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Depressione e lutto (165803)

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Mario, 32 ( 165803 )

La mia Storia: Salve, ho 32 anni e sto attraversando, ormai da più di 3 mesi, una fase depressiva abbastanza forte successiva alla scomparsa del mio cane di 9 anni per un tumore addominale. Uscivo da due anni di forti stress legati a situazioni familiari e a un dottorato di ricerca molto impegnativo. Ho sempre reagito con determinazione e forza a tutto, supportando i miei familiari, finendo il dottorato con i massimi risultati e superando la separazione con la mia ex ragazza (storia durata 6 anni), ma dopo la morte della mia cagnolona sono crollato totalmente. Penso che l'elaborazione di questo lutto sia stata bloccata-complicata da un forte senso di colpa che provo e che è diventato quasi un'ossessione. Mi rimprovero per averlo alimentato per circa 6 mesi con un mangime di bassa qualità, inferiore al solito; dopo questo periodo l'ho lasciato alla mia ex-ragazza (il cane l'avevamo preso insieme) per altri 5 mesi circa. Lei si è accorta del malore e, portata dal veterinario, ha ricevuto la tremenda diagnosi. Poco dopo è morta. I miei pensieri fissi sono rivolti al mangime di bassa qualità e al fatto che non mi sono accorto della malattia in tempo. Non so se siano sensi di colpa reali o irrazionali ma mi stanno precludendo il normale svolgimento delle mie attività: attenzione e concentrazione ridotte, pensieri fissi, disturbi del sonno e ansia. Chiedo se sia necessario contattare uno psicologo o se è ancora troppo presto (rispetto alle prime settimane sono sicuramente migliorato, ma non riesco ancora a reagire e a tornare ai normali ritmi). Grazie

Caro Mario, l'accudimento del tuo cane è probabilmente un contenitore simbolico, in cui stai mettendo un dolore più variegato e la confusività è dettata dalla contemporaneità dell' evento con il tuo diventare grande e quindi con il tuo prendere coscienza di tante responsabilità. L'incontro è con gli altri e con te stesso in un passaggio graffiante e a volte drammatico da dinamiche di superficiale onnipotenza a dinamiche di umile e razionale impotenza che ti può consentire di vivere con meno scrupoli e senso di inappagamento la crescita e l'autocritica. Star male è sano ed andar oltre è un obbligo non secondario. Non si può riparare il passato, ma riorganizzare il futuro. Una psicoterapia è un ottimo supporto sempre, ti aiuta a dare un senso alle cose attraverso nuove elaborazioni.

(Risponde La Dott.ssa Lucia Daniela Bosa)

Pubblicato in data 12/05/2015

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