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Depressione e disturbi psicosomatici (006746)

on . Postato in Depressione | Letto 48 volte

Chiara, 25 anni

Gentile dottore, le scrivo per un consiglio. Mia madre dopo la morte di mia cugina 6 anni fa è caduta in uno stato di depressione che la portata a fenomeni di nervosismo frquente e numerosi attacchi d'ira.
il tutto accompagnato da fenomeni di esofagite da reflusso dolorosissimi, accuratamente curati dal punto di vista fisiologico, ma naturalmente che persistono data la causa del malessere.
il problema principale è nel fatto che mia madre rifiuta di lasciarsi aiutare. più volte mio padre, esasperato da una situazione che non si risolve e, anzi, tende a peggiorare le ha proposto una terapia, ma è stata da lei sempre rifiutata con la scusa: "non sono matta". con la scusa dell'esofagite pesistente le ho suggerito che potrebbe essere di causa psicosomatica, così da convincerla ad iniziare una terapia psicologica.
Cosa mi suggerisce per riuscire a far accettare a mia madre questa eventualità? Cosa potrei dirle? La situazione in casa sta veramente degenerando, e non so proprio come potrei risolverla altrimenti.
La ringrazio cortesemente.
Chiara

Gent.ma Chiara, è importante che una psicoterapia sia cominciata con una motivazione forte da parte della persona. Sembra che tua madre rifiuti l'idea perché ha un pregiudizio sulla cosa, che si esplica con la frase: " Non sono matta".
Innanzitutto dovresti cercare di abbattere questo muro, per esempio spiegandole con parole semplici che oggi molti fanno una psicoterapia anche solo per conoscere meglio se stessi e non necessariamente perché sono matti, che potrebbe essere un modo per scaricare le tensioni che sente, che finalmente avrebbe una persona con cui parlare che non la giudica, che i
disturbi psicosomatici che tanto la fanno soffrire potrebbero essere affrontati e migliorare grazie ad un percorso del genere.
Forse potrebbe accettare meglio la figura di un medico? Se così fosse, ti consiglio di contattare uno psichiatra psicoterapeuta, in modo che possa sentirsi più protetta.
Come ultimo consiglio, ma non ultimo come importanza, penso che sia bene non nasconderle il disagio che voi familiari state provando, l'impotenza ad aiutarla, la preoccupazione per lei, in quanto potrebbe essere uno stimolo a fare qualcosa per se stessa, con la giustificazione che lo sta facendo per voi, ma andrebbe bene lo stesso, no?

( risponde la dott.ssa Raffaella Luciani )

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