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Fabio, 49 (165669)

La mia Storia: Buon giorno, credo di soffrire di depressione allo stato latente da sempre, e negli ultimi anni la cosa è diventa palese.

Nella vita ho sempre avuto l'impressione di essere uno spettatore, incapace di assumere un qualsiasi ruolo. Mille interessi, mai realmente seguiti.
Mille progetti, mai neanche realizzati. Mille strade, mai neanche tentate. Ho sempre mentito a tutti, me stesso compreso, per evitare di assumermi qualsiasi responsabilità. Non sono mai stato capace di impegnarmi seriamente in nulla. Neanche a scuola, dove i buoni risultati raggiunti erano dovuti alla mia intelligenza, piuttosto che a reali sforzi nello studio.
Ma alle prime fatiche, la mia natura veniva allo scoperto. Risultato mediocre alla maturità, voti bassissimi ai primi esami tosti di giurisprudenza, abbandono degli studi ed ingresso stentato nel mondo del lavoro: procacciatore nel settore assicurazioni, cacciato dal titolare dopo sei mesi. Venditore settore auto per anni, ma costretto a cambiare azienda ogni volta che i risultati calavano (e calavano molto presto).
Nel frattempo avevo messo su famiglia: ho una moglie e due figlie. Problemi economici in aumento, fatturazione insufficiente a pagare non solo le tasse, ma anche un commercialista, finchè ho iniziato a non pagare più nulla.
Arrivavano i solleciti e li ignoravo come se non mi riguardassero, salvo ogni tanto chiedere prestiti a parenti se la situazione era grave. Poi neanche questo, fino ad essere completamente sommerso dai debiti. L'agenzia delle entrate ha sequestrato i miei crediti presso il mio ultimo datore di lavoro, il quale già deluso dal mio rendimento ha colto l'occasione per sfiduciarmi revocandomi il mandato.

Ora sono a casa da tre anni, ho fatto pochi colloqui di lavoro, ai quali non credo di avere fatto una grande impressione. Con un po' di buona volontà ma nessuna preparazione specifica, non vengo preso in considerazione neanche per lavori manuali, ed ormai non credo più nelle mie capacità, se mai ci ho creduto. Non invio quasi più neanche un curriculum. Non pago l'affitto da molto tempo, Dio benedica il buon cuore dei padroni di casa ma neanche loro sono ricchissimi, perciò tra due settimane arriva l'ufficiale giudiziario per lo sfratto. Non so cosa fare, non mi decido a muovermi: sono anche incapace di andare al caf per richiedere il reddito isee e cercare aiuto.

Mia moglie non sa quanto sia grave la situazione economica: lei vede solo che non lavoro, e che con qualche decina di euro che guadagna lei ogni settimana facendo pulizie domestiche riusciamo a mala pena a mangiare, ma ignora il mio debito fiscale. Paghiamo le bollette con l'aiuto dei miei genitori, che hanno due pensioni di poco superiori al minimo, e che ovviamente non possono mantenerci.

Due anni fa mi sono immerso nella vasca da bagno e vi ho fatto cadere la stufetta elettrica, ma il salvavita ha evitato il peggio (peggio?). Sono stato avviato ad un primo colloquio con uno psicoterapeuta, ma non ho avuto il coraggio di presentarmi al secondo.

Ed eccomi qui: prigioniero di me stesso, chiuso in una casa che non è neanche mia e di cui presto non disporrò. E nonostante tutto resto fermo, in attesa degli eventi...

 


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Gentile Fabio,
in effetti sembra che in questo momento non ci sia nulla che abbia un senso e che l'unica cosa possibile sia "restare fermo, in attesa degli eventi..."
Lei descrive la sua vita come un inanellarsi di insuccessi...Ma escludo che sia stato e sia davvero così...è indiscutibile che qualche responsabilità se la sia assunta: "ha messo su famiglia :ha un moglie e due figlie". La situazione ora è proprio difficile e risente non solo delle sue presunte "inadeguatezze" ma, anche, di una crisi non esclusivamente economica che da otto anni attanaglia l'Europa e in particolare l'Italia. Ma lei è stato in grado di resistere per i primi 5 anni, cosa non da poco!
è difficile uscire dall'abulia che la connota, ma forse è proprio quando si tocca il fondo che si ritrovano le forze per risalire la china...Operativamente potrebbe procedere a piccoli passi, magari iniziando con il richiedere un nuovo colloquio con uno psicoterapeuta che l'aiuti a ritrovare un po' di autostima, poi trovare il modo di bloccare gli interessi passivi presso l'agenzia delle entrate, eventualmente concordando una rateizzazione molto lunga del debito, ....il resto lo conosce lei. Un'altra cosa: come mai nasconde ai suoi cari la gravità della situazione economica? Può darsi che i suoi, conoscendo le gravi difficoltà dalle quali lei li ha protetti per questi anni, riescano a mobilitare nuove energie che aiuteranno il suo nucleo familiare.
è vero lei ha dimostrato di perdere molti lavori ma ha anche dimostrato di saperne trovare altri, e non è affatto escluso che sia in grado di trovare ancora una fonte di reddito, probabilmente di importo inferiore alle sue aspettative, ma utile per ricominciare.....
Augurandole ogni bene, la saluto.
S. Bertini


(Risponde la Dott.ssa Susanna Bertini)

Pubblicato in data 01/04/2015

 


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