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I Test Psicologici

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Altro (20070303)

on . Postato in Depressione | Letto 122 volte

Baudelaire85 21

Salve...non riesco a trovare il numero riferimento, ma per l'ennesima volta vi scrivo ugualmente sperando in una vostra risposta...eccomi: ho tanti dubbi, paure e "ansie", strano innanzitutto a volte mi piacerebbe andare da uno psicologo ma in fondo non so neanche se mi serva o meno. Normale? Poi vabbè dovrei anche trovare il coraggio di andarci (forse in fondo è quello il vero problema) visto che ai miei difficilmente riuscirei a dirlo, ma in realtà non riesco a parlarne con nessuno di questa mia volontà. Uno dei problemi è che, detto in parole povere, odio me stesso, si io quasi sempre do la colpa al mio stato di essere per come vanno le cose, e al miocarattere, infatti ho sempre sognato e tutto ora a volte mi incanto ad immaginarmi diverso o meglio è quello che spero ancora. Invece eccomi a 21 anni ancora ad avere paura, vergogna, indecisione per chiedere solo un informazione, esporre un mio parere, tutto ciò mi pesa moltissimo. Quindi immaginerete il mio carattere: timido, taciturno, introverso, continuamente indeciso e confuso, asociale (e non per scelta visto che mi piacerebbe conoscere nuova gente nuovi ragazzi), apatico, senza personalità (e non so se capite cosa intendo), mi odio a tal punto che piu' volte nel corso della mia vita ho pensato anche al suicidio. Continuo: Avendo tale carattere con in piu' parecchi difetti fisici ( tipo dislessia, grasso ecc..) sono sempre stato preso in giro ed io che non sapevo reagire...Ma in fondo vi stupirete se vi dico che per gli altri sono un ragazzo normalissimo ovvio timido, quieto, definendomi si dolito una persona serena che non parla mai. E mi fa ancor piu' rabbia sentendolo dire perché non per niente cosi! Infatti pur avendo quasi sempre amici e una comitiva (con alti e bassi, ci son stati anche periodi in cui uscivo pochissimo) spesso mi sono sentito solo perchè non sono mai riuscito a parlare di queste mie paure a qualcuno e sinceramente ripensandoci: che stupido! In fondo alcuni amici che avevo non erano male anche se ( e scusate il mio essere continuamente contraddittorio) anche loro, scherzando, mi han ferito molto. Spesso penso (e soprattutto in passato) che in fondo son inutile, che comunque (per esempio) i miei amici non ha alcun bisogno di me visto che certamente non sono la persona che sa tirar su lo stato d'animo di qualcuno quando sta un po' giu' ( ma questo è solo uno dei tanti esempi) o addirittura a volte ho pensato di avere degli handicap. Ma in questi ultimi anni ho cercato di mettermi in gioco, purtroppo oltre il rispetto degli altri (semplicemente perchè ormai ho una certa età) non ho risolto granchè. In fondo(perchè nessuno lo sa) so per esempio di essermi iscritto all'università ( ed ho scelto proprio una facoltà umanistica) per vedere cosa riuscivo a combinare (infatti spesso penso di lasciare perché so che comunque in questo rame io non ho speranza). Trascorso il primo ho avuto anche una sorpresa ossia che con gli esami è andata piu' che bene ma i rapporti con i nuovi presunti amici non tanto o meglio non come volevo, i soliti diciamo..amici ma con distacco. Ovviamente so che voi mi suggerirete di andare da uno specialista (cosa che credo difficilmente farò) quindi volevo chiedervi (oramai sto cercando di fare lo psicologo di me stesso) lo scopo è quello di accettarmi per quello che sono o di mettermi in gioco, cercare di risolvere difetti (tipo la dislessia) che per me son stati fattori incisivi della mia vita? Un'ultima cosa affinchè possa aiutarvi nel vostro giudizio: con i miei genitori (o meglio con mio padre) non ho un bel rapporto, però niente litigi, contrasti o roba del genere semplicemente non abbiamno parlato mai molto, non è il padre che da consigli, (o forse io il figlio che non sa chiedere) che chiede come va, a me dispiace anche tanto dire queste cose (infatti non ne ho mai parlato a nessuno) perchè comunque non mi ha fatto mancare mai niente,mi ha permesso di studiare, non mi ha mai ostacolato nelle mie scelte (spesso penso che sono io quello che si lamenta troppo e che ci sarebbero centinaia di ragazzi a volere un padre come il mio) ma purtroppo è quello che sento, è un vuoto che ho, che ancora non ho capito se mi ha lasciato lui o se mi son costruito io con il mio carattere o la mia fantasia. C'è ancora una cosa, strana: spesso quando mi trovo da solo mi rattristo (senza alcun motivo apparente) e quasi piango, altre volte invece insieme a questo stato immagino anche la morte di qualche mio familiare o amico (insomma qualcuno vicino) ed io che vengo consolato dagli amici e i parenti piu' vicini. Sintomo di solitudine? mancanza e voglia d'affetto? Mi scuso per la lunga lettera, sperando che vi abbia dato elementi dispensabili almeno per un possibile consiglio che accetterò molto volentieri. Vi ringrazio in anticipo e vi faccio miei vivi complimenti per il sito.

Caro baudelaire, il consiglio potrebbe essere quello di accettare te stesso perchè, se lo fai, molte cose si aggiustano di conseguenza e ti sarà sempre più facile apprezzarti, ma non credo che basti, e, per quanto tu abbia cercato di darmi più informazioni possibile, non possono essere sufficienti perchè, per aiutarti, sarebbero necessarie ore di colloqui, di domande e risposte. Sai già che la soluzione può arrivare solo da un lavoro su te stesso, una psicoterapia che rifiuti, perchè, mi sembra di capire, non vuoi che i tuoi genitori sappiano che soffri. E invece ti dico che anche parlare con i tuoi sarebbe un atto terapeutico, ammettere di fronte a loro che stai vivendo un disagio profondo, potrebbe aprire una comunicazione diversa, soprattutto con tuo padre. Hai bisogno di attenzione ma non la chiedi apertamente, se tu cominciassi a farlo ti assicuro che cambierebbe molto; non c'è bisogno che muoia qualcuno per essere consolato, forse basterebbe confessare di avere bisogno di aiuto, di un abbraccio che riempia quel vuoto. Il vuoto si crea perchè tu non permetti a nessuno di entrare e di conoscerti, e così ti isoli e ti allontani da ciò di cui hai maggiormente bisogno. Coraggio dunque, apriti, parla di quello che senti e ti fa stare male, solo tu puoi cominciare e cerca di farlo presto perchè devi goderti la tua età. Ciao

 

(risponde la Dott.ssa Mirella Tavernise)

 

 

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