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Depressione (004287)

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Paolo, 26 anni

Sono Paolo, 26 anni chiarisco la mia situazione: studio all'università ingegneria, lavoro part-time per mantenermi agli studi, sono figlio unico.
Il problema che mi affligge da tempo è la mia difficolltà a socializzare, ho sempre fatto fatica ma adesso ancora di più e stò sprofondando nella depressione in quanto soffro la solitudine ed invece sono spesso solo. A casa con i miei parlo poco, non posso parlare di studio ecc. perchè non possono aiutarmi in questo campo, (hanno la 5^elementare e oltre 60 anni) quindi difficolà di relazionarmi anche con i miei genitori, non ho amici ma solo conoscenti, nessuno che mi cerca se non vado in univerasità ecc.....spesso mentre studio (o cerco di farlo....) vedo i gruppi di ragazzi e ragazze che si divertono e se la spassano io invece sono solo. E si che non credo di essere antipatico visto che la gente non si rifiuta di parlare con me e mi ritiene affidabile e capace. Purtroppo mi manca la vita sociale: uscire, andare in giro con gli amici ecc e ovviamente una ragazza.....e tutto questo malessere influisce non poco sullo studio, già non semplice di suo, ma non voglio mollare l'università perchè so
di avere le capacità per riuscirci e poi mi sentirei perso. A casa mi sembra di soffocare, in università mi sento perso....non so cosa fare..... Grazie per l'aiuto.

Caro Paolo, essere figlio unico di genitori non più giovani ti ha probabilmente chiuso in uno stile di vita troppo seria per la tua età, in cui ti sei sentito altamente responsabilizzato e questo ti impedisce di lasciarti andare e di sperimentare gli altri aspetti dell'esistenza: il gioco, la trasgressione, la spensieratezza. Non credo che siano gli altri ragazzi a evitarti, credo piuttosto che tu appaia e ti comporti in un modo che, forse ti isola perchè è diverso dal loro. Tu all'Università studi e basta, non giochi non corteggi le ragazze, non ti distrai, anche se dentro di te ne hai il desiderio, ma gli altri ragazzi probabilmente non sospettano neanche che tu vorresti far parte del loro gruppo, pensano che tu sia un serio bravo ragazzo che si impegna nello studio senza distrazioni. Dipende da te cambiare la situazione, non avere paura di deludere i tuoi genitori o di lasciarli soli e comincia a pensare che giocare è una parte importante della vita. E' da ammirare il tuo impegno, sei un ragazzo che lavora per pagarsi gli studi ed è chiaro che non vuoi perdere tempo, ma a volte è più salutare venir meno per un momento ai propri doveri e allentare una tensione interna. Comincia ad aprirti un po', a cambiare qualche schema del tuo modo di vivere: se mentre stai studiando vedi gli altri che si divertono, molla il libro per un giorno e unisciti a loro, poi da cosa nasce cosa, tu non hai 60 anni, non ancora e quella dei tuoi genitori, con tutto il rispetto per loro, non è la tua vita.

( risponde la dott.ssa Mirella Tavernise )

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