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Depressione? (006761)

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Maria, 47 anni

Non so quando ho iniziato a soffrire di depressione.
il primo ricord è del 1984 quando ho dovuto interrompere il rapporto che avevo col mio fidanzato pur essendone ancora innamorata. avevo tutti i giorni mal di testa, sono stata curata da un internista con uno psicofarmaco di cui non ricordo il nome. in seguito uno pschiatra mi ha curato per due volte col la fluoxetina ed ora l'endocrinologo mi dà lo zoloft due volte l'anno.
le cause dei miei cali di umore sono legale ai cambi di stagione, ad eventi che incrinano i rapporti affettivi.
due settimane fa ho avuto uno screzio con mia cognata e ho avuto la netta sensazione di perdita (lutto) delle mie nipoti dato appunto lo screzio vermante sciocco con la loro madre.
il loro padre (mio fratello) non ha preso posizioni ma è comunque sempre distante e solo identificato nel ruolo di marito e padre e molto poco di fratello. io sono la maggiore e forse mi vede granitica. il mio compagno è un pò distante per problemi umorali suoi legati allo stress del lavoro e alla mancata realizzazione della professione. non facciamo sesso quasi mai. io ha una perdita del desiderio sessuale generale, forse legata all'età e presente anche quando faccio le cure.
non mi piace vivere dove vivo con lui, distante dai miei affetti e dal mio mondo dove ho vissuto fino a 42 anni, ma non mi va di tornare là perchè non potrei viverci senza di lui e perchè sto perdendo il piacere di starci così come lo era prima. ma se lui potesse trasferirsi ci tornerei a vivere subito. mi sento una non donna sia per il sesso sia perchè non mi piace cucinare.
si perchè non ho figli.ho fatto quasi 3 anni di psicoterpia fino al 2000. che fare? scusate il caos ma più sintetico di così non potevo.
grazie.


Cara Maria, avrei molte cose da chiederle, per esempio sulla sua famiglia d'origine, sulla sua adolescenza e anche sulla psicoterapia che ha fatto per tre anni, se l'abbia conclusa o interrotta e se le abbia portato qualche beneficio.
Sono una psicoterapeuta, o meglio una psicanalista, e ovviamente la strada che ritengo più corretta per la sua depressione è quella del lavoro su di sé. Non credo nei farmacie non li amo, sebbene a volte siano utili e altre anche indispensabili. Ma non assocerei mai la parola "cura" allo psicofarmaco, perchè ritengo che non siano curativi ma solo paliativi.
Placano i sintomi, placano l'angoscia e la rabbia, ma non curano nulla, non modificano l'assetto della persona, non portano a nuove consapevolezze.
La vera cura dei disturbi psicologici, depressione compresa, è legata all'individuazione delle cause del disagio, e alla loro elaborazione. Un'analisi o una psicoterapia di altro tipo, dovrebbero proprio portare all'individuazione dei punti nodali che soffocano la propria esistenza, e al loro scioglimento.
Si tratta di un lavoro spesso lungo, a volte difficile da comprendere anche, ma se è fatto bene gli effetti non possono che vedersi. Tre anni secondo me sono un po' pochi.... La inviterei a riprendere comunque un lavoro su di sé, e ad informarsi anche su tecniche "alternative" che in alcuni casi portano a risoluzioni insperate.
Tra queste le segnalo la "respirazione olotropica", che nei casi di depressione può essere alquanto indicata. Può cercare su internet per informarsi su questo tipo di lavoro. Mi raccomando, si dia da fare e cerchi dentro se stessa. Il rimedio al suo male non è fuori di lei, è al suo interno.

( risponde la dott.ssa Elisabetta Corberi )

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