto la somministrazione dei farmaci. In questo caso, ginecologo e psichiatra devono collaborare strettamente per bilanciare rischi, costi e benefici dell'azione del farmaco. Per fortuna, nella maggior parte dei casi (almeno secondo la mia esperienza professionale) un importante supporto familiare, soprattutto da parte del partner, e un discreto sostegno psicologico da parte di uno/a psicoterapeuta consente di portare a termine la gravidanza senza eccessivi disagi. La cosa che vorrei sottolineare, pero', e' che non si tratta di un problema semplicemente tecnico di gestione clinica. Il punto essenziale in tutto questo processo e' la volonta' e la motivazione della madre a salvaguardare il bambino ed a portare a termine la gravidanza. Tutti gli aiuti possibili dall'esterno (compresi i farmaci) diventano importanti se la madre e' fortemente motivata e responsabilizzata.
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