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Depressione (4685)

on . Postato in Depressione | Letto 67 volte

Francesca, 48 anni

Sono una donna di 48 anni, separata da tre, legalmente, ma con un'esperienza di separati in casa per circa 6 anni.
Nella separazione mio marito è riuscito a portare via molte cose che non sarebbero spettate a lui, ma che per non dare altri problemi ai figli (oggi 23/19) ho lasciato correre.Tutto questo per cercare di spiegare l'importanza della salute fisica e mentale dei miei figli.
I tre quarti della mia giornata è dedicata al lavoro, il resto alla casa e ai figli, poi naturalmente qualche ora anche per me. Fino qui sembra tutto regolare. Con mia figlia, la più grande tutto a posto ci adoriamo e viviamo in simbiosi, per il maschio...niente da fare, nonostante tutti gli sforzi possibili ed immaginabili, rieso ad ottenere sempre e solo rabbia nei miei confronti.
Non posso parlare, perchè è un rinfaccio, come dice lui, sono una demente,esaurita e chi più ne ha più ne metta.
Questo mi porta a star malissimo, non riesco a concentrarmi sul lavoro, piango sempre e troppo e a volte mi causo dolore, come per punirmi. non so cosa fare o dire è sbagliato, tutto è dovuto..Vorrei ascappare, ma non è lasoluzione, non possiamo parlare, non ascolta...lo so piangere non serve ma reagire peggiora la cosa... continuo ad annullarmi...a volte vorrei scomparire...combattere...sono stanca, alla fine a cosa serve?
Non ho amici...amiche..non posso parlare non c'è nessuno che ascolta...allora cosa debbo fare???


Le dinamiche familiari e genitoriali conseguenti alla separazione, nonostante il trascorrere del tempo, continuano ad avere uno spazio consistente. E sembra, dalle sue parole, che hanno ancora un effetto negativo e insieme distruttivo.
Tutto questo mi fa pensare che non è avvenuta l'elaborazione del distacco che, invece, è sempre necessaria in queste situazioni. L'elaborazione può avvenire attraverso la riflessione personale e il dialogo in famiglia.
Altrimenti è tutto difficile e il clima relazionale è di profonda sofferenza.
Il suo bisogno è quello di analizzare a fondo le problematiche che ha vissuto, comprese quelle specifiche con suo figlio, che attivano laceranti conflittualità.
Potrebbe rilevarsi la necessità di ricorrere ad uno specialista o comunque a qualcuno in grado di ascoltarla e aiutarla ad esaminare quello che sta accadendo.

( risponde il dott. Renato Vignati )

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