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Autolesionismo (007979)

on . Postato in Depressione | Letto 53 volte

Maggie, 26 anni

Sarò breve. Ho iniziato a procurarmi volontariamente ferite dall'età di 15 anni, con qualsiasi oggetto e in qualsiasi parte del corpo purchè riuscissi a far uscire un bel pò di sangue.
All'inizio lo facevo per attirare l'attenzione, forse in parte anche perchè ho sempre avuto una particolare mania per le cicatrici, poi dopo un lungo periodo di inattività ho ricominciato ma per motivi completamente diversi.
Stavo attraversando un momento molto difficile e autodistruttivo e oltre all'alcool ho appunto riniziato a tagliarmi, questa volta però solo per rabbia, ferendomi avevo l'impressione da una parte di ricevere la giusta punizione per le mie colpe e dall'altra ricevevo un senso di potere e controllo che mi faceva sentire bene.
Ho deciso di andare in terapia anche perchè avevo la sensazione che un giorno non sarei riuscita a frenare la rabbia e un taglietto non mi sarebbe bastato, non so se mi spiego.. oggi mi sento molto meglio da tutti i punti di vista ma ogni tanto pensa
ndo a quello che facevo sento una irresistibile voglia di ferirmi di nuovo, non per rabbia nè tantomeno per attirare l'attenzione, non so proprio perchè, grazie alla terapia adesso riesco a capire tante cose, reazioni, stati d'animo, meccanismi ecc ma non riesco proprio a capire questo.
Ho sempre avuto delle manie fin da piccola, tipo il fatto di piangere che per me è taboo da quando ho superato i 10 anni, pensieri molto violenti che mi porto dietro da quando ero ancora più piccola nelle mie fantasie e a cui ricorro soprattutto nei momenti più difficili, mi fanno calmare e scaricare, non so magari l'autolesionismo può essere legato a questo.. non so. Voi cosa ne pensate? Grazie.

Cara Maggie, hai saggiamente pensato di cercare una strada per elaborare i tuoi problemi, che è chiaro non possono essere risolti con tempestività, ma solo con tanta pazienza e nel tempo.
La sottile differenza tra risposta adeguata ed inadeguata al senso di frustrazione è il fulcro del passaggio al patologico. Le tue risposte al disagio sono sicuramente patologiche oltre che pericolose per le tua incolumità: devi perciò lavorare e trovare altri meccanismi difensivistici più congrui.

( risponde la dott.ssa Lucia Daniela Bosa )

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