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Panico, paura, ipocondria (9734)

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on . Postato in Ansia, Stress, Panico | Letto 213 volte

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Laura,30 anni

Salve, mi chiamo laura ed ho 30anni. da 10anni soffro di attacchi di panico. Sono stata seguita da tre psicologi diversi e tre psichiatri diversi, che mi hanno curato con psicofarmaci. Attualmente prendo 4 neurontin da 100 al di', 20gg di elopram e 5gg di en prima di dormire. Chiaramente in questi anni ho avuto momenti ache lunghi di benessere ma
mai ho lasciato del tutto la terapia , farmacologica. Sono seguita da una psicoterapeuta familiare dal 2002 e con lei ho ottenuto
buoni risultati tanto e' vero che in questi tre anni ho fatto molto e che prima di avere questa terribile ricaduta a luglio lei riteneva che le nostre sedute avrebbero potuto cessare. purtoppo a luglio ho avuto un attacco molto forte in macchina e da li' e' iniziata la discesa. Ora vivo in casa, chiusa non lavoro piu' non guido piu', ma la cosa piu importante e' che sviluppo pensieri ossessivi sulla morte e sulle malattie; sono in uno stato di ansia continuo. Alle volte mi sembra di uscire dal mio corpo, non riesco a mangiare a fare la doccia, insomma mi sento vecchia e inadatta e ho tanta paura.

Gent.ma Laura, cosa è capitato a Luglio per cui hai avuto questa regressione ad uno stato d'ansia e di difficoltà varie? E' importante che tu riesca a focalizzare i motivi di questa situazione interiore, visto che precedentemente sembrava che tu riuscissi a gestire la tua vita in modo più positivo. E' chiaro che c'è stato uno stimolo negativo (interno o esterno)
che ti ha portato alle dinamiche distruttive e limitanti del passato. Dunque penso che il primo passo sarebbe capire cosa è successo. Questo puoi farlo in terapia. Un altro passo è ricordare cosa c'era di diverso quando cominciavi a stare meglio.... quali pensieri? quali emozioni? quali vissuti psicologici e sociali? Solo tu puoi decidere cosa fare della tua vita e sviluppare pensieri ossessivi serve ad uno scopo che solo tu puoi conoscere e cambiare. Penso che ognuno ha la responsabilità della sua esistenza e forse c'è una parte di te che ritiene di non avere il diritto di esserci e di vivere. Conosci
questa parte autodistruttiva? E' importante che tu ti permetta di affrontarla se vuoi prenderti cura e sentirti a posto con te stessa. Ciao.

 

( risponde la dott.ssa Raffaella Luciani )

 

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