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Senso di colpa (002673)

on . Postato in Depressione | Letto 50 volte

Valentina, 26 anni

Gentili dottori, ho 26 anni e da circa tre soffro di stati acuti di ansia (almeno credo si possano definire così) causati dal senso di colpa. Ogni volta che ad un parente, un'amico o anche solo un conoscente o qualcuno con cui ho avuto dei contatti capita qualcosa di negativo penso sempre che sia colpa mia, che ciò che gli è accaduto sia ricollegabile a me, a qualcosa che ho detto o fatto. Tutte le volte che ho questo pensiero sono terrorizzata dal fatto che la persona in questione o qualcuno a conoscenza dei fatti mi accusi di essere la causa del fatto spiacevole. Nei casi peggiori mi è capitato di non riuscire a respirare, di tremare, e ogni volta sento il desiderio di scomparire, di nascondermi da tutti finchè le acque non si saranno calmate e il fatto non sarà stato dimenticato. Spesso avverto il desiderio di farmi del male, in genere fisico, per riscattarmi dalle mie colpe sia agli occhi degli altri che di me stessa. Una volta ho preso un oggetto appuntito e mi sono graffiata a sangue entrambe le braccia.
Questo problema mi sta facendo vivere malissimo perchè mi causa problemi di relazione con gli altri in quanto ho sempre paura che la mia interazione con il mondo provochi dei danni di cui sarò accusata. Soprattutto ho paura che gli altri soffrano e causa mia, sia emotivamente che fisicamente. I miei sensi di colpa sono assurdi e spesso si verificano prima che un fatto spiacevole accada veramente. Ad esempio, se telefono ad una persona sul cellulare ho il terrore che quella persona in quel momento sia impegnata in qualche azione che venendo interrotta dalla mia chiamata si tramuterà in qualcosa di spiacevole, come guidare l'auto (e in questo caso ho paura che rispondendo potrebbe distrarsi e fare un incidente) oppure cucinare (e a causa della mia chiamata bruciarsi con le pentole o qualcosa di simile). Questi sono solo alcuni esempi delle centinaia di eventi simili che in una giornata mi provocano acuti sensi di colpa al punto di bloccare totalmente
la mia capacità di azione, nonchè, ovviamante, distruggere la mia serenità. Quale può essere la cuasa di questo mio stato malato? E come posso fare per liberarmi da questa prigione? Per favore aiutatemi perchè non ce la faccio più e rischio ogni giorno di arrivare a farmi sempre più del male. Grazie di cuore.

Cara Valentina, il senso di colpa è una costruzione della mente che, come tu dici, crea una prigione che blocca la vita, ma tutto questo ha un'origine nei tuoi pensieri e nelle convinzioni che si sono radicate profondamente in te. Se osservi il fatto puoi renderti conto che, ritenendoti colpevole di tutto, attribuisci a te stessa un potere immenso, anche se distruttivo: il male delle persone che gravitano intorno a te dipende esclusivamente da te, gli altri non hanno più una loro volontà, una loro capacità di attenzione, neanche un loro destino e quello che gli capita è causato da te.
Non ti sembra una interpretazione un po' egocentrica del mondo che ti circonda? Questo è un primo punto che dovresti considerare. Il secondo punto è che deve esserci in te la percezione di una forza distruttiva che ti dà questo potere, una forza di cui non sei totalmente cosciente e che dovresti conoscere: potrebbe essere rabbia? Una rabbia che probabilmente non ti sei permessa di accettare né di rivolgere contro qualcuno in particolare e ora proietti inconsciamente nelle tue azioni più innocenti. In ogni caso non può essere la mia risposta a tirarti fuori dalla prigione, questo può farlo solo un lavoro di approfondimento nell'ambito di una terapia a cui ti consiglio di ricorrere presto per smontare questo meccanismo che falsa la percezione che hai di te stessa e delle tue potenzialità.

( risponde la dott.ssa Mirella Tavernise )

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